sabato 24 marzo 2012

Un pò qua, un pò là (parte uno)

Ieri pomeriggio è terminato il mio lungo viaggio in europa.
Zaino in spalla, 17 giorni, 6 città, 5 capitali, innumerevoli persone incontrate e numerosi spostamenti:
Brno-bratislava; bratislava-charleroi; charleroi-brussels, brussels-amsterdam; amsterdam-antwerpen; antwerpen-brussels; brussels-charleroi; charleroi-budapest; budapest-Belgrado; Belgrado-budapest; budapest-Brno.

Mercoledì 7 marzo
Sveglia alle 4 del mattino per prendere il bus alle 5.30 per bratislava, breve giro in centro all'arrivo e poi autobus per l'aeroporto, destinazione belgio.
Arrivato a charleroi, bus navetta per la capitale (22€ a-r) , dove mi aspetta una ragazza a cui ho chiesto ospitalità tramite Couchsurfing.
La incontro alla stazione di gare du midi, mi viene a prendere (gentilisima!) e mi accompagna a casa sua.
E' in pausa pranzo, quindi facciamo di fretta, aiutati dal buon servizio dei trasporti della città.
Abita vicino gare du nord, mi spiega un pò di cose, come muoversi ed andare in centro, poi mi lascia le chiavi di casa e mi saluta.
Ci rivedremo in serata, lei ha un corso di olandese, io incontrerò una ragazza che mi ospiterà nella mia seconda visita in città (sempre tramite couchsurfing).
Vado in centro, sono circa le 14, ho un pò di fame ma non so cosa mangiare, riempio lo stomaco con un paio di panini vegetariani.
Purtroppo inizia a piovere ed a fare freddo.
La meravigliosa piazza gran place mi impressiona per la sua bellezza ma posso dedicarle poco tempo mentre cerco qualche riparo.
Nei pressi della cattedrale vedo un baretto del college olandese ed entro dentro a bere qualcosa, ma soprattutto a trovar riparo.
Il viaggio è stato fatto con un basso budget, visto che non sono più uno schiavo stipendiato.
Ho appuntamento verso le 20 in una zona lontana dal centro, chiedo alla ragazza di vederci in centro vista la scarsa conoscenza della città ed il clima infame.
Dopo 2 birrette jupiter (di qualità orrenda, in italia ci lamentiamo della peroni e baffo d'oro, ma le birre nazional popolari delle famose olanda e belgio sono molto peggiori!) gironzolo ancora un pò, vedo la bella galleria reale (che serve a ripararmi) e poi ritorno in centro tra le belle viette, finchè non trovo il pub celtica.
Super offerte, con 1€ bevo la classica birretta da 33cl (o 25, non saprei).
Classico pub in stile irlandese, in legno, luci soffuse, atmosfera chiassosa e gioiosa, schermi dove trasmettono sport e calcio.
Quando penso di ritornare a casa, visto che non ricevevo risposte da questa ragazza, finalmente mi contatta e ci vediamo.
Sorya è una 'classica' brussellese.
Nel senso che non è belga al 100%, di madre cambogiana, parla italiano (è stata sposata con un italiano che vive in belgio).
Mi porta a provare le famose 'fritte', visto che piove restiamo dentro a chiacchierare per un pò.
Grave errore! ora puzziamo di fritto anche noi!
Dopo una più salutare tisana, in zona borsa, ci salutiamo e ci diamo appuntamento alla settimana prossima.
Torno a casa, la mia 'host', Jana, è arrivata da poco, parliamo un pò del più e del meno e scopro tante cose bellissime su di lei.
Estone, parla 5-6 lingue, lavora per organizzazioni per la difesa dei diritti umani, aiutando bambini e donne che subiscono violenza, ama viaggiare.
Quando ci rendiamo conto che è tardissimo e lei deve andare a lavorare il giorno dopo è un peccato.
Mi da appuntamento per festeggiare il suo compleanno, con i suoi amici, in un locale in centro.

Giovedì.
Il sole mi sveglia e mi da la carica per visitare meglio la città.
Vado a piedi in centro, brussels si gira tranquillamente così, passo per il quartiere turco, fatto da mille negozi colorati, che vendono di tutto.
L'atmosfera è piacevole, arrivo in centro in poco tempo, percorro al via pedonale e commerciale guardandomi attorno.
Mi colpisce la gente, le tante razze che abitano questa città che piace poco ai turisti.
L'incantevoli brugges e gent sono preferite a chi piace visitare questa nazione, ma io sono contento di cercare di scoprire questa città.
Capitale d'europa, della pessima burocrazia degli eurotecnocrati, ma anche di uno degli stati colonialisti più crudeli e spietati, meta di migliaia d'italiani negli anni 60 e 70 che lavoravano nelle miniere, capitale di un paese diviso tra valloni e fiamminghi, con 2 lingue ufficiali, che ha battuto il record di paese senza governo (battuto anche l'iraq distrutto dai fottuti americani), che dovrebbe rappresentare l'unione europea.
C'è nè abbastanza per incuriosirmi!
Eppure brussels mi colpisce per il suo fascino, di città viva, cosmopolita, dove tanta gente diversa vive insieme, con i suoi quartieri che mantengono le loro caratteristiche.
I negozi delle solite brabds globalizzatrici in una via ed i mercatini con frutta e verdura esposti in strada dall'altra.
Un pò Napoli (o algeri, istambul, tunisi, cairo...), un pò londra (o milano, monaco, vienna...).
Dopo diversi giri in centro, alle 19 mi vedo con Jana, mi presenta ai suoi amici ed incontro anche un ragazzo italiano che vive a brussels...forse qualcuno di voi ne ha sentito parlare ;)
Anche qui, tra qualche giro di birre belghe, che a me PERSONALMENTE non piacciono (troppo pastose, aromatizzate), ci ritroviamo in un tavolo composto da italiani, sudamericani, irlandesi, americani, olandesi, polacchi...
Jana alza un pò troppo il gomito e la devo riaccompagnare a casa quasi in braccio :)
Le do alcuni 'pensierini' che avevo preso per lei, degli ottimi dolcetti arabi presi in centro ed un libro, la fattoria degli animali di Orwell.

Venerdi.
Dopo aver salutato Jana al mattino, mi metto lo zaino in spalla e mi dirigo verso la stazione dei bus eurolines, destinazione amsterdam!
Visito una patisserie-boulangerie araba dove compro delle ottime crepes salate e dei dolci, inizio a camminare finchè...
Sorpresa!
Mi ritrovo nel 'red light district' di brussels.
Spettacolo!
Una via con vetrine e simpatiche signorine che 'salutano'.
Devo dire che mi è piaciuto molto, mette di ottimo umore, non ci sono turisti, l'atmosfera è leggera, goliardica, rispondo ai sorrisi delle signorine che, in qualche caso, mi danno l'impressione di essere 'sincere' nei loro inviti (ok, un pò di mancanza di presunzione ogni tanto fa bene :D ).
Tornando al viaggio, in attesa del bus per a'dam (abbr. di amsterdam) scambio 2 parole con degli italiani anche loro in viaggio.
Con un pò di ritardo arriva il bus, chiudo gli occhi per qualche minuto, arriviamo ad antwerpen (anversa in fiammingo), poi in olanda, rimaniamo impriggionati nel traffico del 'ring of rotterdam', poi den haag e finalmente a'dam!
Alla stazione dei bus chiedo info per come raggiungere l'ostello, in zona non centrale (zeeburg).
Lo raggiungo in autobus in una decina di minuti, faccio un rapido check in, poso lo zaino in camera, ci sono 2 argentini che parlano tra di loro ed uno che dorme su una brandina in alto.
Voglio sfruttare il biglietto dell'autobus, costa 2,90€ e vale 60 minuti, quindi decido di andare subito in centro, in tram, facendo attenzione alla strada percorsa, visto che al ritorno la farò a piedi.
Su ogni tram c'è un bigliettaio, che controlla che ognuno abbia il biglietto, li vende e da anche info.
Arrivo vicino il dam, il centro.
Giro un pò ma sono molto stanco e preferisco rientrare in ostello, è sera, scuro e non voglio perdere la strada.
Dopo aver preso qualcosa da mangiare, rimango un poco nella lounge dell'ostello che non mi piace.
Pulito, molto ordinato ma troppo grande, non permette di entrare in contatto con altri ospiti.
Per fortuna vedo l'argentino che sta nella mia camera, parliamo un poco e decidiamo di fare il free walking tour il giorno dopo.
Manuel è di buenos aires come quasi tutti gli argentini che s'incontrano (l'argentina ha 40 milioni di abitanti, in un'area immensa e 13 milioni di argentini vivono nella regione della capitale), si è appena laureato, gioca a rugby e vuole girare in europa.
Ci diamo appuntamento per la colazione il giorno dopo, salgo in camera pronto a sbattermi in branda.

Sabato
Colazione con manuel ed il ragazzo brasiliano che sta in camera con noi.
Preparazione della giornata ed appuntamento in centro.
Ci vado con Rodrigo, il brasialiano di sao paolo, che lavora in una banca e parla poco inglese, ma come tutti i brasialiani è simpatico e di buona compagnia.
Andiamo all'appuntamento ma manuel non c'è.
Decidiamo di fare un giro 'alternativo', visto che lui ha già visto tutto ed io sarei da solo il giorno dopo, per cui potrei fare il tour di domenica.
Facciamo i turisti, avendo comprato il biglietto da 48 h (12€), con mappa in mano, visitiamo anche le zone lontane dal centro, tutti i canali, grazie agli ottimi tram cittadini.
La città è fantastica.
Molto più bella di venezia, perchè è viva, reale.
La gente ci vive veramente ad a'dam, li vedi girare in bici, mangiare in cucina (visto che non esistono tende), leggere il giornale sul balcone, portare a spasso il cane.
Da bravi turisti non possiamo non visitare un coffee shop :)
Non fumando (neanche le sigarette) chiedo qualcosa di naturale e leggera, il commesso mi suggerisce la 'white widow', sarà che la prepariamo senza tabacco, sarà che non sono abituato ma l'effetto non è stato dei migliori, mi butta giù e rende quasi paranoico (ci perdiamo diverse volte tra le stradine tutte uguali).
Parentesi fumosa a parte, ci dirigiamo nella zona del mercato, dove si vende di tutto, tanti colori, merci, cibi.
Alla fine della lunga via, colti da fame chimica azzanniamo delle patatine fritte con immancabile maionese.
Visita al red light district, con un brutto benvenuto, le prime vetrine sono quelle dei trans...
Se fatta in maniera spensierata, la passeggiata tra le vetrine è gradevole anche qui, anche se la massa di turisti presenta anche soprese negative, i soliti inglesi ubriachi, gli italiani arrapati etc etc...
Ma sono tante anche le coppie, mano nella mano, che guardano, studiano 'l'abbigliamento' delle ragazze, visitano i sex shop e gli show.
Il centro della città e la piazza non sono per niente belli, ma il resto della città è incredibilmente bella, con angoli incantevoli.
Ritorniamo in ostello, io mi preparo un panino con pomodori (visto che sono vegetariano e non saprei cosa mangiare con poco), poi doccia e con manuel ritorniamo in centro.
Alla fine ci dice che aveva preferito visitare i musei della città.
Passeggiamo tra la folla colorata, sorridente dei turisti.
Quando loro decidono di fermarsi a bere qualche birra, li saluto e ritorno in ostello.
Preferisco non bere, ultimamente sto limitando molto il consumo di alcool.
Poi, essendo abituato a bere a Brno, non concepisco lo spendere 5 € per una birra quando ne posso avere una (ottima) ad 1€.

...segue...

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