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sabato 25 maggio 2013

Non solo praga...

Post in inglese (nel mio inglese...) preso da: http://budgeteurope.wordpress.com/2013/05/25/not-only-prague/



Prague, capital of Czech Republic (aka CR), is one of the most visited and beautiful city in the whole world, this is a fact, however only few travellers were (and are) 'brave' enough to discover the rest of the country, which is so far to be compared to its biggest and most important city.
Czech Republic is not Prague, at all, feel free to decide whether in a good way or not...
Below few pictures of my last visit in Czech Republic (not in Prague...).
2013-05-04 19.45.01Let's start from my arrival at Brno, the second largest city in CR, on Saturday at around 1930...well, this picture says a lot, I guess.
The church up the hill is called 'Petrov', one of the main attraction and this is the core of the city centre, almost no one around. This doesn't mean that Brno is a boring city, not at all!!!!Actually Brno is a vibrant university city. There are around 89,000 university students within a total 380,000 inhabitants.
Easily by that time people are having dinner at home, in restaurants or already started their intense weekend...
The pictures below says a lot about the city and the rest of the country too...food and hospitality!
On the left Sunday lunch, as tradition families prepare a tipical czech meal (roasted duck with stuffed cabbages and potatos dumpling), included soup; on the right picture, a dinner at another friend's home, ingredients are similar and note that the 'evergreen' and always present is the beer: Starobrno!!! :)

2013-05-05 12.21.05 2013-05-07 17.53.30
Beer that can be found in abboundance in the whole country and this is again another difference with Prague.
Quality of beer is much more appreciated and cared outside the capital city. Tourists and travellers are happy with the commercial brands offered them in prague pubs.
Czech people DO care about beer, a lot, as they consume the highest amount of beer in Europe, and czech people rather prefer small local breweries that offer highest quality and taste instead of industrial and commercial brands...As I have many local friends (I used to visit and live in Brno for several years) I follow their advises and I have to say, I enjoy the pure pleasure of good beers.
2013-05-07 22.33.35  2013-05-10 19.06.37 2013-05-10 19.06.11
2013-05-09 11.59.17 2013-05-09 11.52.16 2013-05-09 11.53.08  2013-05-09 11.57.37
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These last pictures had been taken when I was in Trebic (I spent there a week, after being the weekend in Brno), at one of my best czech friend's home.
Trebic, with its jew area rewarded by UNESCO in its World Heritage list, is a small city in vysocina region, just in the middle of CR, 100 km far from Prague and almost the same from Brno.
Visocina is a beautiful region, with cozy small towns, like Zdar nad Sazavou, rewarded by UNESCO in its World Heritage list, Telč, with a perfectly preserved Renaissance town centre surrounded by shallow man-made lakes, rewarded by UNESCO in its World Heritage list and Jihlava (the main city of the region), forests and lakes.
If you like hiking, fishing in relaxed small lakes, if you like peaceful natural environment, well, this is the place in Czech Republic you should go.
Eventually is not a coincidence that my long trip ended here, in my beloved Brno. I feel very close to this city and this part of CR, Moravia and Vysocina.
It means a lot for me, good friends, love (well, yes, I had a few stories here and almost all of them were with deep and sincere feelings), good life, fun, outdoor activities and relax and much, much more. Thanks to Brno and my czech friends!
2013-05-13 09.51.30 2013-05-13 08.42.49 2013-05-13 09.50.24

mercoledì 30 maggio 2012

Tre anni - Tri roky

Tutto cominciò all'alba di un sabato 30 maggio, di tre anni fà.
Dopo una notte insonne e tormentata, trascorsa tra il dubbio e l'incertezza di chi lascia una prigione dorata per un futuro incerto.
La prigione dorata era rappresentata dalla mia 'vita' ad Innsbruck, dove avevo trovato un lavoro ben pagato, in una città perfetta per vivere.
In precedenza ero andato via dall'italia, anzi da milano, senza grossi patemi.
Lasciavo si la famiglia d'origine, ma poc'altro.
Pochi amici fidati.
Ma sia per gli amici che per la famiglia, sapevo che la distanza non logora i rapporti.
Poi ero andato via da dublino, anche li, senza rimpianti, anzi felice per la decisione.
Andare via da Innsbruck per arrivare in rep ceca, invece ha rappresentato una svolta.
A 35 anni, lasciare un paese dove tutto funziona, con una natura bellissima ed un lavoro stabile, non è stato facile.
Eppure ha scelto il cuore.
Ad Innsbruck oltre al lavoro ed alle bellezze naturali non avevo altro.
Mi sentivo solo, i rapporti interpersonali erano praticamente a zero.

Feci in fretta le valigie, salii sul primo treno per la Rep Ceca, telefonai a lavoro e diedi le dimissioni in questo modo.

Aveva scelto il cuore.
A Brno ho trovato amici che mi hanno accolto a braccia aperte, in particolare David, ospitandomi a casa sua per i primi giorni.
Poi mi ha accolto la città, facendomi trovare un lavoro, ben pagato, dove sono stato rispettato, capito, apprezzato e premiato.
Infine l'amore, con una ragazza stupenda, Jana, che solo uno come me poteva far andare in malora (ma questa è un'altra storia!).

Cosa si potrebbe richiedere di più?
Niente.

Brno è stata la mia città, moje mesto, la mia casa, muj domov, come è anche scritto sulla mia pelle.

Dopo 8 anni che frequento Brno, che la conosco, che vengo e riparto, so che c'è qualcosa che mi lega a questo posto, dopo 3 anni continui trascorsi qui vado via, ma so che è un arrivederci.

La città sta cambiando, i nuovi barbari la stanno conquistando, forse in futuro tornerò e non mi piacerà più, perchè lo spirito 'Brnensko' si sta diradando.
Così è la vita, to je zivot.
Tutto cambia e, soprattutto di questi tempi, tutto si compra.
Non mi faccio illusioni, anche Brno, la mia Brno, cambierà e passerà completamente nelle mani di chi non riesco a sopportare, di chi voglio combattere.

In me rimarrà sempre il ricordo dei tempi migliori, delle serate tra amici nei pub fumosi della periferia, a giocare a freccette o al calcetto con gli omini di legno dipinti a mano, a bere una birra che era della città e non di una multinazionale olandese, a parlare di un calcio che era per i tifosi e non delle televisioni, il divertimento nelle discoteche dove, quando sapevano che c'era un italiano, il dj metteva su una canzone di celentano, delle ragazze che mi sorridevano per strada, degli autobus notturni pieni di gente allegra, delle gite nei paesini vicini con una vecchia skoda con tappezzeria leopardata, di persone appena conosciute, che mi portavano a casa, per far vedere ai parenti che un italiano viveva a Brno, dei gelati delle marche russe e dai gusti discutibili, dei negozietti che vendevano l'indispensabile, dei natali a scambiarsi regali tipo uno shampoo o la crema per radersi la barba, dei capodanni festeggiati in piccole case in enormi condomini, tanta gente e tanto alcool versato anche sulla moquette in sala, dell'ospitalità di tutti i cechi che ho conosciuto, del cibo genuino che mi è stato fatto assaggiare, delle sbronze tremende, della goliardia morava, dei freddi inverni interminabili e dalle dolci estati trascorse in riva ad un lago.

La mia cara Brno...

A presto! Uvidime se v Brzo!

venerdì 4 maggio 2012

Immagini da Brno (e dintorni)

Carrellata di immagini prese a Brno:

-pubblicità che 'suggerisce' alle ragazze un modo veloce di fare soldi. Per fortuna è stata stracciata in parte, ma la realtà è che molte ragazze scelgono questa strada, anche perchè tanti 'turisti' vengono a proporre questo tipo di affari.


-murales che ho trovato simpatico ed anche molto realistico. I pensionati, gli anziani sono spesso schiacciati dall'economia globale, che nel caso della rep ceca sta portando dei temporanei benefici a chi lavora, ma non a chi percepisce una pensione statale, dopo anni di lavoro pagato con gli standard del passato

-Zelni trh; piazza del mercato. Nel pieno centro di Brno, tutto l'anno colora e profuma la città con i suoi prodotti della natura, fiori, verdure, frutta, che i contadini della regione rivendono durante la mattina.

-'Do not wash, dry clean only' lo slogan degli alternativi di Brno. L'ho trovo molto effettivo. Speriamo bene.

-Piazza 'Svobodi'; la piazza principale durante le gare della finale play-off del Kometa Brno. Una città, uno sport (l'hockey su ghiaccio), un club. Kometa!

-7 Aprile 2012. Mi sveglio, guardo dalla finestra e...neve!!!!!!

-Nelle vicinanze di Brno ci sono diversi laghetti, appena il tempo lo permette tutti vanno a trascorrere qualche ora all'aperto e godere del sole. I cechi non sono pudichi, per niente!!!

-Piatto tipico ceco, un gulas molto generoso. Se venite in vacanza, mettete in preventivo di mettere su qualche kilo, tra birra e cibo, non è difficile.

-Lago di Brno. eduta dal traghetto

-Hooligans Brno. Di sera, soprattutto nei locali notturni, dove lavorano come security, ne vedrete alcuni. Molti li temono e li odiano, le autorità li reprimono. Per me sono un punto di riferimento, amici sinceri, fidati.

-Pericolo di...rane. In rep ceca, a Brno, i pericoli sono talmente pochi che questo cartello suggerisce di prestare a ttenzione a qualcosa non certo pericolosa.

-Folklore locale. In primavera ed estate, la regione della moravia è piena di feste folkloristiche, legate al vino, alle danze, alle vecchie tradizioni locali. Gente simpatica, accogliente e divertente.

-Fa caldo? C'è il sole? Si va al parco! I cechi amano la natura, l'aria aperta, forse perchè dopo 6 mesi di freddo e di lungo inverno è meglio approfittarne e stare un pò fuori.

-Mercatini in Svobodi namesti, la piazza principale. A natale e durante i mesi caldi, la bella piazza si riempie di stands che offrono soprattutto bevande alcoliche e cibarie varie. Cibo e alcool, vanno in perfetta sintonia con i cechi. (nella foto scattata verso le 10 del mattino, le signore si stanno sbranando una salsiccia ...)

venerdì 6 aprile 2012

Intervallo

Breve carrellata di foto relativa alla giornata di ieri, il 'giovedì verde' (Zelený čtvrtek), da scorrere ascoltando questa.


Birreria Starobrno


Mendlovo namesti, ore 17


Barista dai capelli verdi


Zelene pivo - birra verde


Support lesbiens, concerto finale ore 22

Ps: un altro motivo per cui in rep ceca non c'è bisogno di 'festeggiare' s.patrizio. C'è già il giovedì verde, tradizione locale molto seguita.

mercoledì 29 febbraio 2012

Super Vaclav

Trovo solo ora un pò di tempo da dedicare ad un 'super eroe' ceco.
Il buon Spud me lo aveva segnalato tempo addietro ma tra altre idee ed avvenimenti l'avevo trascurato.
Ora eccolo!

Lo spirito ceco è rappresentato perfettamente da questo personaggio mascherato.

Una delle azioni che preferisco è contro i fumatori :=) da vedere!

Qui anche in inglese (purtroppo finisce male per il super eroe...).

Anche la cartastraccia italiana gli ha dedicato dello spazio.

mercoledì 22 febbraio 2012

In questo momento sono...

...su un autobus di Student agency, andando verso praga.
Connesso, gratuitamente, su un comodo sedile in pelle, con schermi per film, hostess di bordo, bevanda gratuita, distribuzione di giornali...
Brno-praga, circa 220km, prezzo (con prenotazione online, comodamente da casa, senza bisogno di sprecare carta per stampare biglietti, semplicemente con un codice personale...): 160czk (7€)

Ogni 30 minuti c'è un collegamento.
Partenze dalle 2.45 di mattina, fino alle 10 di sera.

Eh già...la qualità della vita è molto bassa in rep ceca...

mercoledì 25 gennaio 2012

Libertà

Sono tornato ieri da una breve 'vacanza' in italia.
Avrei voluto scrivere qualcosa su questo periodo ma devo ancora metabolizzare cosa ho visto e sentito.
Non è semplice farsi un'idea di un paese o di una situazione in pochi giorni.
Sicuramente il naufragio di una nave italiana potrebbe essere la perfetta metafora per quello che sta accadendo al paese, ma voglio andare oltre.
Anche quest'anno è stata stilata la classifica della 'libertà di stampa'.
Eccola.
Bene, un dato semplice:
-italia al 61esimo posto (perfino haiti sta meglio del 'belpaese'...)
-rep ceca al 14esimo (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

Pensare che ultimamente ho un nuovo house-mate, italiano, di roma.
Prima di venire qui mi aveva espresso le sue paure, gli amici gli avevano descritto la rep ceca come un paese da terzo mondo.

A queste belle personcine (che magari hanno visto praga solo andando alla ricerca di sesso a pagamento, come se in italia non ci fossero già troppe 'offerte'), consiglio di informarsi meglio, togliersi le fette di salame sugli occhi, viaggiare in senso reale e vedere com'è fatto il mondo.

domenica 18 dicembre 2011

L'ex 'rivoluzionario'

Oggi è morto Vaclav Havel, drammaturgo e primo presidente della Cecoslovacchia, traghettandola all'attuale Republica Ceca.
Riporto un bell'articolo di severgnini:

Ho conosciuto Vaclav Havel quand’era dissidente, alla fine degli anni Ottanta. Andare a trovarlo nell’appartamento lungo la Moldava – dove riceveva volentieri i giornalisti occidentali – poteva significare guai. Per «il Giornale» di Montanelli, da Praga, ho seguito tutta la «rivoluzione di velluto» del 1989, forse la più elegante ed entusiasmante tra quelle che hanno deposto il comunismo nell’Europa centro-orientale. Vaclav Havel se ne ricordava, e una volta salito al Castello come Presidente, da galantuomo, ha mantenuto la promessa di concedermi un’intervista. La prima in Italia, credo. Questa non è la riproduzione di quell’intervista (pubblicata il 10 maggio 1990), ma la genesi – davvero bizzarra – di quell’incontro. Spero dia il sapore dei tempi, del luogo e di un uomo davvero speciale.

Vaclav Havel nella sua Praga nel 1990 (Ap)
Praga, maggio 1990 – Fino a qualche tempo fa l'Europa orientale era un luogo tranquillo e triste, dove gli italiani andavano a cercare il socialismo e le ragazze. Non scoprivano mai il primo, ma trovavano quasi sempre le seconde. Ora è una fiera, un teatro dove va in scena un lungo dopoguerra. Difficile raccapezzarsi: gli ex-agenti segreti fanno gli steward sugli aerei, i comunisti fanno i socialdemocratici, i socialdemocratici fanno i liberali e i liberali fanno confusione. È un mondo caotico, dove tutti sono stati promossi, o rimossi, o sono in attesa di una promozione, o sono in ansia per una rimozione. I dissidenti sono diventati ministri: a Varsavia, un anno fa, l'ex-carcerato Jacek Kuron chiedeva una bottiglia di Johnny Walker per un'intervista; oggi è ministro del lavoro, e forse avrà cambiato marca. I ministri sono diventati dissidenti: a Budapest Imre Pozsgay, stella spenta socialista, è all'opposizione, praticamente solo. A Bucarest, nella chiesa italiana sul bulevard Balcescu - finalmente aperta: il conducator Ceausescu permetteva soltanto due funzioni all'anno, Pasqua e Natale - padre Molinari celebra la messa con una bellissima sedicenne romena al fianco, vestita come una novizia: riccioli biondi che sbucano dal copricapo, occhi azzurri e guance appena arrossate. Al termine tutti corrono a complimentarsi. «Cara, sei stata deliziosa - sussurra una signora italiana in visita - Sarai una meravigliosa piccola suora». La ragazza con i riccioli biondi spalanca gli occhi: «Ma io non voglio fare la suora. Io voglio fare l'attrice.» A Praga - tra tutte le città dell'est, la più educata - non si capisce molto di più, e non si fatica molto di meno. Cercare i protagonisti della rivoluzione di novembre è più che un lavoro. Più che un dovere. Più che una necessità professionale. È diventato uno sport.

Fino a sei mesi fa i dissidenti (giornalisti senza giornali, attori senza scritture e professori senza cattedre) erano a disposizione: qualcuno implorava un'intervista, qualcun altro si accontentava di una copia di Newsweek. In novembre, durante la rivoluzione, tutti ridevano in compagnia, bevendo birra chiara al caffè Slavia. In gennaio gli stessi dissidenti, diventati ministri e parlamentari, rispondevano ancora al telefono, ma le voci erano diventate improvvisamente fredde. In marzo hanno smesso di rispondere al telefono. Al loro posto parlava una moglie, una segretaria, un'amica: «Il ministro non c'è. Si rivolga all' ufficio stampa del ministero». Inutile dire «Guardi che io il ministro lo conosco. Guardi che quand'era dissidente gli portavamo tutti le sigarette». La voce a quel punto si fa annoiata, come se tutti quelli che telefonano dicessero la stessa cosa, come se tutti, un giorno, avessero portato sigarette al ministro: «Mi spiace. Si rivolga all'ufficio stampa.»

Hanno ragione i ministri di oggi, dissidenti di ieri. I giornalisti sono troppi, vogliono troppe interviste, fanno troppe domande. Abbiamo ragione anche noi però, che in dicembre incontravamo il signor Václav Klaus nel guardaroba di un teatro, e ce ne andavamo con un indirizzo scritto su un foglietto fotocopiato e ritagliato. Václav Klaus è diventato ministro delle finanze, l'uomo che dovrebbe portare il paese nell'economia di mercato: ora avrà un vero biglietto da visita, ma prima era più simpatico. La difficoltà ad orientarmi in un mondo capovolto mi ha spinto verso la nuova sede del «Forum dei cittadini» in piazza Jungamannovo, con il vecchio taccuino in mano. Adesso qualcuno si siede qui, ho gridato, e mi dice che fine hanno fatto tutti gli amici, tutta la gente che regalava il numero di telefono, tutti quelli che al caffè Slavia bevevano in compagnia.

Un funzionario si è commosso. Gentilmente, ha preso un lungo foglio uscito dalla stampante di un computer. «Prenda nota. Jiri Dienstbier, giornalista, ex bruciatorista: ora è ministro degli esteri, e questo lei lo sa. Eda Kriseova, scrittrice, autrice di «La clavicola del pipistrello»: consigliere personale del presidente. Vera Cáslavská, ginnasta olimpica: consigliere del presidente; Michal Kocab, cantante rock - sì quello che girava con gli occhiali neri e il giubbotto di cuoio. Anche lui è consigliere del presidente, e capogruppo del «Forum Civico» in Parlamento. Rita Klimova, quella che traduceva dal ceko all'inglese seduta di fianco a Havel: ambasciatore a Washington. Serve altro?». Senza più conoscenze - o meglio: le conoscenze ci sono ancora, ma sono rinchiuse nei loro uffici, difese dalle loro segretarie - sembrava impossibile arrivare fino a Václav Havel. Pur avendo il suo numero di telefono. Pur essendo stati a casa sua.

Da quando è presidente, vive braccato da giornalisti, diplomatici, politici e questuanti; tutti, rigorosamente, con il suo numero di telefono. Ma nella fiera dell'est c'è sempre una sorpresa in agguato. La mia si chiamava – pensate un po’ - Milan. Niente a che fare con il calcio. Il signor Milan Matous, che viaggia impettito verso i settanta, fuggì dalla Cecoslovacchia nel 1948 perché non voleva vivere agli ordini del comunista Gottwald. Era un atleta (nazionale di hockey su ghiaccio e componente della squadra di coppa Davis), aveva sposato un'atleta e ha una figlia atleta (Elena Matous, campionessa di sci), la quale ha sposato un altro atleta: Fausto Radici, sciatore non boemo, ma bergamasco. Negli anni Cinquanta Matous allenò la nazionale italiana di hockey su ghiaccio. Oggi vive in montagna, a Cortina d'Ampezzo, dove ha fatto amicizia con Giorgio Soavi. Questo - lo ammetto - avrebbe dovuto mettermi in allarme. Quando è tornato in patria dopo quarantadue anni - orgoglioso, con il suo vecchio passaporto - il signor Matous voleva rendersi utile. Utile con tutta la passione, il trasporto e l'irragionevolezza di un boemo che ha deciso di rendersi utile. Utilissimo, insomma. Ci siamo conosciuti per caso.

Matous aveva saputo che volevo incontrare Václav Havel, e ha detto: «Ci penso io». Ho spiegato allora che ottenere un'intervista era complicato. Milan Matous ha ascoltato, poi ha comunicato la sua decisione: sarebbe salito al castello e avrebbe convinto il presidente. Ho ringraziato, ho ripetuto che sarebbe stata una passeggiata inutile. Milan Matous ha sorriso. Il sorriso paziente di chi vive sulle Dolomiti, e sente dire a un milanese che qualcosa è impossibile. Penso che si ricorderanno per un pezzo di Milan Matous a Hradcany, dimora dei re di Boemia, residenza dei presidenti. Dopo essere arrivato fino alla segreteria di Havel, aver abbracciato la ginnasta Vera Cáslavská, aver salutato le guardie del corpo e le dattilografe, Matous ha spiegato a tutti che Havel era un uomo morale, e aveva perciò il dovere morale di concedere un'intervista al «Giornale» di Montanelli, che aveva sempre parlato bene di lui, e male dei comunisti.

Poiché gli ardimentosi sono anche fortunati, Havel è uscito in corridoio. Milan Matous è partito all'attacco: «Presidente, sul muro della sua camera, quand'era bambino, c'erano dipinti alberelli e coniglietti. » Václav Havel, che è abituato a sentirsi dire di tutto, ma non che è cresciuto tra alberelli e coniglietti, si è fermato di colpo: «È vero. Ma lei come lo sa?» «Perché li ha dipinti mia moglie, che era buona amica di sua madre», ha spiegato Matous con la logica rigorosa di chi vive sulle Dolomiti. «E adesso - ha aggiunto con un gran sorriso - lei deve dare un'intervista al Giornale, che su di lei ha scritto tante belle cose». Poiché gli Havel sono estrosi almeno quanto i Matous, l'intervista è stata concessa, e l'abbiamo pubblicata. Oggi volevamo soltanto ringraziare l'amico di Soavi, e i coniglietti del presidente. Inserisci link

mercoledì 7 dicembre 2011

Birra ceca

Spezzo la lunga sequenza di post dedicati alla 'crisi' economica per postare qualcosa di decisamente più leggero.
Un bel video sulla birra ceca più famosa (che comunque a me non piace, preferisco quella dei piccoli birrifici).
Nel filmato si può gustare anche il senso dell'umorismo ceco, qualcosa di veramente caratteristico.
In fondo essere cechi, vivere in una bella nazione, con ottima birra, propensione al divertimento, belle donne, passione per musica e film, favorisce un buono spirito.

Na zdravi!

lunedì 31 ottobre 2011

Festa 'nazionale' (?)

Sono reduce da un lungo weekend, di festeggiamenti, party, alcool, incontri con amici etc etc.
Tutto è iniziato giovedì sera, visto che il seguente Venerdì nessuno avrebbe lavorato o studiato.
Il 28 Ottobre si festeggia l'indipendenza della Cecoslovacchia.
Si! avete capito bene, la Cecoslovacchia, nata nel 1918.
Avevano ragione tutti quegli italiani che mi dicevano 'Come si vive in Cecoslovacchia?' 'Fa freddo in Cecoslovacchia?' 'La Cecoslovacchia è vicino alla Russia'...
Eh già!
Che arrogante che ero quando, in malafede, cercavo di correggerli.
Chissà dove avevo appreso la notizia che nel 1993 era nata la Repubblica Ceca a seguito della richiesta di autonomia da parte della Rep Slovacca.
Proprio vero che in rete si deve stare attenti a leggere delle bufale!
Eppure mi era sembrata bella la storia della fine della Cecoslovacchia, unico esempio al mondo di separazione senza guerre, attriti, morti, pulizie etniche.
Gli slovacchi, cugini poveri, sentendosi lontani e poco apprezzati dal potere di praga, avevano chiesto ed ottenuto di diventare indipendenti, a partire dal 1 Gennaio 1993.
Come mi ero interessato alla storia di questa 'falsa' separazione, a come era prima e dopo, al periodo della transizione.
Vabbè, capita, è stato bello festeggiare l'indipendenza della Cecoslovacchia e scoprire di vivere in questo grande paese.

lunedì 24 ottobre 2011

Qualche consiglio

Ecco alcune idee su cosa fare in un fine-settimana:

-visitare uno dei tanti paesini cechi, non esiste solo praga.

Sabato, ad esempio, sono stato nella bellissima Kutna Hora, patrimonio Unesco, con belle chiese, stradine caratteristiche piene di negozi di antiquariato (dove ho comprato un libro in italiano di Hemingway per 2 czk – 0.10 €) caffè e tea-room, l’immancabile castello (in cechia quasi ogni paesino ha un castello antico), belle e rigogliose foreste attorno alla città.

Da Brno, in treno, si impiegano 2 h e 30 minuti circa, costo a-r circa 400czk

-partecipare alle iniziative organizzate dal ‘Brnopolis’ ed il ‘Brno Expact Centre’ (il sito fornisce anche importanti informazioni utili a chi si trasferisce a brno).

Domenica sono andato ad un loro evento, molto ben organizzato, una visita della città in tram, tutto per noi, circa 90 persone, con guide locali e posti suggestivi, quali il caffè ERA, in stile ‘funzionalista’ (Brno era uno dei principali centri europei per questo stile architettonico, esempio ne è la villa Tugendhat, patrimonio UNESCO, il Tecnologiske muzeum, museo tecnologico, dove sono conservate e ben presentate numerose ed interessanti iniziative legate alla tecnologia), kravi hora, la collina cittadina dove si può trovare il planetario, la bella piscina ed un bel parco dove prendere il sole durante la bella stagione ed incontrare qualche bella ragazza che studia nel vicino colleggio.

Altre interessanti curiosità ci sono state fornite sulla città, come il fatto che sia il centro legislativo del la rep ceca (avendo la sede della corte costituzionale e di alcuni dei piu’ importanti palazzi di giustizia), della passione per il teatro e le rivisitazioni artistiche, soprattutto legate all’ambientazione medioevale, docute al fatto che durante l’oppressione comunista non era possibile esprimere libere opinioni, quindi attraverso la recitazione si cercava di aggirare tale limitaizone della libertà di pensiero.

-trascorrere il venerdi sera al clubwash e divertirsi, ballando, al ‘silent dj’ show con cuffie wi-fi si puo’ decidere che musica ascoltare ed a che volume farlo, le vostre orecchie ringrazieranno e tornerete a casa senza il fastidioso fischio nei timpani (che tra l’altro ne indica un reale danneggiamento)

-gustare un buon thè in una delle belle ‘cajovna’ (sale da thè).

In rep ceca il thè è una passione molto diffusa, credo quasi al livello degli inglesi.

Non conosco i motivi, gli inglesi avevano le colonie indiane, i cechi non sono mai stati un paese colonialista, ma forse la comunità vietnamita ha influenzato i cechi.

Sta di fatto che se non vi fossilizzate a cercare un caffè, che non sarà MAI, nemmeno lontanamente paragonabile ad un espresso italiano, ma cercate di provare qualcosa di tipico, potreste trascorrere del piacevole tempo.

Le ‘cajovna’ sono bei locali, dove non si fuma, l’ambiente è calmo, rilassato, silenzioso e spesso in salette tematiche.

Si può gustare un thè cinese o giapponese in una stanzetta con interni orientali, tavolini bassi e sedendosi su cuscini, con pareti in carta scorrevoli, si può bere un thè alla menta e fumare un narghilè sui tappeti mediorientali.

In molte cajovna si accede alle salette senza scarpe, quindi siate sicuri di avere calze pulite. :)

La parola ceca ‘caj’ deriva da chai, il termine indiano per il thè, da cui cajovna, sala da thè.


E tanto altro...


ps: mi scuso per il layout della pagina, non so perchè i font appaiono diversi