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martedì 20 novembre 2012

Ukrajjjjjjnaaaaa! fine del viaggio



In ritardo inserisco la fine del racconto...

...
Il viaggio in treno da dnipropetrovsk a Kyiv (kiev) mi spaventa di meno, dopo le 18 ore affrontate in precedenza.
Il treno gialloblu è anche più nuovo e confortevole, i servizi igienici sono decenti, per cui mi abbandono sulla mia cuccetta superiore con molta più tranquillità, pensando di godermi il viaggio notturno e svegliarmi a destinazione riposato, eppure…
Non avevo fatto conto con due fattori, la bambina nello scompartimento, che si lagna per tutta notte, ma soprattutto le incredibili impostazioni del sistema di riscaldamento del treno.
Pur essendomi già tolto la felpa e rimanendo in maglietta, non posso smettere di tormentarmi per il gran caldo, l’aria ferma e satura che avvolge tutto il vagone.
Nel pieno della notte non resisto, tutto sudato e frastornato, scendo con difficoltà dal lettino, cercando di non dare fastidio a chi dorme sotto, vado in bagno a sciacquarmi, poi in corridoio, apro la parte superiore dei vetri, per far passare aria fresca.
Mi accorgo che siamo fermi, in aperta campagna, il buio totale attorno a noi.
Realizzo più tardi che è dovuto al cambio di ora legale, dalle 3 del mattino ci siamo fermati fino alle 3 del mattino…
Quando decido di rimettermi in branda faccio un disastro, stanco e poco avvezzo con questi treni, cercando di risalire metto un piede sul tavolino, rovesciando i bicchieri che la donna aveva lasciato…latte, acqua e del succo vanno ovunque sul suo letto e mi devo sorbire 5 minuti di saracche in ukraino.
Provo a scusarmi con un ‘sorry’ ma quando vedo che la sua liturgia va troppo per le lunghe, inizio anche io a farle capire che magari avrebbe potuto immaginare che sarei voluto scendere dal lettino.
Lo dico in italiano e non credo mi abbia capito realmente, ma comunque si alza e maneggia qualcosa, vicino alla porta, quando va via nel corridoio, vedo che ha aperto dei ganci, che in effetti, servono da appoggio per il piede di chi deve salire sulla cuccetta superiore.
Vabbè, ma come facevo a saperlo?!
Mi rimetto a dormire, dopo la sosta di un’ora il treno riparte ed in un paio d’ore la luce del mattino mi sveglia, manca poco all’arrivo e questa volta posso godermi una rinfrescata in bagno.
Anche qui non è facile capire come usare l’acqua, non ci sono manopole o pulsanti, semplicemente si mette la mano sotto il rubinetto e facendo una leggera pressione verso l’alto con il palmo, si fa scorrere l’acqua.
Riuscire a non schizzarsi, almeno per un principiante come me, è come fare 6 al superenalotto con una schedina base.
Sono a kiev dal primissimo mattino.
Ho un ostello prenotato, ma non posso certo arrivare li alle 7.
Decido quindi di camminare, cercando di far trascorrere del tempo e presentarmi ad un orario ancora troppo presto, ma almeno più consono.
Con il mio zaino di una decina di kg, inizio a cercare la strada e la direzione corretta, senza successo.
Devo entrare in un mecdonaldz per scroccare un po’ di connessione, fare una ricerca sulla mappa e rimettermi in marcia.
La zona della stazione, è brulicante di persone, anche a quest’ora del mattino, di una domenica autunnale.
Attraverso le prime boulevard della città, verso il centro, un saliscendi continuo, mi piacciono le città non piatte, anche se camminarci stanco e con un peso in spalla non sono il massimo.
Quando arrivo a destinazione, con qualche difficoltà a trovare la via esatta, sono grondante di sudore.
Citofono e mi risponde una voce assonnata dopo qualche minuto, spiego che ho una prenotazione.
Per fortuna mi fa salire, 5 piani a piedi…sempre con il mio fidato zaino di 10 kg sulle spalle.
Mi apre la porta una ragazza, che ha ancora il segno di cuscino sul viso, mi chiede di togliermi le scarpe, i documenti e la prenotazione, mi borbotta qualcosa sull’orario di arrivo e le chiedo scusa, pago, le lascio il resto per il disturbo e mi siedo in cucina.
Più che un ostello è un appartamento, con un bagno, un cucinotto e 3 stanze da letto arredate con letti a castello.
Tutti dormono, chiaramente, ne approfitto per farmi una doccia calda e togliermi i vestiti ormai zuppi di sudore, prima di mettermi in branda e riposare un paio d’ore.
Verso ora di pranzo mi alzo, vado in cucina e faccio conoscenza con l’ennesimo incredibile personaggio incontrato in viaggio.
Sergej mi accoglie offrendomi un gaspacio, una minestra fredda, poi mi scruta ed indovina che sono italiano, ma ormai ci sono abituato e devo abbandonarmi all’idea di passare inosservato.
Dopo le presentazioni del caso, mi racconta letteralmente la sua vita.
‘Military Chief of defence minister’ capo militare del ministero della difesa ukraino.
Perbacco! Verrebbe da dire, se non che mi chiedo anche cosa ci faccia in una brandina di un ostello da 5 euro al giorno, ma non gli faccio notare i miei dubbi, lasciandogli tutta la boriosa soddisfazione del titolo professionale.
Mi dice che è un ex ufficiale del kgb e dell’armata rossa, che ora è generale dell’esercito ukraino e mi racconta della sua famiglia, che vive ad Amsterdam, con la moglie che è un importante avvocato, mentre le tre figlie sono i suoi angeli.
Continua ad offrirmi la zuppa fredda, ma ho lo stomaco ancora sottosopra per la stanchezza e preferirei qualcosa di caldo e solido, quindi esco e mi dirigo verso un obiettivo preciso, il consolidato pusata hata.
A stomaco pieno giro per le vie del centro e mi stupisco della bellezza della città.
Non me l’aspettavo così.
Viali molto grossi, con palazzi alti e maestosi, spazi enormi, colline con strade alberate, il fiume dnipro e le bellissime cattedrali ortodosse nella zona alta, vicino sofskja.
Oggi è il giorno dell’elezioni nazionali, assisto ad un concerto di musica russa della banda militare (russa?), con la mitica katiuscia (che credo sia il carro missile che ha purgato i tedeschi nella seconda guerra mondiale) in una bella piazza, poi alla sfilata di giovanissime ragazze con i colori gialloblu nazionali in un’altra piazza, al raduno di simpatizzanti della timoschenko, con cartelloni e striscioni che ne richiedono la libertà.
Un continuo gracchiare di megafoni ed altoparlanti, telecamere e giornalisti, maxischermi, tra la folla domenicale che riempie le vie del centro.
Cambio le ultime 10 euro che mi sono rimaste e con le quali dovrò vivere in questi due giorni prima della mia partenza.
Viaggiare low-budget significa anche questo, potrei prelevare, ma voglio farcela con quanto avevo previsto di usare.
Per cui prima di tornare in ostello a riposarmi, decido in quale supermarket a fare della spesa per la cena, anche se una volta in ostello sergej mi accoglie con il suo gazpaco, che non posso rifiutare.
La zuppa è riscaldata, ci aggiunge della crema di peperoncino per darle colore e del pepe, devo dire che non è male, mangiare senza bere è un peccato mortale per gli ukraini, soprattutto se c’è un ospite, per cui devo assaggiare la sua vodka e brindare alla salute un paio di volte.
Ascolto le sue avventure, mentre siamo a tavola, i suoi viaggi, le sue conoscenze e le incredibili cose che ha visto, sentito e fatto.
Mi racconta della siberia ed a me viene tanta voglia di continuare a leggere il libro di lilin (educazione siberiana) e finirlo il prima possibile, per poter leggere l’altra copia che ho preso dalla biblioteca, prima di partire.
Il ragazzo che siede al tavolo con noi non parla inglese, come la maggior parte degli ukraini e russi, ma sembra capire cosa dice il ‘generale’.
Verso le 21 stanco ed anche un po’ annoiato dai racconti mitomani di quello che poi si rivelerà un 42enne che sembra averne almeno 50, di anni.
Mi metto in branda a leggere e dopo un paio d’ore chiudo gli occhi, anche se dalla vicina cucina sento che le voci sono aumentate, i brindisi anche e dureranno tutta la notte…

Lunedi
Quando mi sveglio il giornalista francese, il giovane russo-ukraino che non parla inglese ed il generale del kgb sono in pieno coma post etilico, riversati nelle loro brande, dopo i bagordi della notte.
Bocca spalancata a russare con rigolii di saliva ai bordi, lenzuola che a malapena coprono la parte centrale del corpo, piedi lanciati in direzioni opposte…
In cucina faccio conoscenza con un nuovo arrivato, un turco con cui parlo di viaggi per una buona ora, gli chiedo se posso usare il suo pc per stamparmi la carta d’imbarco, visto che il mio cellulare non riesce a connettersi al wifi dell’ostello.
Decidiamo di fare un giro in centro ed in stazione centrale, dove il giorno dopo dovrei prendere il bus per l’aeroporto.
Tra una chiacchiera e l’altra e mentre stavo usando il suo pc, scopro che ha una pagina aperta abbastanza eloquente…kiev escorts…con immagini di donne semi nude abbastanza esplicite.
Non è per nulla imbarazzato della cosa, anzi, dopo un po’ la conversazione viene condotta proprio su quel canale.
Mi racconta che aveva fittato una camera in appartamento, per avere più privacy e che era in ukraina solo per trovare ragazze, a pagamento.
I suoi viaggi sono esclusivamente a scopo sessuale, Thailandia, cuba, brasile ed ora ukraina.
Penso che i turchi non siano molto distanti dagli italiani, a sentire i suoi racconti.
La cosa che mi fa stupore è che parla degli ‘incontri’ come di conquiste, mi dice di come sia facile avere una ragazza…a pagamento…
Forse in turchia non lo è.
Dopo aver trovato il posto dove partirà il mini bus per l’aeroporto, risparmiandomi così i 25 euro di taxi, pagandone meno di 80 centesimi per il bus+metro, cerco una scusa per allontanarmi dal turco e dai suoi discorsi, ormai improntati su un solo binario.
Per carità, le ragazze che vedo in strada sono bellissime e verrebbe la voglia di conoscerle, ma da quanto mi racconta ‘l’amico turco’ sono avvicinabili solo con i soldi, soprattutto per gli stranieri.
Viste le mie finanze non considero nemmeno l’idea di andarmi a fare una serata o una bevuta.
Trascorro un freddo e piovoso lunedi in giro per la città, ritornando in serata in ostello, stanco e pronto alla partenza per il giorno dopo.
Sergej è meno pimpante del solito, si è rasato i capelli e parla solo un po’ con gli altri ospiti.
Mi preparo delle uova sode con cetriolini e pane nero, ottimo.
Non posso connettermi ancora con il cellulare, quindi decido di finire di leggere il libro e poi di riposare, domani mattina presto devo andare in aeroporto.
Il viaggio ukraino sta finendo.

Martedi
Niente di importante da segnalare, al suono della sveglia cerco di prepararmi e prendere le mie cose senza dare troppo fastidio alle altre persone in camerata.
Dopo doccia e colazione vado alla fermata della metro, fino alla stazione centrale dei treni, percorrendo la via coperta del bazar, dove numerosi negozietti colorati e kitch vendono di tutto.
In questi cunicoli stretti e lunghi come corridoi di vecchie case popolari, gli odori forti della grande città, del suo traffico, dei riscaldamenti dei palazzi si mischiano a quelli di cibo fritto, alcool, sudore, umidità…
Le strade attorno la stazione sono piene d’acqua e di pozzanghere, salgo sulla marshrutka numero 368, un paio di persone hanno le inconfondibili valigie da viaggio aereo.
Quando si mette in moto mi abbandono al alcuni pensieri su questo viaggio, senza dare molto peso alla strada che facciamo e sono fortunato quando mi accorgo, tra le innumerevoli fermate, che una ragazza con una valigia scende.
Mi riprendo dai pensieri e chiedo se siamo arrivati in aeroporto, ricevendone conferma.
Se non avessi notato che stava uscendo chissà dove mi sarei ritrovato!
L’accompagno verso il grosso edificio, aiutandola ad attraversare le grosse pozzanghere d’acqua con quella sua enorme valigia avvolta in strati di plastica.
Ora non mi resta che aspettare il mio volo, godermi la connessione gratuita wifi e prepararmi al prossimo viaggio!


martedì 6 novembre 2012

Ukrajjjjjjnaaaaa! parte terza


Giovedi

Dormire in treno, seppure su una cuccetta, non è comodissimo, se poi le altre persone nello scompartimento sono ukraini ubriachi, che giocano a carte commentando vincite e sconfitte, russando ubriachi, lo diventa anche meno.
Al mattino verso le 8, quello di fianco a me, decide di alzarsi e fare le telefonate più lunghe e rumorose che abbia mai ascoltato, tant'è che dallo scompartimento di fianco iniziano a bussare ed urlare qualcosa.
Alle 10, dopo che la sveglia era suonata almeno una decina di volte inascoltata, si svegliano anche i due sotto.
Con i ragazzi usciamo dal treno, aspettano qualcuno ed hanno delle grosse borse di plastica da consegnare, mi offrono di andare in auto con chi arriverà, fino al mio ostello, poi di andare a mangiare qualcosa con loro, ma preferisco salutare ed andare a cercare la mia sistemazione, sono anche molto stanco.
Sasa (leggasi sascia) mi dice che vuole darmi una sim ukraina, la va a comprare e mi spiega come fare, mi lascia il suo numero e mi dice che in qualsiasi occasione posso chiamarlo se ho bisogno.
Non ci credo! Gentilissimi!
Trovo l'ostello salendo sul tram nr. 1 dalla stazione dei treni, la gente sul tram mi guarda incuriosita, il biglietto costa 1.5 grivnie, poco più che 10 cent di €...chiedo info sull'indirizzo che mi serve, molti si offrono di spiegarmi come arrivare, ma non in inglese...
Un signore mi chiede se sono li per la partita, gli sorrido e faccio capire di si.
Scendo alla fermata Lenina, vicino al Lenin prospekt, seguo le indicazioni sbagliate e faccio centinaia di metri di strada sbagliata, sarà la stanchezza, non riesco ad orientarmi.
Passo davanti ad un enorme statua di lenin, la via principale si chiema karl marksa...


Insomma mi sembra di essere tornato nel passato, nella vecchia unione sovietica, se non fosse che è pienissimo di centri commerciali, di insegne luminose pubblicitarie, di maxi schermi, di brand famose...
Una volta in ostello, il fish andrej, vengo portato in camera ed ho una bruttissima impressione.
La camera non ha finestre, non ha luce, ci sono 3 persone che dormono dentro, eppure girando il resto della struttura mi rendo conto che è molto bella, nuova, pulita e arredata benissimo.


Si rivelerà il migliore ostello da me mai visitato.
Si respira un'aria giovane, è questo è normale, ma anche molto artistica, sono esposti pezzi di artigianato locale, due ragazze stanno dipingendo le pareti con pennelli.
Nel primo pomeriggio vado a prendere alla stazione dei bus due amici arrivati da Napoli per il match, per andare li prendo il minibus-mashotka (o qualcosa del genere), che è un'epserienza unica!!!!
L'autista ha un cellulare in mano e parla, con l'altra guida, prende i soldi, da il resto, cambia marcie e stazione radio...
Tutto mentre la gente urla dove vuole scendere, visto che non esistono fermate, si può fare un cenno dalla strada ed il bus si ferma per farti salire e per scendere vale lo stesso discorso.
Quando si sale, si prende posto, poi si passano i soldi a chi ti sta davanti, mi sembra come le 'catene' che sifacevano quando ero ragazzino a scuola, per passarci qualcosa tra i banchi.
Rimango sorridente a guardare il tutto.
Alla fermata, tra decine di bus, gente che vende di tutto, cani randagi che si mordono, cerco di capire dove arriverà il bus da kiev con i miei amici, ma nessuno mi capisce in inglese.
Due sbirri mi fermano e chiedono i documenti, vogliono vedere il passaporto, uno mi chiede se sono li per la partita...
Con un pò di ritardo arrivano L e A., ci raccontiamo le nostre incredibili avventure di viaggio, poi un ragazzo che ha viaggiato con loro in bus ci offre un passaggio in auto.
Grandi sti ukraini!
Andiamo in ostello per vedere se hanno un posto per loro, partiranno domani mattina prestissimo, sono fortunati.
Doccia e poi veloci a mangiare qualcosa, sono quasi le 16 e non mangio da un giorno.
Li porto al pusata hata, con poco mangiamo abbondantemente e recuperiamo energie.


Ora mi tocca andare a fare il biglietto per stasera, andiamo verso lo stadio, saranno quasi le 19, 3 ore prima del fischio d'inizio, ma c'è già gente.
Prendo un biglietto per un settore di casa, sperando che mi facciano entrare nel settore ospiti. Costo 90 grivnie.
Torniamo in ostello a riposarci un pò e notiamo che è pieno di belle ragazze che continuano a girare nella sala comune, leggendo, giocando a giochi da tavola, bevendo caffe.
Mi contatta una ragazza che mi ospiterà il giorno dopo tramite couchsurfing, mi dice che ha un biglietto dello stadio per me e che mi viene a prendere...hazz! io ho già il biglietto! e poi sono con i due amici e dobbiamo andare nel settore ospiti!
Spiego la situazione e ci muoviamo, è sera, nei pressi dello stadio, visto che siamo in tre e vorremo evitare di fare 'brutti incontri', prendiamo un taxi che ci accompagna fuori al settore.
Alla fine saremo una 50ina...tristezza! ma come?! i famosi tifosi italiani non sanno dov'è l'ukraina?! troppo facile andare in 3000 a londra e poi non presentarsi a dnipro!


Nello stadio ci sono più poliziotti di scorta che noi...la gente dagli altri settori ci guarda incuriosita, qualcuno ha simpatia per noi, altri molta meno.
Dopo 1 minuto loro hanno già segnato, prima della fine del primo tempo, siamo sotto di due reti e presto anche di 3.
Insomma non una bella partita per noi, mentre i tifosi di casa si divertono, qualcuno prende in giro, ma a fine partita in molti ci vengono a salutare, fotografare ed una bella ragazza ci vuole regalare la sua sciarpa, le vado incontro per ringraziarla, la sciarpa la prende un giovane venuto da Napoli.
Usciamo e siamo alla ricerca nuovamente di un taxi, anche se io vorrei, ora, andare a piedi, accompagnamo un ragazzo al suo hotel e poi passeggiamo fino al nostro ostello, che continua ad essere pieno di bella gente.
Rimango a parlare con gli amici fino a tardi, domani partiranno e chissà quando li vedrò la prossima volta.

Venerdi
Sono in attesa di incontrare la ragazza di couchsurfing, in serata, dopo il suo lavoro, nel frattempo mi rilasso nel bell'ostello, andando a mangiare qualcosa e poi a ricaricare la scheda telefonica ukraina.
Mi viene detto che si può fare in banca, entro ed aspetto in fila, ma quando è il mio turno scopro che non eseguono l'operazione...in ukraino...per fortuna un ragazzo mi spiega cosa dice l'impiegata e si offre di accompagnarmi a fare la ricarica, ancora una volta gente eccezionale!
Alle 1830 incontro Anna, la ragazza di couchsurfing, arriva con il ragazzo e ci incamminiamo verso il centro, mi dice che incontreremo dei suoi amici con cui ha viaggiato in italia e ceneremo in un ristorante italiano...l'impressione iniziale non è delle migliori, ma come?! arrivo in ukraina e mi porti in un ristorante italiano? mi hai preso per uno dei tanti italioti che viaggiano e poi vogliono mangiare solo pasta e pizza???
Dentro il ristorante incontro i simpatici amici di Anna, 'Michele' che parla un pò di italiano e 'Maria' la sua ragazza che mi recita qualche parolaccia in italiano orgogliosamente imparata a memoria.
Mentre siamo seduti a guardare il menù, la serata volge drasticamente.
Anna mi chiede se mi dispiace andare via, visto che siamo in 5 sarebbe meglio andare a casa sua e mangiare qualcosa li.
Dispiace? ne sono felicissimo!
Saliamo su una macchina/furgone di Michele, noi siamo nel cassone dietro ed iniziamo a conoscerci durante il viaggio verso un supermercato dove faremo spesa prima di arrivare a casa.
Nel negozio mi stupiscono un paio di cose, un'intero corridoio di scaffali dedicati alla mia bevanda alcolica preferita, la vodka e delle ceste enormi contenenti prodotti base dell'alimentazione, farina, sale, zucchero...che possono essere comprati a peso, non in confezioni.
La cena a casa di Anna è semplice ma l'atmosfera è unica, più rilassata, genuina.
Siamo tra amici e mi sento già parte del gruppo.
Mi fanno molte domande sui miei viaggi, sulle mie impressioni sull'ukraina ed io ricambio chiedendo info sul loro viaggio in italia, hanno trascorso un mese li, visto che la mamma di Anna vive vicino torino.

Sabato.
La mattina mi sveglio con la faccia del gatto di Anna che mi guarda incuriosito da pochi centimetri e mi annusa.
'Vladi', il ragazzo di Anna esce per andare a lavorare, in un salone auto e ci invita ad andare li per un test drive.
E' un ingegnere appassionato di auto e quando lo andiamo a trovare, attraversando una parte delle strade di periferia, si vede che ama il suo lavoro.
Intanto la conoscenza di Anna procede benissimo, abbiamo molti interessi in comune ed argomenti da discutere, ci raccontiamo la nostra vita ed i nostri sogni, le nostre paure, con sincerità ed una incredibile faciltà, ancora una volta la scelta di incontrare qualcuno di couchsurfing surante i miei viaggi si è rilevata azzeccata.
Chiedo se è possibile visitare il centro aerospaziale, per cui dnipropetrovsk è famosa ed Anna non sa nemmeno dove sia, ma mi porta a visitare delle fabbriche che producono missili, poi raggiungiamo il centro, un pò a piedi, un pò con i famosi minibus.
Dopo pranzo camminiamo lungo il dnipro, il fiume che bagna la città ed Anna mi fa scoprire una godibile zona, che in estate si riempie di gente, data la bellezza del posto in una città con pochissime zone interessanti.

Camminiamo tanto, dnipropetrovsk è la terza città più grande dell'ukraina e si vede, sembra non finire mai.
In serata, Anna e Vladi vanno da una zia per il suo compleanno ma mi promettono di venire a salutarmi in stazione.
Io vado in ostello a trascorrere le ultime ore prima della partenza per Kiev, alle 2230.
Chiedo se posso lasciare il mio zaino e mi accomodo sulle belle poltrone, osservando incuriosito le persone in sala, l'atmosfera che si respira qui è unica.
Verso le 21 lascio l'ostello e mi dirigo verso la stazione, prendendo il tram nr. 1
La stazione è piena di gente, è molto comune viaggiare di notte, visti anche i bassi costi, mentre cerco il mio treno, osservo le realtà che convivono in questo spazio chiuso, qualche senza tetto, qualche ubriaco, ma la maggior parte sono viaggiatori.
Trovo il mio treno e mi piazzo nel mio scompartimento, aconra una volta ho la cuccetta superiore, questa volta non sono il primo ad arrivare, una giovane mamma con una bambina sono già dentro e stanno preparando il lettino.
Anna mi chiama e mi avverte che sono arrivati, ci facciamo le ultime foto insieme e salutiamo, è stata davvero una bella persona da incontrare.
21 anni, vive da sola da quando ne aveva 13, ha già finito gli studi laureandosi e lavora.
Fossero così anche le ragazze italiane...
Una volta sul treno, che è in migliori condizioni dei precedenti, mi preparo anche io.
Questo viaggio durerà 'solo' 8 ore, anche se c'è il cambio dell'ora legale e non so se arriveremo prima o cosa succederà, ho chiesto ma non lo sanno...
Appena partiamo mi metto a riposare, domani arriverò a Kiev alle 7 del mattino...


...segue...







mercoledì 22 febbraio 2012

In questo momento sono...

...su un autobus di Student agency, andando verso praga.
Connesso, gratuitamente, su un comodo sedile in pelle, con schermi per film, hostess di bordo, bevanda gratuita, distribuzione di giornali...
Brno-praga, circa 220km, prezzo (con prenotazione online, comodamente da casa, senza bisogno di sprecare carta per stampare biglietti, semplicemente con un codice personale...): 160czk (7€)

Ogni 30 minuti c'è un collegamento.
Partenze dalle 2.45 di mattina, fino alle 10 di sera.

Eh già...la qualità della vita è molto bassa in rep ceca...

martedì 2 agosto 2011

'B' holiday - part 2

parte seconda
...
Giorno 6, Giovedi.
in mattinata decidiamo di raggiungere in barca l'isoletta che sta proprio di fronte a budva e viene chiamata 'hawaii'.
Ecco, io non sono mai stato alle hawaii e forse mai ci andro' ma mi immagino sia qualcosa di diverso da spiaggiette di dimensioni liguri di sassi di fianco al molo dove attracca la barchetta che ci accompagna li.
Il costo è di 3€ and-rit, partenza dalla spiaggia di budva (e viceversa) ogni 30 minuti.
Appena arrivati, da buoni sportivi ci avventuriamo in una spedizione su un puntone di roccia dove si ammira la vista della città e della parte sud dell'isola.

Sarei tentato a tuffarmi da questi 5-6 mt, ma desisto.


Ci spostiamo in una zona tranquilla, dove si accede al mare senza bisogno di un corso da fachiri.
Appena arriviamo ci accorgiamo di disturbare l'unica signora presente che stava prendendo il sole in topless, coprendosi.
La mentalità balcanica non è molto aperta in questo, difficile vedere in spiaggia solo 1 pezzo di costume, anche se poi nelle discoteche le tante cubiste si vestono in maniera succinta e provocante.
L'influenza della religione ortodossa si sente e come, pare di essere in italia, tanta ipocrisia, si fa ma non si dice...
Molti, anche giovani, indossano le tipiche catenine con la croce ortodossa, anche negozi specializzati vicino il lungomare, qualcuno con tatuaggi a sfondo religioso, soprattutto i serbi sono fanatici e molto credenti-praticanti.
Chiusa la parentesi sociologica da pane e salame, la permanenza sull'isola è gradevole, facciamo conoscenza con un polacco, tifoso di una squadra che non ricordo con piacevole chiacchierata.
Nel primo pomeriggio decidiamo di fare ritorno in centro, per mangiare qualcosa.
Verso le 17 faccio un massaggio rilassante, in spiaggia, sono molti che offrono questo servizio.
30 minuti per 15€
In serata decidiamo di visitare una cittadina a sud, Petrovac, ad una ventina di km di distanza, non sappiamo cosa ci aspetta, prendiamo il bus che con 2€ in 20 minuti ci porta a destinazione dove scopriamo non esserci niente di particolare, se non la pioggia, giro sul lungomare per trovare un ristorante, la località è per famiglie, pochi divertimenti.
Da notare che le due ragazze conosciute sull'aereo sono nella nostra stessa struttura turistica, al piano di sotto, secondo me le due sorelle meriterebbero una conoscenza approfondita, ma Spud decide che solo la piu' giovane merita (in effetti la biondina raggiunge il 7 in pagella), mentre la 'vecchia' (in effetti aveva piu' capelli bianchi di me) no, quindi per non litigarcela, lasciamo stare.
Anche perchè le due trascorrono i 7 giorni di vacanza nella piscina di 7 metri quadri dell'hotel, con acqua dal colore grigio topo.
Quella sera eravamo stati invitati a bere qualcosa con loro...al bar dell'hotel...!!!!
Va da se' che abbiamo preferito rifiutare e provare ad esplorare la zona.

Dopo un pranzo senza infamie e senza lode, almeno per me (mentre Spud si gusta il suo mezzo kilo di carne alla brace), antipasto funghi alla brace con del buon formaggio locale, primo risotto ai frutti di mare che è palesemente di quelli preparati in buste congelate e con una buona birra alla spina, spendiamo in totale una 30ina di €
Visto che non c'è niente da fare rientriamo in bus, una volta a budva percorriamo la solita strada ultrapiena di gente, giovani bellezze, famiglie fino alla meta che tanto desideravamo!!!!
"Diskoteka...Kairos...Budva...Festa granda"
Si trattava di un annuncio che avevamo sentito qualche giorno prima lanciato attraverso un megafono mentre eravamo in spiaggia.
Entriamo entusiasti veniamo accolti da un 'buttadentro' che ci prepara subito un tavolo e dalla cameriera che corre a prendere l'ordinazione, io chiedo un cocktail 'capricozza' e non vengo capito, inizio ad aggregarmi ad un altro tavolo dove ci sono ragazzi che ascoltano l'esibizione di un gruppo di cantanti alla ribalta, qualcosa come quei 'fenomeni' che escono da programmi culto, tipo 'ami.i'.
Chiaramente il genere che spopola è il turbo-folk, qualcosa che paragonerei al genere neo-melodico napoletano.
Guadagniamo l'uscita e scopriamo che non era 'festa granda' ma zvezda granda (grande stella), a spiegarci come funziona sono un gruppo di serbi che incontriamo e ci accompagna al centro.
Di cosa si parla con un serbo?
Di calcio!
'Zvezda o partizan?' questa è la domanda da fare, chiaramente per me ogni sostenitore della stella rossa è un fratello.
Noto come Napoli ed il sud italia venga molto apprezzato, in effetti lo spirito balkano è molto simile a quello tradizionale meridionale.
Voglia di festa, socializzare, scarsa propensione alle istituzioni, alle regole.

Giorno 7, venerdi.
Mattina di pioggia, cielo coperto, solo verso la tarda mattinata migliora e ci catapultiamo alla spiaggia di becici, 2 km distante da budva, ovviamente a piedi ed ovviamente scegliamo la strada trafficata, respirando a pieni polmoni i gas di scarico, quanto mi ricordano milano...
La spiaggia è carina, grande abbastanza, lunga, ben gestita, poco confusionaria.
Non riuscendo a star fermo, dopo una nuotata e due lanci di friesbie, si va a vedere dove finisce la spiaggia, percorrendo almeno altri 3 km, attraverso un tunnel pedonale si raggiunge un'altra località.


Nel pomeriggio i giovani si fanno vedere in numero consistente, rimpiazzando gli spazi lasciati dalle famiglie.
La musica dei bar è sparata al massimo, in molti di questi lidi si beve e balla.
Noi si rientra in centro, questa volta decidendo di fare la stradina interna, lungo costa, bello il primo tratto, poi entriamo in una zona cantiere, dove grossi scheletri di residence la fanno da padrona.
Non sapendo dove andare seguiamo l'istinto e qualche cartello che indica una spiaggia nelle vicinanze, ma si cammina tra buste di cemento, chiodi, mattoni...finche' non raggiungiamo il percorso pedonale.
Salvi?
Neanche per idea!
Dobbiamo arrampicarci, scavalcare recinti e reti metalliche arrugginite.
Ma si! le cose facili le lasciamo agli altri! :)

Ritorniamo verso il centro, mi merito un burek come premio per l'avventura.
La preparazione per il 'concerto' di david guetta sembra terminata ed è un miracolo vista la propensione al lavoro dei montenegrini, famosi per impiegare il numero piu' alto di persone per fare ogni cosa.
Al bar? uno da da bere, uno prende i soldi e li comunica al 'supervisore' che segna sul libro quanto incassato e venduto.
In cantiere? uno martella e uno controlla.
C'è da spostare qualcosa, da trasportarla? uno lo fa, altri lo guardano.
Nel bus? l'autista guida, una donna passa dai pochi viaggiatori per il biglietto...

In serata si va ad un ristorante, a budva, per provare il mix di carne alla brace, risultato sufficente, niente di piu'.
Stanchi per la lunga camminata, stanchi della solita budva notturna, facciamo un giro nella zona del concerto, pieno di gente che da fuori ascolta la musica, verso l'una rientriamo in camera, sveglia in tre ore, alle 4.40 autobus per podgorica.

Fine della vacanza :(

In breve:
Budva non vale la pena di essere visitata per piu' di 2 giorni, il mare e la spiaggia non meritano, c'è tanta confusione, locali strapieni, tante auto in giro ed aria che non è delle migliori.
Il montenegro merita una visita, girandolo, la costa è bella, scenografica per la presenza di massicce montagne a picco, tanta vegetazione, ma a livello di mare non regge il confronto con la vicina croazia o il dirimpettaio basso adriatico italiano (salento).
Divertimenti per chi ama il casino.
Per fortuna a luglio pochissimi italiani ma ad agosto ci è stato detto che arrivano le solite vagonate di connazionali, non so come si integrino e non voglio giudicare cosa non ho visto.
Ragazze, russe e serbe, bellissime, non saprei dire quanto amichevoli, sicuramente non le russe.
Costi:
- per mangiare in ristorante si spende relativamente poco ma anche la qualità non raggiunge le aspettative, mentre per uno spuntino ai vari baracchini si mangia bene e si spende poco;
- negozi alimentari e supermercati abbastanza cari, consiglio il mercato della verdura e frutta;
- divertimento, ingressi spesso gratuiti nei locali, ma le bevande si pagano abbastanza (forse sono abituato troppo bene in cechia), pochi bevono molto per questo

domenica 31 luglio 2011

The 'B' holiday: Budva, Balkan, Burek, Beer, Beaches

Eccomi a voi!
Intanto vi comunico che a Brno ci sono qualcosa come 20 gradi, il cielo è coperto, grigio e ieri pioveva.
Dove ca..o è finita la teoria del 'global warming'?????!!!!!
Aggiungo che come da tradizione fantozziana la nuvoletta ci (sono andato in vacanza con il buon Spud) ha coompagnato anche in vacanza, in montenegro, dove su 7 giorni solo 2 di questi non ha piovuto...'tacci sui'!!!
Discorsi alla giuliacci a parte, eccomi a raccontarvi come, ho trascorso questa settimana di meritatissimo riposo.
Comincio col dire che essendo un amante dei balkani e della sua gente, avevamo deciso fin da subito di andare in montenegro, ma poi, avendo conosciuto una ragazza che ora lavora a creta, avevamo cambiato piani.
Per una serie di avvicendamenti, calcoli astrali con luna in ariete, congetture, crisi finanziarie, la supercazzola et varie, il destino ha voluto farci prenotare una vacanza a Budva, la capitale turistica del piccolo stato montenegrino.
Vi tralascio le difficoltà burocratiche con le agenzie ceche, i problemi di natura tecnica incontrati (farò un post a parte per il mio ritorno in aereo, che non è avvenuto...) ed inizio:

Giorno 1, sabato mattina.
Doveva essere una vacanza all'insegna degli eccessi, volevo fare pazzie (sulla scia del weekend a krakow) e cose che non faccio quotidianamente.
All'arrivo all'aeroporto di Brno, verso le 10, ho iniziato a bere birra per 'riscaldarmi'.
Brno credo sia l'unico posto al mondo dove si possa bere ottima birra, alla spina, al bar dell'aeroporto, per 35 czk, meno di 1,5€.
In attesa del volo da praga dove avrei trovato Spud, per podgorica, ne ingurgito due mentre osservo il tiepido cielo ceco.
Al duty free compro altre 2 lattine di starobrno ed una bottiglia da 1 L di vodka ed una volta entrato e sedutomi di fianco al compagno di viaggio, brindiamo al decollo ed alla vacanza, attirando gli sguardi dei restanti passeggeri cechi.
Dietro di noi ci sono due ragazze ed inizio a 'pasturare', invitandole a bere con noi ma guadagno solo qualche sorriso, di fianco c'è un buon padre di famiglia che ci guarda divertito fino a quando Spud decide di versargli della vodka sui pantaloni facendolo risentire non poco.
All'arrivo a podgorica si sale sul bus, direzione mare.
Ad accoglierci un'inaspettata pioggia che diventa tempesta tropicale quando scendiamo dal bus per farci 300 metri fino all'hotel.
Non perdendo entusiasmo improvviso dei cori da stadio mentre ci inzuppiamo da capo a piedi.
La prima cosa che facciamo, una volta arrivati è cercare qualcosa da mettere sotto i denti, sono le 16 circa.
Come in un miraggio nel deserto, vedo una 'pekara'-panificio e ricordando lo squisito burek che mangiavo a Belgrado, lo propongo come soluzione al nostro problema, risultato: OTTIMO!
Facciamo il bis ed io per il resto della vacanza mangerò almeno una volta al giorno questa specialità, inaugurando questa tradizione.
Intanto il sole inizia a fare capolino e ci dirigiamo verso il centro storico, un antico borgo marinaro, molto grazioso se non fosse per il deturpamento generato dai milioni di negozietti con relative insegne che distruggono il bello stile medioevale delle mura e delle casette.
In serata ritorniamo verso il centro, seguiamo il consiglio di alcune ragazze serbe-bosniache che ci dicono di:
-andare alla spiaggia di jaz, per il miglior mare
-andare al 'trocadero', per la miglior discoteca-locale

Il primo consiglio lo rimandiamo alla seguente giornata, provando subito un pò di night-life, per cui Budva è tanto famosa, essendo paragonabile ad una rimini locale.
In effetti il mare e la spiaggia cittadina fanno ca.are, ricordando la triste liguria, dove in un fazzoletto e metro quadro si ritrovano decine di persone.
Sul lungo mare, oltre agli yaght dei miliardari in bella mostra, ci sono ogni tipo di ristorante, pizzerie che offrono la speciale pizza 'capricozza' (diventerà un tormentone per me ordinare una capricozza, ovunque) bar e locali aperti dove la musica è letteralmente sparata ad altissimi decibel, credo che chi ci lavori perda l'udito molto velocemente.
Gli ingressi sono gratuiti, ma le bevande sono abbastanza care, per essere in montenegro.
Beviamo un paio di drinks ed ammiriamo le ragazze.
Sono tutte BELLISSIME!
Russe e serbe, le donne più belle d'europa concentrate in una cittadina.
Davvero difficile focalizzarsi su una sola, ogni secondo ne passa un'altra piu' bella.
La musica del trocadero è balcanica, serba, la popolarissima turbo-folk.
Tutti ballano e cantano, atmosfera unica, ma che mi stanca dopo una mezz'oretta.
La prima notte si conclude con un lauto pasto in uno dei tanti fast-food che offrono ottimo gyros, hamburger ed ogni tipo di carne alla brace.
Da provare!
Carne vera, non plastificata ed artificiale come siamo abituati a comprare, faccio uno strappo alla mia dieta 'vegetariana'.

Giorno 2, domenica.
Colazione in terrazza e pronti per seguire il consiglio delle ragazze, direzione Jaz, distante 2 km, secondo la mappa che abbiamo recuperato.
Chiaramente decidiamo di andarci a piedi.
Dopo aver camminato fuori dalla città per alcuni minuti incrociamo due turisti a cui chiediamo informazioni, sono russi e l'unica cosa che ci dicono è 'tunnel'.
Quando noi diciamo se dobbiamo girare s sinistra 'do leva' loro ci fanno capire che dobbiamo fare ancora altra strada...ed hanno ragione!
Ci tocca entrare in un tunnel con le auto che sfrecciano alla nostra destra e proseguire per molti, molti km...altro che 2!
La strada è trafficata, senza marciapiede, tutta curve, ci rendiamo conto della boiata fatta ma non vogliamo tornare indietro, finalmente arriviamo a Jaz verso le 1030, almeno 1h e 30 minuti dopo la nostra partenza.
Il posto è carino ma niente di speciale.
Trascorriamo un paio d'ore a goderci il sole e poi cerchiamo qualcosa da mangiare, per Spud è il solito hamburger, senza verdure, per me un gelato per placare la fame, vorrei qualcosa di buono al rientro in città, il burek al formaggio è diventato già il mio amore estivo.
Non mi astengo però dal bere l'ottima Jelen pivo, birra che avevo già gustato a belgrado.
Il sole diventa alto e caldo, dopo qualche ora in spiaggia, qualche tuffo dalle rocce e dopo aver danneggiato i nostri piedi camminando sui ciottoli in una passeggiata nei dintorni, decidiamo di rientrare alla base.
Questa volta proviamo a fare autostop, ma visto lo scarso successo, arriviamo al compromesso di un taxi, che con 5€ ci riporta vicino la mia pekara.
In effetti ci sarebbero stati anche i bus, ma a seguito di un'incomprensione con un ragazzo a cui abbiamo chiesto l'ora, scopriamo che i serbi hanno 1 ora avanti (ed i russi 2), non volendo cambiare le usanze e nemmeno spostare le lancette indietro all'ora locale, ci causa qualche problema organizzativo-logistico.
Dopo una sana pennica, in serata, sul balcone-terrazza facciamo conoscenza con le nostre vicine, tre ragazze ceche.
Come rompere il ghiaccio con le ragazze ceche?
Alcool!
Prendo la bottiglia di vodka, mi avvicino mentre sono sedute e la sventolo con un sorriso complice.
In un minuto la tavola si imbandisce di bicchieri da riempire.
Le tre sono di ostrava, iniziamo a parlare ma sorge il primo problema, non parlano inglese ma solo tedesco, quindi tocca noi fare lo sforzo con il nostro ceco.
Risultato finale?
Dopo aver finito 1 L di vodka, qualche birra e della bekerovka, decidiamo di uscire ed andare in centro, oltre ad aver pattuito una serata italiana, con cena, per il giorno seguente.
Non male, una di loro è molto graziosa, piace ad entrambi, ci toccherà litigare per provare a conquistarla?
La serata prosegue nel piccolo luna park sul lungomare, dove le ragazze si 'divertono' così...
Purtroppo devo dire che non avevo mai visto tanto ammasso di luci, suoni, bancarelle, venditori...nel modo più kitch possibile.
Budva non mi è piaciuta, troppo casino, troppo turistica nel senso negativo del termine, mare non bello, spiaggie troppo affollate e piccole.
Ritorniamo in camera un pò delusi e stanchi dall'infinita camminata della mattina e dal tanto alcool della serata.

Giorno 3, lunedi'.
Il tempo non è dei migliori, un sms (servizio gratuito della compagnia di telefonia locale) ci avvisa che oggi pioverà.
Non andando al mare inizio a fare qualche foto di Budva.
-Spiaggia 'ligure'

-Veduta del borgo antico, con in primo piano uno dei ragazzi più belli che abbiamo incontrato :)

-Spud di spalle verso la spiaggietta di mogren


-Mogren plaza


Facciamo appena in tempo a rientrare verso il centro e trovare riparo in un ristorante quando l'ennesimo diluvio universale ci ricorda che la nuvoletta fantozziana è sempre con noi.
Mai provata la sensazione di sentire la pioggia che si avvicina così rumorosamente!
Sarà che siamo al riparo in un ristorante, sarà che sono le 13 passate, sarà che piove come nemmeno noè aveva visto, sarà che non abbiamo altro da fare, sarà che ci viene fame e decidiamo di provarlo questo ristorante!
Peccato che io ero uscito senza maglietta (per me in estate, in vacanza, andrebbero abolite) ed essendo un posto con un minimo di decoro, mi fanno capire che non sono benvenuto.
La temperatura si è abbassta di brutto, ho fame, ma devo rientrare in camera a coprirmi.
Fatto pace con la maglietta ed il clima che decide di fare un break, convinco Spud che il burek sarebbe l'ideale, anche stavolta :)
Ritorniamo in camera ed organizziamo la cena per la serata, facendo un pò di spesa, pasta, tonno, passata di pomodori, del formaggio, pomodori locali, olive.
Io preparo un antipasto 'italiano': piatto scenografico con pomodori tagliati ai bordi, formaggio ovino bianco ed al centro le olive verdi, come lo scudetto della coppa italia.
Mai stato più nazionalista di così! :)
Spud si occupa della pasta, che per un problema tecnico, non avendo lo scolapasta, finisce ovunue tranne che nella padella...
La cena va abbastanza bene, le ragazze portano del vino bianco, incassiamo i complimenti per i piatti, ma la difficoltà a comunicare si fa sentire e la conoscenza reciproca non decolla.
In questo modo evitiamo di dover arrivare ad un duello rusticano per la ragazza contesa e Spud puo' ancora raccontare qualcosa della vacanza ;)
Nessuno dei due ci prova e praticamente la conoscenza con le tre, nei giorni a seguire si stabilizza in un cordiale rapporto di vicinato.
Buongiorno, buonasera.


Giorno 4, martedi
Il sole ci da il buongiorno e sappiamo di dover cogliere l'occasione.
Ritorniamo alla spiaggia mogren che avevamo visitato il giorno prima ma che, causa maltempo, non avevamo vissuto appieno.
Sono appena le 10 ma già è piena di gente, essendo piccola, graziosa e vicina alla città, tutti vogliono trascorrerci la giornata di mare.
Troviamo un buon posto libero ed assistiamo a quello che verrà ricordato come il primo furto di pedalò a cui ho mai assistito.
Due ragazze ceche, pagano 5€ per fare i canonici 30 minuti, caricano i loro averi sul pattino e vanno via, senza fare più ritorno.
Mitiche!
Noi invece ci avventuriamo su una vicina roccia a picco sul mare, dove riesco a fotografare il solito bellissimo ragazzo :)


Ammiriamo il panorama ed il mare circostante, per concludere il tutto decido di tuffarmi e ritornare a nuoto.
Giornata di mare e sole, finalmente e fino al primo pomeriggio ce la godiamo tutta, decidendo di ritornare all'appartamento, solo quando la fame chiama disperatamente.
Dopo 3 giorni di burek, preferisco visitare il mercato della frutta e verdura, dove ho una incomprensibile conversazione con una signora sulla sessantina, lei parla montenegrino, io napoletano e ci capiamo, oppure no, ma torno a casa con pomodori locali profumatissimi e gustosissimi, un melone giallo ed un paio di bellissime pagnotte.
Pane e pomodoro e quello che ci vuole per un sano pranzo, alle 16!
Il cielo torna a farsi coperto e qualche goccia a cadere, mentre noi facciamo un riposino defaticante.
In serata usciamo e decidiamo di prenotare un escursione al fiordo di kotor, l'unico fiordo nel mediterraneo.
Con 20€ si fa un giro in barca lungo quasi tutta la costa nord del paese, entrando poi nel fiordo, rientro in autobus da una cittadina ad una 30ina di km da Budva.
Giro in centro, ad ammirare le bellezze, ma senza fare molto tardi visto che il mattino dopo dobbiamo svegliarci presto.

Giorno 5, mercoledi ore 7
Che mazzata!
Svegliarsi al suono della sveglia pure in vacanza è un incubo, ma per fortuna c'è il sole e ci aspetta la giornata che rimarrà nella memoria, come simbolo della vacanza.
Eppure era iniziata male, alle 8, alla fermata del bus non c'è nessuno e quando finalmente arriva l'organizzatore, ci porta all'imbarcazione e ci informa che partiremo alle 930, 1 ora e mezza dopo l'orario concordato, ma soprattutto 90 minuti di sonno in meno! Son of a b.tch!
Trascorriamo il tempo facendo qualche foto e chiacchiera



Fino a quando non incontriamo il nostro eroe dell'anno 2011.
Un mito!
Davanti a noi si sono seduti in 7-8 persone, al tavolo poggiano diverse buste di plastica e bottiglie, ma soprattutto notiamo come a tenere banco sia questo uomo, che non è solo un uomo, ha la stoffa del leader, conduce la conversazione, impartisce ordini e riceve rispetto.
Ad un certo punto si gira verso di noi e ci offre delle birre, noi rifiutiamo, sono le 9 del mattino, in fondo siamo bravi ragazzi, salutisti...ma quando ci sventola la bottiglia di vodka ukraina, non riusciamo a dire di no!
Lo conquistiamo in questo modo, rifiutando la birra ed accettando la vodka, da uomini veri, con i quali lui è abituato a trattare.
Beviamo a canna, poi dopo qualche minuto ci viene offerto un bicchiere a testa, inizia la danza...
Spud non regge il terzo bicchiere, io continuo, e continuo, finchè la bottiglia finisce e si passa al cognac ukraino.
Ad ogni bicchiere ci viene offerto qualcosa da mangiare, come da tradizione russo-ukraina.
Peperoni, poi pane, poi prosciutto.
Poco prima di arrivare alla prima fermata prevista, una bellissima spiaggia, immortaliamo l'incontro e la formazione dell'affiatato gruppo con una foto ricordo che rimarrà nella storia:



Da sinistra a destra, l'immancabile bellissimo ragazzo, l'oligarca e business man credo cognato del mito, il figlio tredicenne del nostro mito che brinda con noi con birre e LUI, Sergej, il quale decide e proclama ufficialmente che italia, ukraina e montenegro debbano unirsi a formare un solo paese, una sola famiglia.
Accettiamo, sentendoci di rappresentare tutti gli italiani, entusiasti.
Nessuno può distruggere questa santa alleanza nata sulla base della vodka ukraina, del sole montenegrino e dell'opportunismo italiano!
Vengo eletto presidente onorario, la capitale viene nominata Lviv, mentre Sergej fa capire che si accontenta di fare il ministro delle finanze, sottolineando il ruolo con una mimica che non lascia adito a fraintendimenti su quanto tenga a questa posizione.
Grazie ad una giovane coppia ukraina, reclutata sul posto, possiamo finalmente tradurre le frasi incomprensibili che fino a quel momento ci stavamo scambiando, ora abbiamo notizie piu' certe e non dobbiamo sforzarci nella nostra fantasia e nello scarnissimo russo 'cechizzato'.

Sergej, quando arriviamo al piccolo attracco, ci lascia con una promessa, comprerà altra vodka...
Con lo stomaco quasi pieno, la testa leggera, ci godiamo lo spettacolo di questa spiaggetta raggiungibile quasi esclusivamente via mare, Zanic (ma non sono sicuro del nome...come non ero sicuro del mio in quello stato d'animo...).


Circondata da montagne rocciose e copiosa vegetazione, con un sottofondo di cicale e grilli, verdi ulivi dai tronchi nerboruti e dalle fantasie intrecciate, mi lascio rinfrescare dal mare, finalmente bellissimo e rapire dalla semplice bellezza del posto, uno spettacolo!
Tempo 1 ora e dobbiamo rientrare sull'imbarcazione per raggiungere la prossima tappa, Hercev novi, una bella cittadina quasi al confine con la croazia.
Al rientro notiamo che Sergej è stato di parola, che la vodka sia con noi!
Per fortuna la nuotata mi ha ridato energie per affrontare un altro giro, ma soprattutto, per fortuna il tragitto verso la seconda meta è breve.
Hercev novi è una bella località marina, mi piace molto, la giriamo per una trentina di minuti, nel centro storico, fino a quando la fame e la voglia di burek non chiama.
Anche qui abbiamo solo 1 ora a disposizione, per poter poi proseguire in barca.
Questa volta il viaggio è lungo e Sergej da il meglio di se, intavolando una discussione altamente filosofica con la coppietta ukraina, intervallando con bicchieri di vodka e sigarette ogni 10 minuti.
Forte del mio ruolo di presidente, vengo coinvolto nella discussione, baciato ed accarezzato.
Io e Spud veniamo finanche imboccati, dopo ogni bicchiere di alcool, prima con del fritto misto, poi con del pane tipo piadina.
Da notare che mi viene anche offerta in dono la sorella di Sergej, che non ha il fidanzato ed a cui piacciono gli italiani, anche se mi viene fatto capire che dovrei riconoscere al ministro delle finanze una percentuale dell'affare :)
Eh si! ormai l'alcool ha preso possesso del buon Sergej, che ora indossa una indecente magliettina in stile retino da pescatore, ma soprattutto ha uno sguardo meno profondo e stabile rispetto alla mattinata.
Devo aggiungere, per dovere di cronaca, che i nostri assaggi di vodka sono diventati sempre più radi, mentre il nostro eroe ha continuato a bere vino, birra e quant'altro.
Quando raggiungiamo una piccolissima isola come penultima tappa, siamo quasi contenti di allontanarci dall'uomo che stava lasciando il passo all'ubriaco, come questa foto può dimostrare.



Breve sosta nell'isoletta artificiale, dove sorge una chiesetta e ritorno in barca.
La giovane coppia ukraina decide di abbandonarci, Sergej 'cattura' un'altra vittima, un serbo che vive in australia, offrendogli l'ennesima vodka e non ascoltando ragioni e rifiuto dell'offerta.
Si deve bere!
Per farla breve, il mito è completamente ubriaco, bacia la ragazza del serbo, chiamandola amore e cose di questo tipo, mentre vicino a lui c'è la sua seconda moglie, che non apprezza e lo cazzia di brutto.
La giornata si conclude all'arrivo a Kotor, il mito è da solo, il re è stato abbandonato da tutti, i capelli sono spettinati, la faccia stanca e segnata dagli abusi dell'alcool e non combacia con il ruolo di mattatore di poche ore fa, che era rispettato da tutti.
Il mito è l'ultimo a scendere dall'imbarcazione e sulla stretta passarella traballante che credevamo essergli fatale, da un'ultima dimostrazione della sua forza, borbottando qualcosa al personale di bordo, rifiutando l'aiuto offertoglie e scendendo sulla terra ferma, senza non poche difficoltà, come solo pochi sanno esserlo, si piega ma non si spezza.
Kotor è una bella cittadina, frequentata dai turisti delle navi da crociera, il centro storico è circondato da una scenografica muraglia che si arrampica sulla ripida roccia della montagna alle sue spalle (la foto non riesce a riprenderla bene, per cui vi postoanche questo esempio)



Giro nella cittadina e rientro a Budva in autobus, verso le 18.
Escursione che consiglio.
Stanchi ma ben contenti, ritorniamo in camera per una doccia e per uscire nuovamente, ma la solita proposta serale di budva non ci interessa granchè, mangiamo qualcosa, ci lustriamo gli occhi con milioni di belle ragazze e ritorniamo alla base.

...

La seconda parte a breve.

lunedì 12 luglio 2010

Turista fai da te? SI! Destinazione Trapani

Oggi sono ancora ufficialmente in ferie, anche se sono rientrato nella 'mia' Brno, da poche ore e domani mi aspetta la vita di sempre.
Ma spero di poterla affronatre con molta più leggerezza, perchè una settimana di vacanze fatte a 'modo mio' mi ridanno la giusta carica.
Non sono il tipo da agenzia di viaggio, da pacchetto vacanza, villaggio, animazione, all inclusive, gita guidata, ristorante con menù continentale, anche se qualche volta, raramente, l'ho fatto anch'io.
Non sono di quelli che 'va in vacanza in brasile' anche se non ha mai parlato con un 'locale' durante il suo viaggio, nè sono uno che cerca una meta per darsi delle arie, come mi è capitato di vedere e sentire, tante volte.

Sono stato in vacanza a Trapani.
Dove???!!! potrà dire qualcuno, a qualche collega già so che dovrò spiegare che si tratta di una città della sicilia, anche se a mio modesto modo di vedere, dalla sicilia e dai suoi cliche', si discosta abbastanza, questa città.
Questo sarà anche un post con qualche foto, perchè mi piace raccontare anche con le immagini e non mi faccio problemi a mettere in gioco la mia faccia (e pancia).

Intanto parlando della città di Trapani, mi piace ricordare il lungomare, uno dei pochi in italia, balneabile in pieno centro.
Acqua e spiagge godibili anche in pieno centro.



Una città che ha scoperto la sua vocazione turistica, dopo il 2001, quando ha ospitato la 'american cup' di vela.
Buoni investimenti, hanno ridato lustro ad un bel centro storico, fino ad allora completamente abbandonato ed in degrado.
Oggi è possibile passeggiare tranquillamente, tra localini, palazzi in stile barocco siciliano e ristoranti che offrono (chi più chi meno) menù a base di pesce.
Per chi visitasse questo luogo, consiglio, assolutamente, una cena da 'tentazioni di gusto'.
Qui sotto il mio primo piatto, un bis di busiate con gamberi in verde e crema di riccio + busiate alla bottarga:



Gustoso!

Trapani è un ottimo punto d'appoggio per diverse escursioni.
Purtroppo il tempo a nostra disposizione (mio e di Jana) è stato poco ed anche l'organizzazione non delle migliori.
Ho prenotato il volo 5 giorni prima della partenza, facendo giusto in tempo a trovare un alloggio in un bel B&B e trovando in rete le necessarie info per le escursioni più vicine.

Tra queste da non perdere, la bella Erice, cittadina medievale, incastonata tra le rocce dell'omonimo monte.


Non dimenticate di coprirvi bene, perchè l'aria è 'frizzante' lassù.
Si può arrivare alla vetta, tramite la bella funivia, con 6€ A/r e passeggiare tra le stradine ciottolate e vedere scorci mozzafiato della valle, fino al mare azzurro.
Il bello della sicilia, monti e mare, dolce e salato, mafia e persone squisite, isole circondate d'acqua e valli essiccate dal sole cocente, città di storia antica e paesi 'aridi'.

Parlando di isole, le egadi, sono costantemente sott'occhio vivendo a trapani.
Favignana e Marettimo, si possono vedere ad occhio nudo e raggiungere in 60 minuti di traghetto.
La 'gita' a favignana è stata d'obbligo...


Da pirata moderno, da viaggiatore, ho voluto girare la piccola isola nel modo a me più congeniale, in bici (5€ al giorno il noleggio).
Sfidando il caldo, insieme a Jana, abbiamo visitato i posti più suggestivi, in poche ore a nostra disposizione.
Cala rossa e lo schenario che si apre appena vi si arriva, rimarrà nel mio cuore.
Osservando quel mare, quegli spazi, le persone che come me avevano raggiunto pedalando questo luogo, ho respirato la libertà, ho sfiorato la bellezza della natura, sentendomi piccolo ma allo stesso tempo grande, perchè nel suo rispetto cerco di vivere e di godere di quanto posso ricevere da lei.


Tutto ha un prezzo, si dice spesso.
Respirare un paesaggio così bello, non lo ha.
E' accessibile a tutti, cerchiamo di fare in modo che continui ad esserlo, non distruggiamo ciò che può far del bene a noi stessi.

Smetto di fare il 'pesante' e torno a raccontare un altro piccolo viaggio, nei dintorni.
La rinomata s.vito lo capo.
A detta di qualcuno una delle più belle spiaggie in sicilia, secondo me, molto sopravvalutata.
Il viaggio per arrivarci è stato abbastanza lungo, con il bus che passa da diversi paesini prima di raggiungere la meta, in circa 1h e 30 minuti.
Vista dall'alto.


S. vito è uno spiaggione, bello sicuramente, molto organizzato, con un bel mare, ma troppo affollato (non oso immaginare ad agosto...).
Altra pecca.
Carissimo!
In questa foto, atteggiandomi ad intellettuale, sfoglio senza capirne il senso un discreto romanzo, acquistato al mio arrivo in sicilia e che in 4 giorni ho finito.



Dicevo, s.vito cara e troppo affollata per i miei gusti, purtroppo non avendo mezzi propri non ho visitato la riserva naturale dello zingaro.
Sarà una buona scusa per ritornare nella fantastica terra di sicilia (non in italia, cara Jana ;)

Il ritorno in bus mi da l'occasione di scattare ancora qualche foto a questo bel posto, anche se, parlando di mare, lo spettacolo che vidi a 'scala li turchi' vicino agrigento, fu MEMORABILE.



Cos'altro dire di questa vacanza?
Improvvisata, organizzata in pochissimi giorni, tra le difficoltà italiche (sciopero dei mezzi di venerdì, trasporti pubblici scarsi), ha regalato belle sorprese e qualche delusione.
La granita che avevo assaggiato in provincia di messina è stata solo un triste ricordo, stesso dicasi per i cannoli, discreti ma non da standing ovation.

Se ripenso alle tante persone con le quali ho scambiato anche solo una chiacchiera, ho chiesto un informazione, ordinato un caffè, senza ombra di dubbio, ciò che più ricorderò di questi 8 giorni, è l'ospitalità, la gentilezza, la signorilità della gente di trapani e provincia.
Mi ha stupito il coraggio dei giovani, che parlano di mafia, come IL problema che attanaglia questa terra, che se riuscissero a liberarsi dal male, sarebbe LIBERA e BELLISSIMA.

Dai Sicilia! Dai SUD!

lunedì 22 febbraio 2010

Dal deserto alla neve, il passo è breve.

Il blog ha trascorso una settimana di vacanza, di quelle vere, la scorsa settimana.
Sapendo la difficoltà nel trascorrere il lungo e rigido "generale inverno", mi ero prefisso di "staccare" la spina, a metà stagione fredda.
Rigenerare corpo e mente, con una vacanza al sole ed al mare, che ormai mancava da circa due anni.
E' stata anche l'occasione per provare a prenotare una vacanza in ceko, affidandomi esclusivamente a gestori locali.
Premetto che non è stato facile, per la lingua.
Anche la ricerca di un portale ceko di vacanze online, visto che non ho ricevuto molti consigli da amici e gente del posto.
Le agenzie di viaggio vanno ancora per la maggiore, qui.
In italia preferivo sempre gestire in rete i viaggi ed i voli, credo di essermi affidato solo una volta alla vacanza organizzata in agenzia.

Trovato qualche sito, ho confrontato le offerte, molte delle quali erano con partenza da Praga.
Anche qui, ho preferito come aeroporto, quello cittadino, volendo risparmiarmi il viaggio a/r per la capitale e conseguente tempo.
Alla fine la scelta è stata quasi obbligata.
Nel periodo che volevo io, da Brno, l'unica destinazione accessibile, per una settimana di sole e mare, era Hurghada, sul mar Rosso egiziano.
Con un classico "last minute", 7 giorni prima della partenza, ho prenotato il pacchetto vacanza, quello classico, volo+hotel all inclusive.
Anche in questo caso, non sono un amante del viaggio organizzato, preferisco le vacanze "faidate", con buona pace della vecchia pubblicità di alp.tour...

Non mi considero un turista, ma un viaggiatore, eppure, avevo disperato bisogno di sole e mare, dopo due anni trascorsi nella pioggia dublinese.
Quello che ho notato alla prenotazione, è stata l'attenzione verso l'assicurazione medica e di viaggio.
Non mi ero mai molto curato di questo particolare, quasi mai pensandoci.
I ceki, invece, sono molto focalizzati su questo aspetto.

Della vacanza, posso dire che ho apprezzato molto il clima rilassato e efficente allo stesso tempo, dell'organizzazione.
La scelta di partire da un aeroporto secondario, porta benefici, quali la totale assenza di code e caos al check in ed imbarco, la puntualità nella partenza, in poche parole, la rilassatezza.
Proprio quello che volevo.
L'unico volo in partenza in mattinata era il mio :)
Anche all'arrivo in egitto, in pochi minuti si sono formalizzate la prassi del bollo sul passaporto, gestito dal tour operator e dei bagagli.
Tre anni fa, nello stesso periodo ero partito da bergamo per sharm, avevo trascorso dall'aeroporto italiano all'arrivo in hotel, quasi 20 ore.
Sabato scorso, sono partito di casa alle 9.15 di mattina, arrivato alle 9.30 in aeroporto, per le solite due ore richieste di anticipo, partito alle 12, arrivato alle 18 ore locali, ed alle 20.30 ero al ristorante dell'hotel a mangiare.

Anche a fine vacanza, tutto molto ordinato.
L'orario dell'autobus che ci avrebbe prelevato dall'hotel era fissato alle 1030, è così è stato.
Alle 12.50 siamo decollati, arrivati alle 16.50 ore locali (1 ora in più di differenza), a casa alle 17.30.
Senza stress!

Come nel titolo del post, dal deserto egiziano alla neve che mi ha accolto all'arrivo a Brno, il passo è breve.

Grazie a chi ha trascorso 7 giorni al mio fianco, la vacanza è stata bella, perchè c'eri tu! ;)