Visualizzazione post con etichetta usanze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta usanze. Mostra tutti i post

venerdì 4 maggio 2012

Immagini da Brno (e dintorni)

Carrellata di immagini prese a Brno:

-pubblicità che 'suggerisce' alle ragazze un modo veloce di fare soldi. Per fortuna è stata stracciata in parte, ma la realtà è che molte ragazze scelgono questa strada, anche perchè tanti 'turisti' vengono a proporre questo tipo di affari.


-murales che ho trovato simpatico ed anche molto realistico. I pensionati, gli anziani sono spesso schiacciati dall'economia globale, che nel caso della rep ceca sta portando dei temporanei benefici a chi lavora, ma non a chi percepisce una pensione statale, dopo anni di lavoro pagato con gli standard del passato

-Zelni trh; piazza del mercato. Nel pieno centro di Brno, tutto l'anno colora e profuma la città con i suoi prodotti della natura, fiori, verdure, frutta, che i contadini della regione rivendono durante la mattina.

-'Do not wash, dry clean only' lo slogan degli alternativi di Brno. L'ho trovo molto effettivo. Speriamo bene.

-Piazza 'Svobodi'; la piazza principale durante le gare della finale play-off del Kometa Brno. Una città, uno sport (l'hockey su ghiaccio), un club. Kometa!

-7 Aprile 2012. Mi sveglio, guardo dalla finestra e...neve!!!!!!

-Nelle vicinanze di Brno ci sono diversi laghetti, appena il tempo lo permette tutti vanno a trascorrere qualche ora all'aperto e godere del sole. I cechi non sono pudichi, per niente!!!

-Piatto tipico ceco, un gulas molto generoso. Se venite in vacanza, mettete in preventivo di mettere su qualche kilo, tra birra e cibo, non è difficile.

-Lago di Brno. eduta dal traghetto

-Hooligans Brno. Di sera, soprattutto nei locali notturni, dove lavorano come security, ne vedrete alcuni. Molti li temono e li odiano, le autorità li reprimono. Per me sono un punto di riferimento, amici sinceri, fidati.

-Pericolo di...rane. In rep ceca, a Brno, i pericoli sono talmente pochi che questo cartello suggerisce di prestare a ttenzione a qualcosa non certo pericolosa.

-Folklore locale. In primavera ed estate, la regione della moravia è piena di feste folkloristiche, legate al vino, alle danze, alle vecchie tradizioni locali. Gente simpatica, accogliente e divertente.

-Fa caldo? C'è il sole? Si va al parco! I cechi amano la natura, l'aria aperta, forse perchè dopo 6 mesi di freddo e di lungo inverno è meglio approfittarne e stare un pò fuori.

-Mercatini in Svobodi namesti, la piazza principale. A natale e durante i mesi caldi, la bella piazza si riempie di stands che offrono soprattutto bevande alcoliche e cibarie varie. Cibo e alcool, vanno in perfetta sintonia con i cechi. (nella foto scattata verso le 10 del mattino, le signore si stanno sbranando una salsiccia ...)

venerdì 6 aprile 2012

Intervallo

Breve carrellata di foto relativa alla giornata di ieri, il 'giovedì verde' (Zelený čtvrtek), da scorrere ascoltando questa.


Birreria Starobrno


Mendlovo namesti, ore 17


Barista dai capelli verdi


Zelene pivo - birra verde


Support lesbiens, concerto finale ore 22

Ps: un altro motivo per cui in rep ceca non c'è bisogno di 'festeggiare' s.patrizio. C'è già il giovedì verde, tradizione locale molto seguita.

venerdì 22 aprile 2011

Zelený čtvrtek (...a pivo...) – Giovedi’ verde (...e birra...)

La vita riserva sempre sorprese, sono nato nel paese simbolo della religione cristiana eppure non sapevo di antiche tradizioni, come quelle legate alla pasqua.

Sono dovuto arrivare a brno per scoprirne una e viverla nel suo aspetto migliore, quello pagano... ;)

Ieri sera ho assaggiato la ‘famosa’ ‘zelene pivo’ – birra verde, durante il 'Zelene ctvertek'.

Bella serata, bellissima, anzi!

Con i colleghi abbiamo deciso di trascorrere un po’ di tempo insieme, alla fabbrica della Starobrno, la birra di Brno.

Non eravamo gli unici ad aver avuto quest’idea...

Con il bel tempo, la terrazza all’aperto del birrificio/ristorante/pub/sala da feste...è già normalmente piena di gente che si gode una fresca bionda.

Ieri centinaia di persone riempivano le strade attorno all’edificio, la piazzetta adiacente, in un colorato, sorridente 'melting pot'.

Studenti erasmus, 'stranieri' che lavorano nelle multinazionali che hanno sede in città miscelati con la popolazione locale, sempre piu’ a suo agio in questa sua veste internazionale.

Il parchetto della piazza trasformato in un tappeto di gente che sdraiata, seduta in cerchio, chiacchierava, bevendo la birra verde.

Il bello di Brno è che con i suoi 400.000 abitanti è al contempo una cittadina ma con il fascino sano della provincia, ovunque si vada capita di trovare qualcuno che si conosce, così anche ieri, per caso mi ritrovavo a salutare amici, colleghi, conoscenti.

Nella massa di gente, trovi sempre un sorriso amico, alla fine, giri e rigiri e ritrovi le persone con cui avevi un appuntamento.

Cosi’ che appena arrivato aiuto il collega in coda da 20 minuti per ordinare le birre (tantissima gente ed i cechi...bevono tanto!!!) a trasportare le prime 8 pinte, ci ritroviamo fuori, ci aspettano la moglie e la sua piccola bambina, una simpaticissima e sorridente bambina di pochi mesi, che sembra trovarsi a suo agio tra la gente e la musica rock live, che fa da sottofondo alla serata.

Sarà che in rep ceca le mamme sono aiutate dallo stato a vivere serenamente la maternità, a vivere a fianco dei figli che hanno partorito...trovo i bambini cechi adorabili, forse perchè non vengono affidati a costosi nidi, ai nonni o peggio a baby-sitter.

La birra scende giù molto velocemente, la percentuale di alcool è leggermente piu’ elevata del solito ed alla seconda, a stomaco vuoto, inizio a sentire qualcosa...

E’ tempo di rifare la coda a uno degli stands, con un collega ci offriamo volontari per questo difficile compito...

Mentre siamo in fila, iniziamo a chiacchierare finchè una bella biondina si intromette tra noi ed inizia a ‘flirtare’... ;)

Inizia una conversazione ‘sui generis’, lei fa domande, io rispondo nei modi piu’ strani possibili...quando mi chiede se sono italiano (ma perchè mi sgamano subito!!!) e confermo, mi domanda se parlo italiano ed allora devo partire con la mia goliardia (che pochi capiscono...) rispondendole che non parlo italiano ma austriaco, lei sorpresa mi informa che l’austriaco è tedesco ed io la informo che l’austriaco e molto diverso e blatero qualcosa che contenga qualche z e swarz...lei inizia a parlare in tedesco ed io annuisco, dico jafol e danke e grus gott e servus e gotten tag e qualcosa del genere...

Per fortuna lei non è molto sobria e sta al gioco, mi informa che il suo ragazzo l’aspetta fuori mentre lei è in coda per la birra...dolce Veronika...

Quando il ragazzo appare al suo fianco, forse stanco di aspettare, ci salutiamo e lei continua a parlare con me...finche’ le dico che è un peccato che abbia il ragazzo... ;)

Ma la rep ceca è bellissima anche per le sue ragazze e mentre con il collega appreziamo l’audacia di veronika, i miei occhi incontrano un angelo, bellissima, ma soprattutto con due bellissime...ali...mi innamoro all’istante (delle due ‘ali’) ed inizio a sorriderle, ricambiato.

Purtroppo le tante persone tra noi non mi permettono di avvicinarla, ma non riesco a staccare gli occhi dalle sue bellissime ‘ali’...

Al nostro turno, ordiniamo 12 pinte ed il simpatico mastro birraio, con la sua esperienza ci fa capire che in due non riusciremo mai a trasportarle per intero...offrendoci un vassoio.

Mentre usciamo getto ancora un sorriso all’angelo ed uno sguardo alle due bellissime ‘ali’, lei mi saluta...wow!!!

Siamo fuori di nuovo, aria fresca, che mi riporta alla realtà, belle ragazze, sorridenti, ovunque, la testa e gli occhi vanno a destra e sinistra, instancabilmente...

Veniamo accolti come eroi dal gruppo di colleghi e torniamo ai nostri discorsi, quando noto che l’angelo si avvicina a noi...e si ferma con una sua amica a pochi metri di distanza.

Sarà un caso o è voluto, ho un solo modo per risolvere il dubbio, decido di avvicinarmi e per rendere il ‘gioco’ piu’ interessante...di conversare in ceco!

Le birre mi aiutano ad abbattere le resistenze dell’imbarazzo e timidezza.

Ci sono, saluto ed inizio.

Tralascio i particolari, decido di lasciarle il mio numero, non prendo il suo, voglio continuare a giocare, lasciare al tempo, al destino la possibilità che possa esserci qualcosa tra me, Greta e le sue bellissime ‘ali’... J

Ritorno piu’ ‘leggero’ dai colleghi, la serata è talmente piacevole che posso parlare anche con chi non avevo mai avuto voglia/opportunità di farlo.

Col collega polacco iniziamo a parlare di vacanze, viaggi, dove ci piacerebbe andare, krakow, spagna...guidato dall’alcool, gli faccio notare che di fianco a noi ci potrebbe essere un gruppo di spagnoli e che potremmo esercitare il nostro livello elementare della lingua.

‘Attacchiamo bottone’ e due simpatiche ragazze ci informano che sono portoghesi e non spagnole...

Ancora meglio!!! ;)

Veniamo invitati ad un party organizzato per i fine corso di medicina, al Fleda, un locale alternativo, poco distante dal centro che funge anche da ostello.

Mi viene chiesto un consiglio su trapani, visto che una delle due dovrebbe andarci presto, per una settimana di vacanza, mentre io chiedo cosa non piace e cosa piace di Brno.

La risposta è: il clima, freddo e la neve d’inverno (non piace, come poter non essere d’accordo!); l’atmosfera della citta’, in generale, lo stile di vita, il modo di vivere sereno ma godereccio allo stesso tempo (piace, ed anche qui, concordo in pieno!).

Lasciamo le due simpatiche lusitane, che come da tradizione vengono ‘controllate’ a distanza dagli amici...ah quanto si vede che siamo di un’altra mentalità...!

Per me si è fatta l’ora di rientrare a casa, prendendo l’ultimo tram serale, saluto i colleghi che continuano la serata e salgo al volo sul mezzo ed...hop!...sorpresa...!!!

Chi mi trovo sullo stesso mezzo? Ma soprattutto...con chi continuo a trascorrere la serata...???!!!

;)

...continua? ...forse non so...! :)

mercoledì 3 novembre 2010

La chiamavano onestà

Non saprei come esprimere e definire diversamente quanto successomi.
Non so nemmeno se l'avevo già raccontato in precedenti post, ma quando andai a Napoli, a metà settembre scorso, arrivato a praga col bus da Brno, ho dovuto prendere la metro, per raggiungere l'aeroporto.
Alla stazione florenc, ho cercato, quindi, di fare il biglietto alla macchinetta automatica.
Inserita la moneta da 50 czk (2€) non mi sono visto caricare il credito, al che sono andato nell'ufficio dei controllori e col mio ceco claudicante gli ho spiegato che:
"Prominte...mam problem...listek machine ne funguje,...mel jsem 50 korun a nic listek...tak co muzu delat...?" praticamente (ma non usatele mai certe frasi vista la pessima grammatica...) "mi scusi...ho un problema...la 'macchina' dei biglietti non funziona...avevo (messo dentro) 50 korone e nessun biglietto (mi è stato erogato)...allora che posso fare?".
L'omone non si è scomposto, non ha sorriso, non ha dato grossi segni di aver compreso o no, si è alzato è andato vicino la macchina automatica ha toccato qualche tasto, io gli ho ripetuto la mia versione, lui è ritornato nell'ufficio ed io l'ho seguito.
Si è seduto, mi ha guardato e mi ha detto "reklamace".
Ha preso un foglietto in bianco e mi ha chiesto nome e indirizzo (jmeno a adressa), io l'ho compilato facendogli un favore.
Tutto qui, sono andato via senza molte speranze, ho comprato il biglietto della metro ad un negozio e sono partito.
Settimana scorsa...


...eh già!
Mi hanno prima inviato una lettera in cui, praticamente mi informano che mi rimborseranno e poi a giro di qualche giorno mi è arrivato il bollettino con cui dovrei andare in posta a ricevere il rimborso.
50 czk...2€...

Sarebbe successo lo stesso in italia?
Se avete casi simili, sarei contento di ascoltarli.

Parola del giorno: pro me to je poctivost - per me questa è onestà

giovedì 30 settembre 2010

Vsechno nejlepsi...

Non so se ne ho mai parlato sul blog, ma una delle tradizioni/usanze che piu' mi piacciono è il modo in cui si 'celebra' il compleanno, in rep ceka.

Questa mattina, in ufficio, poco prima di scrivervi queste righe, ho assistito all'ennesimo 'rituale' che tanto mi piace.
Una collega di un dipartimento vicino al mio è stata 'festeggiata' dai suoi colleghi.

Cerco di descrivervi come si svolge il tutto:
Innanzitutto tutti si alzano e si dirigono alla scirvania del/la festeggiato/a, di solito chi è davanti porge il regalo a nome del team e poi si inizia con la tradizione locale.
Ognuno porge la mano, la stringe a chi compie gli anni e recita una sorta di augurio, a braccio, guardandosi negli occhi.
Per quello che posso sentire, vanno per la maggiore i migliori auspici per un'ottima salute (zdravi), in generale per una buona vita (zivot), lavoro (prace) e l'inmancabile auspicio di tanta sana attività fisica 'da camera' (sex)... :D
Ciascuno al suo turno cerca di trovare le parole per auspicare quello che ritiene gradevole per la persona ed è bello da vedere il simpatico imbarazzo di chi aspetta, di chi 'recita' la sua filastrocca e soprattutto la pazienza ed i sorrisi di chi riceve queste attenzioni.

A me mette simpatia questo carosello di persone, provo a ricordarmi come era quando vivevo in italia, quando si era piccoli si cantava il 'tanti auguri/happy birthday' che poi negli anni si è perso, perchè un adulto che canta, magari in ufficio non sta bene, bisogna essere serii...
Ricordo il rituale della tirata d'orecchie per ogni anno compiuto.

Passiamo al tema del regalo, come già detto, i cechi sono pratici, essenzialisti (esiste come parola? non saprei intendo dire che badano a cose essenziali alla vita quotidiana).
Un kit schiuma da barba e deodorante per gli uomini va benissimo e non intende offendere, per le donne una sciarpa di lana o uno shampoo sono normalmente graditi, perchè sicuramente si useranno e non finiranno nella cantinola insieme ai numerosi regali impossibili che ho ricevuto quando vivevo in italia.
Il riciclaggio, soprattutto per quelli natalizi è diventata un'arte.
Chi festeggia raramente porta qualcosa, che ne so, dolci, bibite, snacks, anche questo qui non esiste.
Solo per matrimoni ho visto qualcuno portare qualcosa in ufficio, magari torte e dolci casalinghi, ma non è strettamente necessario.

Io sono contrario ai regali, forse perchè non so farli e forse perchè ne ho ricevuti di orrendi, non mi mettono alcun piacere.
Con la mia famiglia abbiamo concordato di non farcene, mio padre ed io ci scambiamo libri, se proprio non vogliamo arrivare a mani vuote, ma anche a natale, avviso parenti ed amici che il consumismo è qualcosa che avverso ed è un'orgia moderna alla quale non partecipo volentieri.

Preferisco l'usanza ceca, una stretta di mano, guardarsi negli occhi, augurarsi qualcosa che vada oltre la frase di circostanza 'buon compleanno' e stop.

Vsechno nejlepsi...ogni miglior cosa...questa è la formula da completare con quanto si ritiene piu' opportuno, da personalizzare a proprio piacimento, ma soprattutto a piacimento di chi quel giorno celebra il compimento di un anno in piu' su questa terra.

mercoledì 28 aprile 2010

Pomoc! Zabi!


Proprio con questo cartello, che nel titolo del post provo a tradurre, è iniziata la gradevole passeggiata domenicale (si, sono in notevole ritardo, troppi impegni, troppo poco tempo a disposizione per scrivere e aggiornare) a Marianske udoli.

Questa è una delle mie zone preferite, la conosco da molto e quando ne ho la possibilità ci torno sempre con piacere.
Il verde, i colori della primavera, ma anche dell'autunno, regalano a questo posto, semplice e facilmente accessibile (bus n. 45 da stara osada o tram n. 8 da hlavni nadrazi), una bellezza che fa star bene.
Con l'arrivo della bella stagione, stare all'aria aperta è un piacere.

I ceki adorano uscire di casa e non mi stancherò mai di dire che Brno, per gli amanti della natura, offre ottime opportunità di svago.
Trekking sulle colline, bike, piste ciclabili e per pattini, il fiume per chi ama la canoa, laghetti da visitare...
Lo stile con il quale i ceki affrontano le belle giornate all'aperto, è unico.
Unisce l'utile (fare attività sportiva, respirare aria buona) al dilettevole (bere e mangiare, stare in compagnia).
Considerando che ovunque si vada, ci sarà sempre un pub, un hospoda, un restaurace, una pivnice, che vi accompagnerà, la gente del posto, si avventura in gite fuoriporta, sapendo che i piaceri dello stomaco e della gola non saranno messi in disparte.
Che da queste parti è di fondamentale importanza.
Ho vissuto a dublin, definita da qualcuno, per richiamare turisti, 'la città dei pubs', a mio parere nella più piccola Brno ce ne sono di più.

Il consumo di birra pro capite in rep ceka è il più alto d'europa, cito: "In termini di consumo pro-capite si rileva una notevole variazione tra i vari mercati: si va dai 158 litri/anni della Rep. Ceca, ai 100-110 di Germania, Austria e Irlanda"
La rep ceka, credo sia l'unica nazione ad avere due città che hanno dato il nome a due famose tipologie di birra, la pilsner (da Plzen) e la budvar (Ceske Budejovice).

Da notare che il consumo è localizzato nella boemia, mentre in moravia esiste una discreta cultura e produzione del vino.

Anche dal punto di vista culinario, qui non si scherza.
La cucina è povera negli ingredienti, ma ricca nella quantità e nel gusto, oltre ad essere sempre a buon mercato.
Mangiare fuori non è un lusso, ma una diffusa abitudine.
Insomma, esci e ti vedi intere famiglie in movimento, per poi ritrovarli, tutti, nel primo ritrovo, a bere e mangiare.

Proseguendo nella camminata, ho notato una gara di navi e aerei in miniatura.



Questo mi ha fatto venire in mente una strana passione dei ceki per i costumi.
Spesso ho notato, soprattutto nei we, gente vestita in stile medievale, portare grosse spade dietro la schiena...
Non so cosa facciano, immagino che nei boschi, si ritrovino per la rivisitazione delle battaglie in costume.
Purtroppo non posso chiedere a nessuno, ma speo di avere qualche notizia in merito.

Forse contribuisce a questa passione, il fatto che ogni anno, nella vicina Slavkov u Brna, si rivive la famosa battaglia tra l'esercito austriaco e francese.
Centinaia di appassionati, arrivano da ogni parte d'europa, con i loro vestiti d'epoca, per apparire e recitare i ruoli assegnati.


Nel frattempo...Hezky vecer! -buona serata

martedì 23 marzo 2010

Gli estremi che si toccano

Premessa uno: questo post è altamente generalista e potrebbe risultare pieno di luoghi comuni, d'altronde riflette esperienze e modi di pensare, esclusivamente, personali.
Premessa due: da circa tre mesi conosco ed ho la fortuna di frequentare una ragazza meravigliosa. Le ragazze ceke sono, in genere, interessanti, 'Lei' lo è molto di piu'!

Il senso di questo post è descrivere le mie difficoltà nel relazionarmi con persone che la pensano diversamente, con l'aggiunta, nello specifico, delle difficoltà oggettive, quali la comunicazione e la diversa 'forma mentis'.
Il bello di una relazione con una ragazza ceka è il poter parlare di TUTTO, e sentirsi raccontare di TUTTO.
Non solo di scarpe, shopping, soldi, locali e modi di fare alla moda, come mi è successo in italia.
Saro' stato sfortunato, non lo nego, ci sono ottime ragazze anche nella penisola, intanto mi godo la compagnia, maggiormente interessante, che da sempre ho trovato in cechia.
Le ragazze hanno bisogno di parlare, forse noi ragazzi non ci accorgiamo di questa loro necessità.
I ragazzi ceki, mi pare lo facciano ancora meno.
In tutto questo parlare con 'Lei', vengono spesso fuori molte situazioni non facili da gestire.
Linguaggio, età, sesso, educazione, tradizioni, modi di fare, di dire...sono estremamente differenti tra di noi.
Questo porta, talvolta, a frustrazione ed infelicità, per tante incomprensioni, per l'essere sempre su posizioni diverse.
Non cerco e non ho mai carcato rapporti con persone con le quali concordo in tutto, anzi...
Mi sento una 'pecora nera' e sono cresciuto confrontandomi con idee totalmente opposte alle mie, tenendo fermamente la mia posizione, ma accettando le differenti opinioni altrui.
Credo nella citazione che viene attribuita a Voltaire 'Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo. - I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it.' (ad essere sincero, fino alla morte non arriverei...).

Quello che mi capita, pero', è che non sempre il mio cervello elabora istantaneamente le nuove informazioni, talvolta l'assimilazione è lenta, necessita tempo e puo' anche accadere che una nuova teoria, un consiglio, un qualsiasi input, non venga recepito, ma bensi' rifiutato.
Ma sono convinto che quando due o piu' persone si confrontano, il rispetto e la tolleranza reciproca sono le uniche armi che hanno a disposizione, per proseguire il rapporto in maniera civile e duratura.
Il rispetto e la tolleranza soprattutto verso le diversità.

Io, napoletano sono diverso da 'Lei' ceka cresciuta a Brno.
I napoletani ed i ceki hanno atteggiamenti diversi in quasi tutto.
Entrambi hanno vissuto tra mille difficoltà, spesso povertà, tanti sopprusi politici e sociali, infamie della vita quotidiana, che pero' si affrontano diversamente.
Quando tra napoletani si parla dei propri 'guai', l'interlocutore tende a sdrammatizzare, ridimensionare, quasi ridicolizzare i fatti, fino a convincerti che tutto si risolverà, perchè alla fine...'Adda passà 'a nuttata.'
Quando tra ceki si parla di 'problema', li vedo sempre annuire e mugugnare (mentre il napoletano gesticola con le mani, fa smorfie teatrali), confermare; qui ho imparato la parola 'katastrofa', perchè sembra che sia piu' importante far intendere che anche chi ascolta sa di cosa si tratta, che è consapevole di quanto possa essere difficile, lasciando sfogare chi ha qualcosa da raccontare, donando il suo silenzioso assenso, mentre un napoletano interrompe impetuosamente (ed impietosamente), cerca di sviare i pensieri, farli dimenticare.

Sulla base di questi due modi di fare, agli opposti, non è facile comprendersi, darsi sostegno reciproco, non è difficile entrare in contrasto.
Per poter proseguire ci sarebbe bisogno di tanta ottima volontà.
Non so come andrà, non so se le energie fisiche e mentali sapranno resistere allo stress, alle continue lezioni di reciproca conoscenza e tolleranza, non so se le diversità si sapranno trasformare in interessanti novità e curiosità.
Io credo che i due poli estremi, per quanto diversi, finiscano per sfiorarsi...per questo...

...Miluji te! - Ti amo! (Parola del giorno)

domenica 10 gennaio 2010

pupazzo di neve!

Prima "galleria fotografica" del blog.
Visto il periodo, il clima e la tanta neve, eccomi all'opera con un classico intramontabile: il pupazzo di neve!
Nella sequenza le principali fasi della creazione:










Risultato finale di dubbia qualità ma di divertimento assicurato... :)




Parola del giorno: sněhulák - pupazzo di neve

mercoledì 30 dicembre 2009

Moravia, usi e costumi...nei pub

Parlare di usanze ceke senza menzionare il luogo preferito dei ceki, il pub, è impossibile :)
Parto da un'altra premessa, ho quasi sempre usato la parola:ceki.
In effetti tutte le mie conoscenze ed esperienze si rifanno ai moravi ed un minimo di distinguo va fatto.
I moravi sono i "meridionali" della rep ceka, mentre i ceki, come comunità, sono i boemi, del nord(quindi comprendenti praga).
La terza macro regione della nazione è la silesia, terra di miniere al confine con la polonia.
Questa distinzione è dovuta.
Senza voler dire chi è migliore, cosi' mi pare un "nonsenso" parlare di italia ed italiani, senza distinguere tra nord e sud (e centro), cosi' come lo è senza distinguere tra moravia e boemia.
Tornando in topic, mi piacerebe descrivere le abitudini ed usanze nei pubs ed in generale nei locali pubblici.
Prima di tutto, se si ha la fortuna di accompagnare una ragazza, a differenza dell'italia, quando si approccia l'ingresso di un locale, bisogna farlo per primi, entrando, come a verificare che sia un posto consono e sicuro per una donna.
Passiamo al modo di ordinare, lasciate stare mani alzate o altre formule italiche per richiamare l'attenzione dei camerieri, qui non sono gradite.
Una volta preso posto ad un tavolo, chi lavora nel locale, sa bene quando venire da voi a prendere ordinazioni, che in caso dei pubs, vengono annotate su un foglietto.
Attenzione a non perderlo o distruggerlo, pena una penale...!!!
Visto che le birre servite si aspetta siano numerose, ogni volta che si sta terminando la pinta, il cameriere ne porterà una nuova (e piena...), aggiungendo sul foglio una tacca.
Anche al momento del conto, non bisogna sbracciarsi piu' di tanto.
Quando il cameriere farà per portare una successiva bevanda gli si puo' comunicare che si intende lasciare il posto e pagare.
Il calcolo viene fatto al tavolo.
La mancia, che si aggira sul 5/10 % è consuetudine molto comune.
Ma attenzione, non si lascia sul tavolo nè si da in mano, semplicemente alla cifra indicata dal cameriere, si comunica quella che si intende pagare, contenente il resto.
Es: il conto è di 240 czk(czech korone) ? si comunica che si intende pagare (ad esempio) 260 czk.
In questo modo vi verrà dato il resto su tale cifra.
Altra consuetudine, se si è in compagnia, verrà chiesto come si intende pagare, tutto insieme o individualmente (in italia, alla romana).
Senza grossi problemi (anzi è molto usato) si puo' sceglere la seconda opzione, ricapitolando quanto si è consumato e procedendo al pagamento (+ la mancia).
Per finire, prima di bere, è molto importante brindare, ci si guarda negli occhi, si toccano i bicchieri, per ogni singolo compagno di bevuta e si pronuncia "na zdravi", alla salute!
Buon divertimento e buona bevuta!!! :)

Parola del giorno: prosim, za platime - per favore, paghiamo

Usi e costumi...parte 1

Viaggiare da la possibilità di venire a contatto con altre culture, usanze, modi di dire, atteggiamenti...
Per questo motivo è il mio "hobby" preferito.
Da quando ho scoperto la rep ceka, ho iniziato a fare paragoni e interessarmi delle piccole e grandi differenze con le usanze italiane e piu' in particolare, con le mie.
Chiaramente ogni modo di fare, nasce da esperienze pregresse e non dovrebbe essere giudicabile.
Non esiste un atteggiamento giusto ed uno sbagliato, si puo' essere piu' o meno concordi, ma arrivare al punto di non legittimare un uso diverso dal proprio, è esclusivamente un proprio limite.
Qui ho trovato talmente tante differenze, che mi pare arduo iniziare ad elencarle tutte.
Il passato, abbastanza recente, della dittatura comunista, hanno segnato le abitudini quotidiane dei ceki.
Una delle caratteristiche che piu' mi ha colpito, ad esempio, è l'orario di lavoro.
In italia, di solito scuole, negozi, fabbriche, uffici etc aprono verso le 8, meglio ancora le 9.
Qui alle 7...Mi sono dato una spiegazione, che non ho la certezza sia corretta, ma cerco di descriverla:
Per una questione di fuso orario, credo che mosca, oltre a dettare legge dal punto di vista politico, lo facesse anche dal punto di vista sociale e lavorativo.
Per cui, mi immagino che per essere in linea con gli orari lavorativi russi, i ceki, si siano dovuti adattare, pur con diverse difficoltà...alzarsi alle 5 del mattino, in pieno inverno, non aiuta certo il buonumore...
Altro atteggiamento che salta subito all'occhio è la scarsa attenzione e cura per il "consumatore".
Non che in italia ci sia rispetto per chi spende i propri soldi per avere un bene o servizio, ma qui, molto spesso, l'atteggiamento in uffici o anche negozi, pare quasi di fastidio...
Anche in questo caso, credo che la dittatura, abbia influito.Alla fine, durante il comunismo, tutti dovevano lavorare non per migliorarsi, ne' per offrire un miglior servizio, ma esclusivamente perchè richiesto e mi immagino che a lungo andare, abbia generato questo lassismo, che si mescola quasi a cattiva educazione.
Non sono coNSumista, anzi, non pretendo di essere trattato come se "il cliente ha sempre ragione", ma neanche vedermi allargare le braccia davanti ad una richiesta tuttosommato normale e legittima, ma tant'è!
Per finire queste iniziali considerazioni, mi piacerebbe provare a descrivere gli "addii".
Ho viaggiato molto, per cinque anni ho visitato la rep ceka, quasi 1 volta al mese, stazioni dei treni e autobus, aeroporti sono stati il mio paesaggio ricorrente.
Ebbene, ho sempre fatto caso al modo di salutarsi dei ceki (o meglio dei moravi), che io trovo bellissimo.
Mi ricorda il vecchio sud italiano, i saluti ai cari che partivano in treno, magari emigrando verso il nord.
Quelle mani agitate ed ancora agitate, fino all'allontanarsi della persona a cui si vuole bene.Cosi' qui, si assiste spesso a corriere che partono e gente a terra che continua a salutare con la mano, fino a che il bus non ha lasciato il campo visivo, cercando di allungare il piu' possibile quel doloroso addio.
Non nascondo che a volte mi ha commosso, mi ha fatto sentire viva, la bontà e la sincerità di un rapporto.
Ricevere un addio tale, ti fa capire molto di questa gente...

Parola del giorno: naschledanou - arrivederci!