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mercoledì 10 ottobre 2012

Il ritorno!

Ciao a tutti,
dopo una lunga estate, rieccomi a scrivere sul blog, questa volta per raccontare di Brno, vista e vissuta con gli occhi di un 'turista'.
Sono stato, infatti, una decina di giorni a Brno, in vacanza.
Il mio ritorno a Brno!

Brevemente vi riporto alcune considerazioni su le ultime, grosse, novità e cose viste.

Prima cosa, immagino nessuno lo saprà, c'è stato un attentato al presidente ceco.
Ecco il video

Pistola a pallini di plastica, azione dimostrativa di un ragazzo che dice che i politici pensano solo ai fatti loro.
Cosa si evince?
Ecco delle mie riflessioni:
-il presidente.
Quello ceko, uno con le palle (non mi piace come politico, ma mi piace ricordare che è stato l'UNICO ad aver letto il trattato di lisbona ed averlo rifiutato portando delle ragioni concrete), che è stato ferito (lievemente) ma non si è messo a piangere come i nostri politici.
Non si è parlato di violenza fascista, di comunisti che vogliono tornare al potere ed altri discorsi interessanti, tipici della dialettica politica italiana.

-i media.
riportano i fatti, fanno un intervista appena dopo l'arresto al ragazzo.
in italia o ovunque? cosa sarebbe successo? Come minimo il mostro sbattuto in prima pagina, giorni e settimane a parlarne, sottacendo altri fatti.

-la polizia.
lo arresta, senza violenza, senza isterismi e brutalità come invece accade altrove.

-i ceki.
hanno riso di quest'episodio, quasi ne vanno un pò fieri, come loro abitudine ne hanno fatto tante storielle umoristiche da raccontarsi a vicenda.
Una o due spanne sopra al resto d'europa!!!!

Altro episodio.
Nei mesi scorsi in rep ceca è scoppiato uno scandalo su bevande alcoliche tossiche, contenenti metanolo.
Sono morte più di una ventina di persone (25), molti in ospedale, alcuni sono diventati ciechi...(un ceko cieco...sarebbe una battuta in perfetto stile ceko).
Insomma, per un paese che beve tanto è stato uno shock, è scattata subito una task force e delle inchieste investigative.
Tutto l'alcool forte è stato dichiarato illegale (temporaneamente) e la vendita bandita, da supermarket, locali...OVUNQUE.


http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2708431-alcool-al-bando-dopo-le-intossicazioni

Io sono atterrato a Brno esattamente alla conclusione del divieto di vendere superalcolici.
Non vi dico come erano felici i ceki (non ciechi...)!
Però è interessante notare una cosa che mi è balzata agli occhi e mi è stata confermata da molti.
Senza alcool nei club e pub la violenza, l'aggressività è aumentata di molto.
Per la prima volta ho assistito ad una rissa, bella grossa, in un locale di Brno, cosa che in 3 anni di vita e 9 in totale da frequentatore, non avevo mai visto.
L'inchiesta ha trovato i colpevoli, chi usava sostanze nocive nell'alcool.
I ceki possono tornare a bere, tanto e divertirsi.
Eppure in molti la paura è rimasta...

Terzo spunto di riflessione.
Nei giorni a Brno ho notato varii gazebo dei partiti politici in città.
Si vota per il senato.
Ma soprattutto, il prossimo anno, per l'elezione del nuovo presidente della repubblica.
Per la prima volta sarà eletto direttamente dal popolo.
Bene.
Questo è uno dei candidati:

http://news.yahoo.com/tattooed-body-politic-czech-aims-first-tatooed-president-185249694.html

Vi piace?
Pensate che in italia o in un altro paese sarebbe possibile avere una persona del genere candidato alla presidenza?
Questo dice molto del paese, della repubblica ceca.
Tutte le persone con cui ho parlato mi hanno detto che non lo voteranno, per le sue idee che non condividono (non per i tattoo!!!), ma hanno ammesso che è una ottima persona, molto intelligente.
Già, è un professore universitario.
Un professore? universitario??
Ed insegna conciato così? Direbbe qualsiasi italiota benpensante.
Si.
Insegna, è tatuato, si candida alle presidenziali.
Ecco cosa dice un quotidiano italiano:
'Nonostante la sua immagine possa generare perplessità o timori, la sua politica è più che moderata: promuove la tolleranza, i diritti umani, la democrazia e incoraggia la ricerca di fonti energetiche alternative. In una recente intervista al The Prague Post ha spiegato le ragioni della sua scesa in campo: "I cittadini sono stati allontanati dalla politica e dallo stato per mano degli stessi politici. I cittadini sono frustrati. I governanti e lo stato non sono la stessa cosa. Essi non possiedono lo Stato, ma dovrebbero essere degli amministratori responsabili, eletti dai loro padroni una volta ogni quattro anni. Quei padroni sono i privati cittadini...'

L'ho incontrato un giorno a Brno, era ad uno dei suoi banchetti dove fa propaganda/campagna elettorale.
Aveva appena finito.
In maglietta, parlava tranquillamente con una persona.
Attorno pochissimi curiosi.
In assoluta tranquillità.

Tornare dieci giorni a Brno mi ha rigenerato, caricato le pile, dato stimoli ulteriori ad una scelta di vita già di per sè impegnativa.
Come sempre, Grazie Brno!

Nei prossimi giorni qualche foto ed altri racconti...

lunedì 6 febbraio 2012

Alla LIBERTA' dell'amico Jaroslav!

Ieri, dopo 10 lunghi mesi, è tornato in libertà un caro amico.
Qualche tempo fa, un commentatore (anonimo) si era stupito del fatto che potessi avere amici in prigione.
Invece ne ho.
Perchè esistono veramente quelli che scendono in strada a protestare o quelli che vivono non allineati.
Il fatto che chi legge non sia così, viva la sua vita a testa bassa, non significa che tutti debbano essere e vivere allo stesso modo.
Sono fiero dei miei amici, anche se agli occhi della società per bene la loro immagine e figura è giudicata negativamente.
'Pericolosi criminali' perchè hanno commesso degli errori.
Si, alla fine si tratta di errori, loro (ed anche io) lo ammettono.
In una società giusta e perfetta non andrebbe commessa alcuna violenza, ma capita, non siamo in un libro di favole.
L'unica differenza tra chi è stato in carcere e chi continua a vivere la sua vita da inpunito, con giacca e cravatta, magari rappresentante del popolo che lo vota, magari imprenditore, magari comune cittadino con i suoi lati oscuri ben bascosti, è che proprio quelli che giudichiamo male per un loro errore, l'hanno pagato.
Hanno saldato il conto, con la giustizia e la società.
Loro sono PERFETTI, hanno sbagliato, sono stati giudicati, hanno scontato la loro pena.
Ora avrebbero il diritto di vivere una vita come tutti gli altri.
Sana ed onesta.
Invece NO!
Proprio loro ora si troveranno davanti un muro di gomma, fatto di ipocrisia o in molti casi di aperta intolleranza.
Molti lavori gli saranno preclusi e se non si è forti e fortunati, si corre il rischio di ricadere negli stessi errori.
Un circolo vizioso senza fine, che viene creato ad arte dai TANTI criminali che ci governano e comandano a bacchetta.
Perchè il crimine sono LORO, quelli che votiamo, che guardiamo in tv, che ammiriamo per il loro successo, la loro fama e ricchezza, quelli che pigiano sui bottoni nel pannello di controllo, che generano debito pubblico, che calcolano lo spread, che sfruttano per i loro interessi.

LORO hanno bisogno della vostra paura, hanno bisogno che il mio amico Jaroslav venga additato come il problema di questa società ed hanno bisogno che Jaroslav si rivolga al crimine per vivere, anzi sopravvivere.

Per questo hanno creato il le 'regole' e leggi, 'crimine' ed i carceri.
Perchè non siamo in un mondo perfetto, in una favola.
Esiste il crimine perchè le risorse della terra, che apparterrebbero a TUTTI, sono state (da sempre) monopolizzate da pochi ricchi, che se ne sono impossessati indebitamente ed hanno messo le masse in condizioni di sfruttamento.
Con l'aiuto del potere religioso, politico, militare, finanziario.
Esistono le carceri per tenere isolati i personaggi più pericolosi e disperati, viene detto alla masse, ma anche per creare un esercito di criminali specializzati da rimettere in giro alla bisogna ed aumentare l'insicurezza dei sudditi.
Hanno creato delle regole, leggi, che però LORO stessi non devono rispettare, anche perchè, da controllori e giudici quali sono non verranno mai controllati o giudicati.

Spero che Jaroslav non cadrà nella trappola.
Potrei raccontarvi di come si vive in un carcere ceco, visto che l'ho visitato e mi è stato raccontato da chi ci è stato rinchiuso, ma queste cose rimangono per me.
Queste mie parole sono dedicate a Jaroslav ed alla sua LIBERTA' ed a tutti quelli che l'hanno persa ingiustamente.

“L'uomo è nato libero e dappertutto è in catene

giovedì 2 febbraio 2012

Riflessione su Barnard

Uno dei blog che seguo, con interesse ed attenzione, è quello di Paolo Barnard (lettere maiuscole).
Per chi non lo sapesse si tratta del Giornalista (G maiuscula) che ha iniziato il bellissimo progetto di Report, uno dei pochissimi programmi di informazione trasmesso in italia.
Ultimamente Barnard ha lanciato un'interessantissima proposta.
Per informare gli italiani sulla situazione economica, sui veri nemici del mondo, invitando 5 esperti e studiosi americani.
Progetto da lodare, il MMT, il modern money theory (che si terrà a rimini il 24, 25 e 26 febbraio), senza ombra di dubbio.

Però qualche dubbio me lo lascia lo sfogo di Barnard, a seguito della scarsa affluenza.
Lo sfogo è duro, durissimo!
Vi invito a leggerlo.

Ora, nel mio piccolo e da umile ignorante, vorrei provare ad analizzarlo, come fa lui, per blocchi.
-Blocco uno; l'idea e la 'risposta'
Mi stupisco che Barnard si stupisca (perdonatemi il gioco di parole) della scarsa adesione.
Intanto parla di numeri, di 'attivisti', considerando che chiunque visiti e lagga il suo sito sia disposto a seguirlo.
Mi pare un errore.
Anche io qui ho dei lettori, attivi e meno, ma non credo che tutti concordino con me o che sarebbero disposti a seguirmi.
La libertà sta anche solo nel leggere, informarsi, prendere notizie e poi ragionarci su.
Anche io, ripeto nel mio piccolissimo, ricevo dei feedback positivi, ma non mi aspetto che tutti vengano a Brno a trovarmi o anche solo a visitare la città.
Sicuramente l'idea di Barnard, come detto, è da lodare, ma nel mio caso non ho partecipato per varii motivi e non mi sento PER NIENTE in colpa.
Barnard è uno dei tanti e VALIDI che sta cercando di aprire gli occhi alla gente, sui rischi di questo sistema, ma io, ad esempio, non ne condivido molte idee.
Sicuramente non sarei disposto a seguire un 'summit', in italia che possa darmi qualche informazione in più.
Ma non per questo smetto di informarmi o di essere disponibile ad altre forme di lotta.
Quando facevo attivismo politico ho partecipato a manifestazioni, attacchinaggi, volantinaggi, raccolta firme.
Quando mi reputavo ultras sono andato alle partite, anche lontano da casa, alle manifestazioni, ho partecipato (e rischiato la mia libertà ed incolumità).
Quando si è trattato di manifestare il mio disappunto verso la situazione politica e sociale sono andato a genova, roma ed altri posti.


-Blocco due; l'organizzazione.
Ecco, qui vado in un campo delicato.
Non voglio assolutamente accusare Barnard, ma credo che nel 2012, pensare di organizzare un summit, motivare le persone e farle spostare per parteciparvi e poi lamentarsi della scarsa adesione sia un errore grossolano.
Intanto, Barnard ha VOLUTO che gli studiosi venissero di persona in italia, rinunciando ad altri impegni, in termini strettissimi.
Ecco, non ci avrei visto niente di male a seguirli in streaming, in una diretta mondiale.
Siamo nell'era del progresso, in fin dei conti, ma soprattutto dell'austerity...
Mettere 5 persone importanti su un aereo, per farli venire in italia a riempire un palazzetto, mi sa molto di un tour di una rock star.
Senza considerare i costi di tutto questo.
No, caro Barnard, qui qualche critica la devi accettare!
Non sto dicendo che l'idea sia errata, non voglio fare il disfattista o il critico a tutti i costi, ma usando un poco di buon senso si sarebbe avuto un risultato MOLTO migliore, disponibile a larghe masse di interessati ed a costi mantenuti.
Io alle manifestazioni, in strada ci posso anche andare, ma per assistere ad un summit, qualche pensiero su come spostarsi, dormire, mangiare, devo farmelo.
Soprattutto se so per certo che esiste la reale opportunità di parteciparvi da tutto il mondo, stando seduto a casa mia.
Lo scopo del summit è di informare o far trascorrere un weekend a rimini agli 'attivisti'? è quello di estendere a più persone possibili le corrette informazioni o solo a chi versa la quota di partecipazione?

-Blocco tre; spiegazione
Riporto fedelmente:
'Ora: li abbiamo, vengono qui, volano, arrivano, lavorano come bestie giorno e sera, e ripartono allo scadere del lavoro senza neppure farsi una passeggiata di ferie, senza prendere UN SOLDO, senza premi di prestigio, riconoscimenti politici, senza pubblicità dei media. E sono cinque giganti dell’economia internazionale. '.
Ecco, qui Barnard arriva a spiegare agli italiani il perchè delle sue scelte e come sopra, rimangono i miei (modesti) dubbi.
Mi pare eccessivo tutto questo spreco di tempo, lavoro, organizzazione per qualcosa che facilmente si sarebbe potuta ottenere con un click.

-Conclusione; gli italiani si devono vergognare.
Su questo posso essere d'accordo.
Dovrei vergognarmi io in prima persona per non aver partecipato, ma Barnard non considera alcuni aspetti.
Intanto che ognuno di noi ha un ruolo.
Lui è un ottimo Giornalista, che sta studiando per capire cosa c'è che non va in questo sistema e cosa si può e deve cambiare.
Io sono ignorante, non sono un giornalista, non conosco 5 economisti disposti a venire in italia per me, ma sarei disposto a capire di più ed a schierarmi anche attivamente.
Ma soprattutto (essendo ignorante) non credo che facendo i secchioni si cambi qualcosa.
Marx aveva previsto molto di quello che sta accadendo ora ma se non ha trovato qualcosa per motivare le masse a migliorare la nostra stessa situazione, ha fallito, comunque.
Io sono la massa, sono disponibile a scendere in piazza, perchè SOLO questo so fare.
Alzare la testa, informarmi, cercare di convincere altri miei simili.
Posso individuare il problema e non cadere nell'errore di trovare facili target.
Come fanno i razzisti, ad esempio, che danno la colpa di tutto agli immigrati 'che ci tolgono il posto di lavoro' o chi va a votare 'perchè il partito x è meglio di y, l'onorevole z è meglio di w'...
Ma rimango massa, persona senza speciali capacità.
Un'economista è diverso da me, io non voglio essere un'economista.

Le elitè sono quelle che danno l'ordine, fanno scoccare la scintilla.
Se ci fosse un'emergenza medica, diciamo un'epidemia ed un medico mi chiedesse di partecipare ad un summit per capirne di più e per poterlo aiutare ad operare sulle persone malate, bhè, onestamente, gli direi di rivolgersi a qualche altro suo collega, non a me.
Io sarei contento di essere informato dei rischi dell'epidemia, sul come proteggersi.
Sarei contento di offrire le miei braccia per trasportare i malati, ma ai dottori rimane ancora il compito di operare.
Ai giornalisti di informare.
Ai muratori di costruire case.
Al popolo di capire.
A chi ha le palle di scendere in piazza e protestare.

giovedì 12 gennaio 2012

Perchè si scrive su un blog?

Leggo, copio ed incollo:

“Lei è la parodia del giornalismo”. “La sua dichiarazione di incompetenza è la parte migliore di quel che dice”. “E’ la solita: arrogante, faziosa, mistificatrice. Semplicemente ignobile”. “Che bello! Tutti quelli che la pensano in modo diverso da lei sono dei troll!”.
Chiariamoci. Chiunque scrive per un blog ha ben chiaro: 1) che la libertà d’espressione è una di quelle cose per le quali vale la pena alzarsi la mattina, anche nei giorni di pioggia, e 2) ne è tanto convinto da mettersi in gioco per primo, sottoponendosi al giudizio altrui.
Ciascun post della 27esima ora è un invito diretto a chi legge: hai avuto la mia stessa esperienza? Cosa possiamo fare per cambiare le cose? Ci sono altri punti di vista da cui esaminare la questione? Dimmi cosa ne pensi e vediamo di tirarci fuori qualcosa di buono, tutti insieme.
Certi post hanno grande successo, altri meno. Fa parte del gioco.
Quello che però non capisco è la furia di certi commenti che, saltata a pie’ pari la questione sul tavolo, si riducono a puri e semplici insulti verso chi scrive.
Siete arrabbiati per il tempo perduto leggendo?


Alcuni commentano: ma perché dobbiamo sorbirci certe idiozie? Nessuno vi obbliga, è la risposta: basta un clic e in un secondo siete già proiettati altrove. E allora qual è il vero problema?
Slate si è costruito la sua teoria: il commentatore rabbioso, quello che è scosso da brividi di piacere nel dar voce al proprio risentimento, è una nuova categoria con cui bisogna imparare a fare i conti. E si spinge oltre, ipotizzando che la sezione commenti dei giornali online svolga una funzione sociale: lì le persone possono sfogare il loro lato peggiore per poi tornare a comportarsi in modo civile nella vita reale (perché l’assunto di partenza è che siano persone normali, magari di quelle che suonano il clacson ai semafori se l’automobilista davanti non parte all’istante, ma che non si azzarderebbero mai ad insultare i professori dei propri figli o il collega di lavoro).

Il periodo di difficoltà che stiamo attraversando ha accresciuto a dismisura il risentimento: verso i politici (non ho mai sentito tanti improperi per strada al solo passaggio di un’auto blu) e verso chi è detentore di una qualsiasi forma di privilegio, vero o molto spesso presunto (e i giornalisti fanno parte di questa ampia categoria). Tutto ciò va messo nel conto. Però deve esserci anche dell’altro.

Qualunque ulteriore indizio o informazione possa aiutarci a comprendere questa specie misteriosa e affascinante di commentatore arrabbiato – scriviamo con Slate - è il benvenuto.

sabato 24 settembre 2011

Kuràku Smrdìs !

PUZZI, fumatore!
Questo è il titolo del post, ispirato da una campagna contro il fumo (ed i fumatori) che notai diverso tempo fa, qui in rep ceca.
A furia di scritte con spray di color rosso, soprattutto vicino le scuole, i 'Kuracko Smrdis' hanno attirato la mia attenzione ed infinita simpatia.
Questo è il loro sito.
Una delle prime (e poche) cose che odio e non sopporto, nel paese dove vivo, è l'assenza di una legge antifumo nei locali pubblici.
Finanche nei ristoranti si ha il noioso fastidio di dover condividere lo spazio con chi fuma.
Alcuni, recentemente, hanno istituito degli 'spazi per non fumatori', beffa delle beffe, ma spesso sono relegati in zone scomode, vicino ai bagni o la cucina e comunque dovendo attraversare le zone 'aperte' al fumo, il che significa dover subire, comunque, il fumo passivo.
La cosa che più mi disgusta ed irita non è tanto il discorso medico, salutista.
Che il fumo faccia male mi interessa poco, dobbiamo morire tutti e se non sarà di fumo, sarà per milioni di altre cause.
A me da proprio fastidio la PUZZA di fumo!
Cosa dovrebbero pensare i fumatori se mi avvicinassi a loro ed iniziassi a 'petare' dopo aver mangiato pasta e fagioli o ruttargli in faccia dopo aver bevuto vino rosso e mangiato bruschette all'aglio?
Forse ne rimarrebbero disgustati, forse reagirebbero allontanandomi bruscamente...
Ecco, questo è quello che vorrei fare anch'io quando qualcuno si accende una sigaretta, vicino a me, perchè PUZZI!
Per fortuna in italia molto è cambiato, in meglio, seppur di fronte alle inutili proteste e polemiche iniziali, mi pare che una delle poche leggi che funzioni sia proprio quella contro il fumo nei locali pubblici.

Non qui.
Ancora oggi, si esce per divertirsi e si torna a casa con quella fastidiosa ed orrenda PUZZA di sigarette che impregna vestiti, capelli, pelle.
Ultimamente ho anche notato qualcosa di spaventoso e pericoloso.
Nessun locale da divertimento e da ballo, a Brno, ha un'uscita di sicurezza!!!!!
L'unica indicata dalle freccie verdi, è l'ingresso...
Se per errore uno dei tanti fumatori, magari anche ubriaco, dovesse far cadere il mozzicone di sigaretta su qualcosa di infiammabile (alcuni clubs e pub, molto vecchi, hanno addirittura la moquette o tappeti a terra!)...bhe...le conseguenze sarebbero facili da intuire.
I locali notturni, i clubs, a Brno sono sempre pienissimi di gente, di solito si tratta di piccoli spazi, non esistono le mega discoteche all'italiana, nella maggiorparte dei casi ricavati sotto il livello della strada, in stile underground, molto caratteristici, ma pericolosamente trasformabili in 'trappole per topi'.

Negli ultimi mesi ho accuratamente evitato di frequentare questi luoghi.
Per fortuna in estate è possibile divertirsi all'aperto, ma presto dovrò farlo, se non voglio rimanere in isolato ed in clausura.
La cosa mi spaventa, dal punto di vista della sicurezza personale e mi inorridisce, pensando alla sgradevole sensazione di diventare un 'umano affumicato'.

Lo scorso inverno, alle solite parole ho fatto seguire dei fatti, anche se devo ammettere, non molti.


La foto è presa stamattina, ma in effetti per alcune serate mi sono presentato così in vari posti.
Ho scelto una frase che non risultasse offensiva, con un generico 'koureni smrdì' che significa: il fumo PUZZA.
Chiaramente ho attirato l'attenzioen, qualche sguardo di simpatia, ma molti di incredulità e qualcuno di astio.
Sicuramente molti mi avranno scambiato per matto, ed hanno ragione...
Più che ai fumatori, l'invito a rendere questo paese un poco più civile è ai politici ed amministratori pubblici.
L'italia ha dimostrato (una delle poche cose di cui possiamo andar fieri) che gli interessi della comunità sono maggiori rispetto agli interessi delle lobby dei produttori di tabacco e dei locali da divertimento, che si dicono spaventati da una riduzione degli avventori.
Stronzate!
TUTTI vogliono divertirsi!
Senza fumo sarebbe anche meglio!

Rivendico la mia libertà di non dover PUZZARE quando esco per andare a cena, a bere ed a ballare.
Le sigarette PUZZANO!

venerdì 12 agosto 2011

Italianiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!

Gli italiani, che strano popolo che sono, che siamo.
Zombie, morti viventi, nella vita, davanti alla televisione, ai media, scatole vuote che assorbono tutto quello che dall'alto viene gettato su di loro, riempiendoli di propaganda e notizie manipolate.
Trovare un italiano LIBERO, capace di pensare con la propria testa?
Come trovare un ago in un pagliaio.

Nei giorni della crisi, è divenuta moda scandalizzarsi, indignarsi come hanno fatto gli spagnoli, ma solo a parole.
L'italiano raramente fa seguire i fatti alle parole e mentre in spagna si sono impossessati delle piazze, venendo sfollati dopo decine di giorni dai servi del potere, in italia si fa la voce grossa seduti sulla sedia e sulla poltrona, in rete.

Oggi si scopre che esiste la 'casta'...oggi, mentre per i precedenti 50-60 anni, cosa si stava facendo?
Nemmeno un film popolare come quello di Toto', 'onorevoli', visto da tutti, avrebbe creato un sospetto nella testa di qualcuno?
Possibile!!!???

Oggi ci si scandalizza degli stipendi di deputati e senatori, dei costi, dei loro benefici e si alzano i pugni al cielo...
Oggi si piangono lacrime di coccodrillo perchè si apprende che i senatori pranzano con pochi spiccioli...
Oggi!
Eppure nemmeno 2 mesi fa, si invitava ad andare a votare i sindaci, i referendum...decisi dagli stessi politici, gli stessi membri della casta!
Qualcuno festeggiava in piazza per la vittoria di tizio o di caio, manco si fosse vinta una rivoluzione.
CAPRONI che non siete altro!

La vostra indignazione è semplicemente frutto d'invidia.
Molti che vanno a votare sono consapevoli di quello che fanno, di chi votano e perchè lo votano.
Per fanatismo qualcuno, ma la maggiorparte della gente in quel voto ci vede un possibile tornaconto, da poter girare a proprio vantaggio, per chiedere un favore, per entrare da uno spiraglio.
Questi politici vi meritate, perchè vi rappresentano perfettamente!

Siete voi che li avete messi in quel posto ed ora la casta vi ripaga, mettendovelo a 'quel posto'.

Italiani, che strano popolo che siamo, campioni mondiali nella lamentela, nel salire sul carro del vincitore, nel voltar bandiera, tutti fascisti e tutti partigiani, all'evenienza.

Io non sono da meno, non sto facendo una morale perbenista, mi ci metto anche io nel calderone, pur sapendo di aver la coscienza politica pulita.
La mia scheda elettorale è SEMPRE rimasta intatta, ma oggi conta poco, siamo tutti sulla stessa barca che sta affondando inesorabilmente, mentre io, come voi, mi indigno mentre sto seduto sulla sedia...

Faccio solo un piccolo sforzo e riporto alcune parole di Toto':
"...Se io vi dicessi che una volta eletto farei costruire scuole, strade, acquedotti, case...voi mi credereste???...e allora sapete cosa vi dico? che siete degli ingenui, dei fessacchiotti, dei deficenti, degli incoscenti!!!! perche' questi 'signori' appena saranno eletti poseranno i loro sporchi deretani alla camera...penseranno soltano ai loro sporchi affari, vi faranno fessi, perchè sono PAPPONI!!!!!"

domenica 3 luglio 2011

Lo sguardo nel vuoto

Quando spiego a qualcuno perchè ODIO chi indossa una divisa, i servi dello stato, difensori dei potenti, cani da guardia del potere, aguzzini al soldo di politici, criminalità organizzata e ricchi affaristi e sfruttatori, vengo visto come un reazionario, visionario, sovversivo, immaturo...

Poi guardo questo video e riprendo coraggio, convincendomi sempre più di certi miei pensieri.

Ad una persona che li elabora, i pensieri, come nel caso della signora, vedo contrapposte facce e sguardi persi nel vuoto, occhi che non sanno dove guardare, menti vuote che non sanno darsi delle risposte, perchè non sanno nemmeno farsi delle domande.

Nel video si capisce bene quali nullità siano questi ammassi inutili di carne ed ossa.
La loro condanna più pesante è vivere, sapendo di essere inutile alla comunità ed utile solo a chi ha bisogno di eserciti e squadraccie armate per difendere i propri sporchi interessi, fatti alle spalle della comunità, con lo sfruttamento di risorse e vite umane.

Chi cerca di giustificare questi assassini e violenti, difesi solo dal fatto di indossare una divisa, è dalla parte del torto anche lui.
Perchè basta guardarli per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, chi sta dalla parte buona e chi da quella cattiva.
Senza ma e senza se, finchè il loro unico dovere è obbedire ciecamente agli ordini, senza pensare a ciò che fanno, senza capie le conseguenze delle azioni che prendono, restano e resteranno sempre dei SERVI del potere.
Da spazzare via.

sabato 2 luglio 2011

Le vittime che diventano carnefici

Odio apertamente gli israeliani sionisti, quelli che ci impongono la 'memoria' per le violenze che il loro popolo ha subito 70 anni fa per tacere e nascondere l'attuale meschina ed infame violenza cieca, fatta da loro.
Non c'è peggior persona che l'ipocrita, chi fa la vittima della situazione sapendo benissimo i propri errori, ed in questo caso parliamo di crimini, di brutalità, di prevaricazione di diritti civili.

Questo video da un ritratto di Vittorio Arrigoni, ucciso sicuramente da mani israeliane.

Nel decennale conflitto nella terra palestinese, non mi schiero a favore di questi, che sicuramente in questi anni hanno commesso omicidi e violenze, in risposta al nuovo nazismo degli israeliani (sionismo), ma sono esclusivamente CONTRO israele.

Le ragioni le potete dedurre dal video.
Contro gli oppressori, contro la repressione, contro i carnefici, contro i potenti ed arroganti, SEMPRE!

giovedì 21 aprile 2011

...i soliti maiali...

Per diverse ragioni non riesco a seguire la scena politica del paese dove vivo attualmente.
Mi dispiace, visto che la politica è una delle mie passioni.
Per politica intendo le vicende relative alla gestione dello stato, le riforme strutturali, l'amministrazione dell'economia, non certo le farse e le sceneggiate orchestrate quotidianamente dai politicanti.
I teatrini a cui dobbiamo assistere, portano molti a disinteressarsi della politica e questo è un peccato, perchè in questo modo si lascia campo libero ai professionisti della chiacchiera e delle promesse da marinaio.
Il nostro ruolo diventa quello di pecore, che vengono chiamate al voto, quando necessario, come alla tosatura e che seguono percorsi pre stabiliti, in file beelanti...
La politica a cui assistiamo si riduce ad una battaglia (falsa) tra due schieramenti, accuse di cattiva gestione, insulti, anche se poi, sotto-sotto...non si fanno mai troppo male.

Come dicevo per alcuni motivi non riesco a seguire le vicende politiche ceche.
Il motivo principale è la barriera linguistica.
Un muro difficilissimo da scalare e scavalcare, che non mi permette di integrarmi completamente nella società del paese che mi ospita, nè di informarmi su quanto accade.
Avendo perso anche la persona che mi raccontava quello che succedeva, ormai mi sento un completo ignorante, una barchetta che fluttua in un enorme mare, senza direzione, senza aiuto di alcuna stella polare...

Di tanto in tanto leggo qualche notiziario online che da informazioni sui paesi europei anche meno 'glamour', come appunto la rep ceca.
Ma anche dei media, ho imparato a diffidare, comunque, oggi leggo che il governo di destra sta affrontando qualche 'problemino'...
Oltre a compiacermi per il mio istinto, che mi aveva portato a diffidare dei proclami (e ripeto...le solite promesse) durante la campagna elettorale dei partiti in competizione, mi piace, ancora una volta (dopo l'episodio della penna rubata dal presidente) come i media locali reagiscono:
"La Repubblica Ceca somiglia ancora una volta a un paese di pazzi. Il nostro governo combatte la corruzione ovunque, ma non al suo interno. Come possiamo fidarci?"

"Una cosa è certa: "Il governo dei suicidi" sta per affondare. "Per anni la società ceca ha sopportato la corruzione e il discredito dei politici", commenta Lidové Noviny. "Prima però c'erano solo sintomi. Oggi osserviamo in diretta una società di spie"

Mi pare una presa di posizione chiara e netta, molto lontana dal silenzio e dal lassismo dei media italiani, che si scandalizzano per ruby e non per il malaffare e l'incompetenza dei suoi ricchi politicanti (tra i piu' pagati in europa, mentre i salari dei dipendenti sono ben al di sotto delle medie europee...).

Come sempre a me non rimane che una, indelebile, convinzione...come diceva il grande Orwell...
I politici sono TUTTI dei MAIALI!

martedì 12 aprile 2011

Edizione straordinaria: Il presidente ceco ruba una penna!

Sto vedendo adesso il video di quanto è accaduto al presidente della Rep Ceca, Vaclav Klaus, durante la sua visita in Cile.
Ha rubato una penna sotto lo sguardo delle telecamere!
Un programma della televisione nazionale oltre a riportare la notizia, l'ha commentata con l'umorismo che contraddistigue i cechi.
Umorismo sottile, freddo, giocando sulle parole, senza risparmiare la carica più alta del paese.

Qui il video.

Come è lontano il paese dove vivevo...

martedì 11 gennaio 2011

Un (quasi) vegetariano a Brno

Ebbene si, sono tornato ad una scelta importante.
Gia' in passato lo avevo fatto, in modo serio e radicato (forse troppo), sono ritornato ad una 'dieta' vegetariana.

I motivi non sono animalistici, come nella mia precedente esperienza, anche se certi video dovrebbero far riflettere...TUTTI.
Quando facevo il militare, nel 96, iniziai, per circa 3 anni ad evitare OGNI tipo di carne.

In questi giorni, da circa un mese, ho deciso di adottare una linea piu' morbida.

EVITO la carne rossa ma con un compromesso non disdegno pesce e carne bianca.

Come dicevo il motivo non è a difesa degli animali e contro la loro macellazione (che chiaramente non approvo nelle forme brutali ed industriali).

Piu' 'semplicemente' sono d'accordo con degli studi che spero facciano riflettere:

-
Di tutti i cereali prodotti nel mondo, oltre il 55% è destinata agli allevamenti e non direttamente all'alimentazione umana; 80% delle produzioni e coltivazioni vegetali dei paesi poveri sono destinate agli allevatori di animali da macello (nei paesi ricchi, U$a in primis)

-enormi quantità di acqua vengono destinate sia a questa agricoltura che all'allevamento di animali da macello,
ogni chilo di carne brucia 20 mila litri d'acqua.

Quindi, paesi con alta povertà, producono cibo, sotto forma di prodotti vegetali (cereali) che non vengono utilizzati per sfamare la popolazione, ma per alimentare animali che diventeranno un piatto di carne sulla tavola di mercati piu' ricchi.
Una contraddizione MORTALE, se si pensa alla percentuale di persone che muoiono di fame!

Secondo stime della FAO del 2003, più di 25.000 persone muoiono di fame ogni giorno, mentre tra il 2001 e il 2003 più di 800 milioni di persone soffrivano di denutrizione cronica. In media muore di fame un bambino ogni cinque secondi.

Lo stesso, se non peggio dicasi per l'acqua...

In piu' i gas emessi da bovini e ovini, per flatulenza ed eruttazione, contribuiscono in modo consistente all'aumento dell'effetto serra.

Potrei continuare, ma non voglio annoiare nessuno.
Cosa cerco, invece concretamente, di fare ?

Anche se singolarmente, non partecipo al mercato della carne.
Vi assicuro che in rep ceca non è facile, i piatti base sono con suini e bovini...andare a ristorante è ormai una chimera per me, mentre prima era un piacere.
Pranzo nella mensa aziendale, che offre buoni pasti tipici e scadenti piatti vegetariani, ma mi sacrifico e scelgo i questi ultimi.
Ogni volta che vedo un amico e decidiamo di mangiare, racconto della mia scelta, cerco di sensibilizzare.

A Brno, in generale in rep ceca, verdure e frutta sono di qualità non elevata, abbastanza cari, perchè non di largo consumo e prodotti di nicchia, anche se la richiesta sta crescendo e di conseguenza l'offerta.
Esistono piccoli e pochi spazi dove poter acquistare bio, ma i costi elevati non mi permettono di accedervi.
Mi accontento di acquistare verdura dalla grande distribuzione, consapevole dello sfruttamento eccessivo che attuano nei confronti dei coltivatori.
Forse sarebbe meglio rivolgersi direttamente al produttore, chissà...col tempo...


Intanto con la mia scelta non cambiero' il destino di migliaia di bambini denutriti, nemmeno quello di milioni di animali torturati per finire negli stomaci umani, ma almeno non voglio sentirmi COLPEVOLE del loro destino.


Saluti (quasi) vegetariani!

giovedì 6 gennaio 2011

Riflessione di una ceca

La primavera non è ancora arrivata, anzi, l'inverno quest'anno meno nevoso del solito, si fa sentire con il suo vento freddo.
Una primavera pero' sembra essersi insediata in me.
Ho voglia di fare, di pensare, di leggere, di fare movimento.
Dopo un letargo lungo, ho voglia di parlare, di provare a cambiare, di interagire, di imparare.
Curiosità che si aprono come cassetti ad ogni spunto.

A natale, il 26, ero a casa degli zii di Jana, ottimo pranzo, ottima compagnia.
Poi una domanda postami dal fratello di Jana: 'tu non hai paura degli arabi?'
D'istinto ho risposto di NO, perchè dovrei?
Mi fanno paura i fanatici religiosi e politici, questo si e di qualunque specie.

Oggi leggo questa interessante riflessione di una giovane giornalista ceca, Petra Hůlová, sulle donne del futuro.
Uno spunto importante per avere un'idea del paese e dei cechi.

Tutti dicono che il futuro dell'Europa è in mano alle donne, ma di che futuro si tratta? Tra i riflussi dell'emancipazione femminile e l'influenza dell'islam, il risultato finale potrebbe essere paradossale.

Si prepara già a portare il burqa", mi dice mio marito indicando sorridente nostra figlia di sei mesi che, istintivamente, si è appena tirata su la coperta fino agli occhi. Spesso ci piace scherzare sull'Europa futura dei nostri figli, immaginando come potrebbe essere. Quando internet sarà solo il simbolo di un'epoca passata, come già il telegramma o il fax, e quando qualcuno ricorderà le nostre attuali ipotesi sull'avvenire, di sicuro si sbellicherà dalle risate come si fa oggi con i film di fantascienza dell'epoca del cinema muto. Ma non si può evitare di pensare al futuro.

Provateci. Non è forse vero che ci si aspetta che ogni europeo responsabile si prepari per il futuro? Di sicuro [l'europeo] non appartiene a un popolo primitivo e fatalista, che vive giorno per giorno, anche se non avere internet, una bicicletta o uno sciacquone per i servizi non rende un uomo inferiore. Lo stesso vale per chi porta il burqa, salvo che in Europa non siamo proprio innamorati dei musulmani. Ma su internet sono come a casa loro, si sentono molto meglio che nella Francia e nella Germania dove sono nati.

Oggi i dibattiti sui musulmani e l'Europa sono molto di moda. Persino nel mio paese natale, la Repubblica Ceca, anche se prendersela con un musulmano non è proprio una cosa comune nelle città. "Che importa", affermano le teste calde della destra ceca, "che vadano tutti al diavolo!". Per ora nel mio paese, in mancanza di un numero sufficiente di musulmani, se la prendono invece con i rom, i vietnamiti e a volte con le donne.

Persino nelle riviste più conformiste, piene di belle immagini e specializzate nella cura della casa e del giardino, si dice che il futuro dell'Europa appartiene alle donne. Un'affermazione che non ha nulla di stravagante, e quelli che si oppongono a quest'idea hanno solo il dente avvelenato contro le donne o immaginano le europee del futuro avvolte nei burqa, pensando che vestite così avranno grosse difficoltà a governare. Sempre che ci sia ancora qualcosa da governare.

La specie europea si sta estinguendo lentamente, e secondo alcuni la colpa ricadrà proprio sulle stesse donne emancipate alle quali dovrebbe appartenere il futuro dell'Europa. Più il loro livello di formazione è alto più sono a loro agio finanziariamente e meno figli fanno, quelle scostumate! Certe femministe sottendono che la colpa sia degli uomini, perché sono loro che hanno inventato la pillola contraccettiva, per poter approfittare liberamente dei piaceri della carne eliminando il rischio della procreazione. Ma basterebbe un ritorno collettivo al preservativo per invertire la rotta? difficile.

Le europee del 2040

Quando guardo mia figlia, di cui vedo emergere dalla coperta solo due piccoli occhi blu e un piccola testa calva, immagino noi due, europee, tra 30 o 40 anni. Io mi sarò unita all'esercito dei pensionati esasperati. Invaderemo le strade, in massa, l'amara vecchiaia di quelle che hanno avuto un passato migliore, come il passato sempre appare agli anziani che guardano indietro alla loro gioventù. Senile e disillusa, affronterò con i miei contemporanei la quarta generazione degli e-book, quelli che si possono custodire in tasca come una lettera d'amore, con mio smartphone di dodicesima generazione sempre acceso, in caso i miei nipotini vogliano chiamarmi, mentre mia figlia volerà a 500 chilometri orari su un'autostrada virtuale. Con il finestrino abbassato il suo burqa fluttuerà elegantemente nel vento. L'autostrada sarà piena di donne tutte uguali.

Le europee del 2040 si batteranno di nuovo (quante volte l'hanno già fatto!) per la loro emancipazione. A condizione, sia chiaro, che tutto vada bene, che saremo ancora in piedi. E non penso alle euro-regioni, alla moneta unica o all'idea di Europa, ma piuttosto alle città, ai patrimoni e alla gente. Come in quei film catastrofici. Immagino una tragedia ecologica, il crollo di internet, un'epidemia. Davanti all'eventualità di simili eventi funesti la prospettiva di una lenta estinzione della specie europea o di un'Europa a maggioranza musulmana è più che accettabile. Quanto alle donne, anche se si ritrovassero di nuovo relegate in casa non sarebbe in fondo così grave. Basta poco per sbarazzarci di questa visione oscura dell'avvenire: più nascite, più austerità e meno sprechi.

Guardo mia figlia e mi rendo conto che tra qualche anno quella che parlerà con i "se" sarò io, mentre lei mi lancerà un'occhiataccia. "Tu mi dici quello che devo fare?". Sempre la stessa storia. Le esortazioni non possono che irritare. In Repubblica Ceca siamo particolarmente allergici [agli ordini], dopo 40 anni di esperienza comunista. Che qualcuno provi oggi a fare l'ingegnere del futuro, questo no! A meno che non si tratti di un forum o di un seminario, dove si presentano ipotesi e si discute innocentemente. Punto. La storia non dimostra forse che gli avvenimenti hanno sempre un epilogo diverso da quello previsto? Certo. Ecco una conclusione simpatica. Ma chi ci crederà davvero?

sabato 23 ottobre 2010

Pesi e misure...

Mi viene difficile commentare, provo a riportare due sentenze, una in Rep Ceca, recentissima, una in italia, abbastanza recente.
Vorrei cercare di capire le differenze, certo due paesi, due situazioni, ma ci sono delle contraddizioni agghiaccianti, due pesi, due misure.

La recente sentenza ceca:

..."A Czech court has imposed the Republic's longest-ever jail term for a racially motivated crime - a firebomb attack on a Roma family's home that left a two-year-old child with burns over most of her body.

Judges in the northeast city of Ostrava, 350km east of Prague, sentenced four men to 20 to 22 years in a high-security prison for attempted murder and damaging property. They also must pay almost $1 million in damages to the family and in hospital costs."...


La recente sentenza italiana:

..."Il tribunale di Ferrara ha condannato a tre anni e sei mesi i quattro poliziotti accusati di eccesso colposo nell'omicidio colposo di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 durante un intervento di polizia."...

Lo scandalo è andato avanti, con il risarcimento (dello STATO, quindi delle tasse degli unici che le pagano: i lavoratori dipendenti) con 2 milioni di € alla famiglia di Federico, un ricatto per non chiedere di costituirsi parte civile al processo.

Quindi evitare il rimborso diretatmente agli ASSASSINI...che ridussero Federico così:

"...I medici hanno riferito che aveva lo scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi segni di percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso, dalla tempia sinistra all'occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle manette ai polsi. L'ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo. L'hanno distrutto..."

Quindi mi pare di capire che in rep ceca chi commette un crimine, assolutamente condannabile moralmente (CI MANCHEREBBE!), verso una minoranza (..."problematica"...perchè l'ipocrisia ha dei limiti...), ustionando una bambina (INNOCENTE), viene condannato a 22 ANNI di carcere duro.
In italia se si indossa una divisa e si UCCIDE un ragazzo (INNOCENTE), si viene condannati a 3 ANNI e mezzo, che tradotti in termini pratici, tra appelli, sconti, indulti, riti abbreviati, equivalgono quasi a NESSUN giorno di carcere.

Due pesi, due misure.

domenica 27 giugno 2010

Finchè c'è Grillo c'è speranza

Un video che mi trova d'accordo in tutto.

Le ragioni di chi lo contrasta non le ho ancora capite, se è troppo populista, è forse perchè dice ciò che il popolo pensa e non ha bisogno di questo.

Rivoluzione!

Ps: Unico errore, cita l'ex premier ceko, topolanek, dicendo che è ungherese.

martedì 1 giugno 2010

€uro $i, €uro no

La Rep Ceka è tra quelle nazioni europee che ha deciso di mantenere la sua moneta locale, ceska koruna, anche a seguito della sua adesione all'eu ed al trattato si schengen.
Decisione forte, per una economia piccola, ma soprattutto forte perchè, a vedere i dati, il paese avrebbe avuto i parametri richiesti per adottare la moneta comunitaria.
Non per ragioni economiche, nè idealistiche, ma semplicemente di comodo, io sono un fautore dell'€.
Da viaggiatore mi ha facilitato non poco la vita, il poter fare a meno di cambiare la valuta.
Ma soprattutto pensare di non far arricchiere le banche e le agenzie di cambio, ogni volta che si visita un paese, mi fa essere un sostenitore dell'adozione di un unico sistema di pagamento.
Quest'estate sarà il sesto anno che visito questo stupendo paese, da pochi giorni ho festeggiato il primo anno di vita, eppure se ripenso a qualcosa di negativo, in tutto questo tempo trascorso, il cambio di denaro, è tra questi.
Se ripenso a quante volte mi sono dovuto recare ad un bankomat, foraggiando il sistema mafioso, legalmente riconosciuto, delle banche...
Se ripenso a quante volte mi sono dovuto recare ad uno di quei bugigattoli, chiamati agenzie di cambio, gestiti da arabi, foraggiando il loro riciclaggio di denaro, legalmente riconosciuto...
Perchè sia l'uno che l'altro, sono business oscuri, sporchi, dei quali farei volentieri a meno.

Ora che lavoro qui e percepisco uno stipendio in valuta locale, il valore dello stesso è fluttuante.

Egoisticamente dovrei essere contento, visto che la moneta ceka si sta apprezzando, anche del 10% in un anno.

Se 25000 czk corrispondono al momento a 1000€, un anno fa erano circa 900€.

Ma di questo non voglio occuparmi, sono contento di spendere qua il mio stipendio.


Intanto in merito al cambio di denaro in rep ceka, do dei miei consigli, pratici.
A chi visita Brno, ma soprattutto praga (meta preferita da milioni di italiani), consiglio di tenersi alla larga da improvvisati e loschi personaggi, che ti avvicinano in strada offrendo cambi vantaggiosi.
Sono truffatori!
Prendono alla sporovvista i turisti ignari, offrendo loro un ottimo prezzo per il cambio, salvo poi rifilare monete di altre nazioni.
Quindi invece di 1000 korone ceke, ci si ritrova in mano una banconota da 1000 di un altro paese, ma con valore assolutamente non coincidente al cambio effettivo.

E' accaduto anche a me, per fortuna conoscendo bene come sono le banconote, mi sono reso conto del raggiro che mi si voleva fare ed il 'simpatico personaggio' ha fatto qualche centinaio di metri di corsa...
Attenzione anche ai truffatori legalizzati della 'west.rn union', hanno cartelloni sgargianti che offrono un cambio allettante, salvo poi rivelarsi il prezzo con il quale vendono €.
Si perchè come in ogni paese, i prezzi dei cambi sono espressi in due modi.
Prezzo di acquisto e prezzo di vendita, per ogni singola moneta.
Seguente al simbolo € si troveranno due valori, uno riferito al valore dell'€ se lo si vuole acquistare e l'altro se lo si 'vende' (quindi è nostro caso, visto che noi viaggiatori, andiamo a vendere la nostra moneta per riceverne in cambio quella locale).
Questi 'signori' operano da sempre questa truffa, attirando i turisti con cartelli che sembrano offrire un cambio vantaggioso, esempio indicando: 1€=30 czk poi andando a cambiare se ne riceve di meno.

Perchè per loro significava che dando 30czk si riceveva 1€, mentre a chi compra offrono 22czk, che è molto sotto la soglia di un normale cambio.
Per questo motivo ho trascorso un paio d'ore in una simpatica cella della polizia di Brno, visto che non mi andava di essere preso per il naso, ma questa è un'altra storia...

Tornando al dubbio amletico, cosa ne pensano i ceki in merito all'adozione dell'euro?
A sensazione, sentendo gli amici, direi che sono contrari, in effetti secondo le statistiche il 56% circa sono 'euroscettici'...
Interessante questo video.
Interessante soprattutto la visione del musicista alla fine del video, il gruppo Nightwork, artefice di una canzone di protesta contro la classe politica attuale, e con una teoria molto diretta e senza peli sulla lingua.

Praticamente dice che i politici hanno ricevuto talmente tanti soldi sporchi, provenienti dalla corruzione, che sarebbe impossibile per loro cambiarli e giustificare tali ingenti somme...

Insomma, come spesso dico, cambiano i nomi, i colori, i simboli, i 'programmi', le nazioni...ma un maiale rimane sempre tale...

domenica 18 aprile 2010

Video manent (dalla parte di EMERGENCY)

http://www.youtube.com/watch?v=X0z6Ipi1Xww

Spero che tu veda questo video
Spero che tu ascolti queste parole, di una persona pacifista e che fa del bene
Spero che tu sappia che non esistono 'missioni di pace'
Spero che tu capisca che i 'nemici' non sono quelli cui i 'nostri' militari bombardano
Spero che tu comprenda che su questa terra ci siamo noi, la gente comune, e 'loro'
Spero che tu sia chiaro che 'loro' ci vogliono mettere uno contro l'altro
Spero che tu accetti il mio odio verso TUTTI i militari e politici
Spero che tu la smetta di credere alle tante menzogne di chi governa e gestisce anche l'informazione
Spero che tu inizi a lottare per la verità
Spero che tu in futuro non debba piangere per la morte di un politico o di un militare
Spero che tu ti indigni contro gli oppressori e contro le oppressioni di cui siamo vittime

Spero che tu un giorno possa pensare diversamente da come fai oggi

Noi...contro 'loro'

Parola del giorno: Podporam 'EMERGENCY' - io sto dalla parte di 'EMERGENCY'

venerdì 16 aprile 2010

L'orgasmo mancante

Ancora una volta ammetto di aver usato un titolo di 'richiamo' e non parlerò dei miei insuccessi sotto le lenzuola :)
Mi faccio un pò pena, come faceva pena 'l'autorevole' panorama che espone/va mercanzia femminile su ogni copertina.

L'orgasmo di cui intendo parlare è la metafora che un mio vecchio allenatore di calcio, usava con me, per invogliarmi a metterci anima e corpo in quello che facevo.
"Dov'è l'orgasmo?!" mi urlava, quando da ragazzino avevo classe e piedi buoni, ma non polmoni e grinta per correre sui prati verdi.
Toccavo la palla svogliatamente, spedendola però dove volevo, trotterellavo a metà campo, mentre i compagni sudavano e correvano per me.
Ho giocato a calcio fin da bambino, dai 'pulcini' di una scuola calcio del Napoli, ai tempi di Castellini, Krol, Musella...giocando il sabato pomeriggio nel glorioso San Paolo, fino ad un paio di apparizioni in prima squadra, nella seconda categoria lombarda.
Cambiavano le squadre, i campi da gioco, ma non la mia apatia, che mi ha visto lasciare il gioco del calcio, tanto amato, pur di fare a meno di allenamenti e corse.

Questo orgasmo mancante l'ho ritrovato negli anni seguenti, nei tanti ambienti di lavoro da me girati.
Solo che questa volta, mi ritrovavo io nella parte del mediano e tanti altri attorno a me, a 'giocare' senza impegno.
Senza un titolo di studio universitario, spesso lavorando con contratti a tempo determinato, interinali, stagionali, sostituzioni di maternità, stavo di fianco a colleghi che potevano parlare delle loro tesi di laurea, degli studi, dei curricula che garantivano ingegno e pretendevano diritti, posizioni e retribuzioni migliori.
In tanti anni ne ho viste molte, situazioni che mi hanno fatto ripensare, non poco, al valore attribuito agli studi, che si scontra con al realtà dei fatti e la reale capacità dimostrata.
Non sempre è andata così, devo essere sincero, ho imparato molto a fianco di ragazzi che in un secondo trovavano soluzioni, parole ed idee giuste per risolvere le problematiche.
Nel mio piccolo, da ormai dieci anni, mi occupo di questo.
Problem solving, nell'ambito dell'assistenza ai clienti delle aziende per cui ho lavorato (e lavoro).
Un lavoro umile, semplice per molti, snaturalizzato e ridotto ormai a numeri e statistiche, ma che, ostinatamente, continuo a credere ci voglia passione e volontà per poter svolgere bene.

In quelli che la gente chiama 'call centre' ci sono sempre più 'dottori' ed 'ingegneri' che quando vengono assunti si considerano di passaggio, sicuri che il pezzo di carta, gli farà guadagnare presto posizioni di maggior prestigio.
Questi fiori dell'intellighenzia, 'giocano' senza 'orgasmo'.
Il mio non è un discorso da aziendalista, sono l'ultima persona sulla faccia della terra a poterlo fare.
Quello che mi spinge a metterci impegno, durante le ore di lavoro, è solo la volontà di mettermi a disposizione di chi chiama o mi manda una email, perchè ha bisogno di aiuto.
Perchè è un cliente, come lo sono io, nella mia vita, 'Emo ergo sum' - compro dunque sono, figlio di questa società.

Da un laureato con i miei stessi anni di esperienza (eh già, perchè non tutti i dottori ed ingegneri, riescono a raggiungere le agognate posizioni di prestigio), mi aspetterei di poter imparare qualcosa.
Negli anni di lavoro all'estero, ho notato ancora di più il livellamento verso il basso nella qualità del lavoro.
Lungi da me difendere gli italiani (ci mancherebbe!) o parlar male di altri popoli (come prima: ci mancherebbe).
Ho notato però un atteggiamento ancora più remissivo nei colleghi stranieri, giovani 'dottori' appena ventenni, con pezzi di carta delle prestigiose università nord europee, dai quali non ho avuto il piacere di sentire mai un'idea, un punto di vista, un possibile miglioramento al 'modus operandi'.
Ad un italiano se dici di fare qualcosa in un tal modo, aspettati che la faccia, ma in ogni via alternativa, possibilmente diversa da quella che gli era stata richiesta.

Nel mio attuale lavoro, dobbiamo seguire procedure standard, riempire form, fare determinate domande per ogni inquiry ricevuta.
Nel team, internazionale, ognuno lo fa, seguendo diligentemente gli script.
I due italiani hanno, invece, il loro metodo personale.
Davvero personale, perchè ad un cliente che chiama, non riesco a fare le stesse domande, sempre uguali, come ad un interrogatorio della polizia.
Se ricevo una richiesta di informazioni, la elaboro, non seguo le procedure a scatola chiusa.

Chi è più intelligente di me, più titolato di me, non dovrebbe, ad esempio, chiamare un cliente, di venerdì, alle 12 circa, negli Emirati arabi uniti.
Come gli è stato, giustamente, fatto notare dalla stessa persona contattata, oltre ad essere il giorno di festa, il venerdì per gli arabi, stava chiamando anche durante il pranzo...

"Dov'è l'orgasmo?!"

Parola del giorno: Zlatá Muška - mosca d'oro

sabato 3 aprile 2010

...coerenza (???)

Qualche settimana fa, un 'intellettuale', un genio del cinema, tale mario monicelli, ha detto la sua, ha parlato di un 'pagliaccio', poi di un 'imprenditore milionario', degli italiani.
Fin qui tutto bene.
Ognuno ha le sue idee, che io posso condividere o meno.
Ma questo 'scienziato di vita', ha iniziato a parlare di speranza.
'La speranza è una trappola, è una brutta parola, che non si deve usare, la speranza è una trappola inventata dai padroni (...) mai avere una sparanza, la speranza è una trappola, è una cosa infame, inventata da chi comanda...
Come finisce questo film, maestro?
Come finisce...non lo so, non lo so come finisce, ma io SPERO...'

MA IO SPEROOOOOOOOO ????????????????????
MA IO SPEROOOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Presente indicativo del verbo sperare.

Come???????????
Mi hai frantumato i coglioni con le tue parole pessimiste del cazzo,con la tua filosofia da 2 soldi, dicendomi che la speranza è dei padroni, è infame, non esiste e poi mi dici...'io SPERO' ????

mavaffanculo MAESTRO!

Mettiti a lavorare e ascoltati cosa pensano dei ragazzi cassaintegrati sardi!

'Chi LOTTA può perdere, chi non lotta ha già perso!'

'Chi non demorde, quasi sempre...VINCE!'


Parola del giorno: Do Prdele! Vaffanculo!

martedì 23 marzo 2010

Gli estremi che si toccano

Premessa uno: questo post è altamente generalista e potrebbe risultare pieno di luoghi comuni, d'altronde riflette esperienze e modi di pensare, esclusivamente, personali.
Premessa due: da circa tre mesi conosco ed ho la fortuna di frequentare una ragazza meravigliosa. Le ragazze ceke sono, in genere, interessanti, 'Lei' lo è molto di piu'!

Il senso di questo post è descrivere le mie difficoltà nel relazionarmi con persone che la pensano diversamente, con l'aggiunta, nello specifico, delle difficoltà oggettive, quali la comunicazione e la diversa 'forma mentis'.
Il bello di una relazione con una ragazza ceka è il poter parlare di TUTTO, e sentirsi raccontare di TUTTO.
Non solo di scarpe, shopping, soldi, locali e modi di fare alla moda, come mi è successo in italia.
Saro' stato sfortunato, non lo nego, ci sono ottime ragazze anche nella penisola, intanto mi godo la compagnia, maggiormente interessante, che da sempre ho trovato in cechia.
Le ragazze hanno bisogno di parlare, forse noi ragazzi non ci accorgiamo di questa loro necessità.
I ragazzi ceki, mi pare lo facciano ancora meno.
In tutto questo parlare con 'Lei', vengono spesso fuori molte situazioni non facili da gestire.
Linguaggio, età, sesso, educazione, tradizioni, modi di fare, di dire...sono estremamente differenti tra di noi.
Questo porta, talvolta, a frustrazione ed infelicità, per tante incomprensioni, per l'essere sempre su posizioni diverse.
Non cerco e non ho mai carcato rapporti con persone con le quali concordo in tutto, anzi...
Mi sento una 'pecora nera' e sono cresciuto confrontandomi con idee totalmente opposte alle mie, tenendo fermamente la mia posizione, ma accettando le differenti opinioni altrui.
Credo nella citazione che viene attribuita a Voltaire 'Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo. - I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it.' (ad essere sincero, fino alla morte non arriverei...).

Quello che mi capita, pero', è che non sempre il mio cervello elabora istantaneamente le nuove informazioni, talvolta l'assimilazione è lenta, necessita tempo e puo' anche accadere che una nuova teoria, un consiglio, un qualsiasi input, non venga recepito, ma bensi' rifiutato.
Ma sono convinto che quando due o piu' persone si confrontano, il rispetto e la tolleranza reciproca sono le uniche armi che hanno a disposizione, per proseguire il rapporto in maniera civile e duratura.
Il rispetto e la tolleranza soprattutto verso le diversità.

Io, napoletano sono diverso da 'Lei' ceka cresciuta a Brno.
I napoletani ed i ceki hanno atteggiamenti diversi in quasi tutto.
Entrambi hanno vissuto tra mille difficoltà, spesso povertà, tanti sopprusi politici e sociali, infamie della vita quotidiana, che pero' si affrontano diversamente.
Quando tra napoletani si parla dei propri 'guai', l'interlocutore tende a sdrammatizzare, ridimensionare, quasi ridicolizzare i fatti, fino a convincerti che tutto si risolverà, perchè alla fine...'Adda passà 'a nuttata.'
Quando tra ceki si parla di 'problema', li vedo sempre annuire e mugugnare (mentre il napoletano gesticola con le mani, fa smorfie teatrali), confermare; qui ho imparato la parola 'katastrofa', perchè sembra che sia piu' importante far intendere che anche chi ascolta sa di cosa si tratta, che è consapevole di quanto possa essere difficile, lasciando sfogare chi ha qualcosa da raccontare, donando il suo silenzioso assenso, mentre un napoletano interrompe impetuosamente (ed impietosamente), cerca di sviare i pensieri, farli dimenticare.

Sulla base di questi due modi di fare, agli opposti, non è facile comprendersi, darsi sostegno reciproco, non è difficile entrare in contrasto.
Per poter proseguire ci sarebbe bisogno di tanta ottima volontà.
Non so come andrà, non so se le energie fisiche e mentali sapranno resistere allo stress, alle continue lezioni di reciproca conoscenza e tolleranza, non so se le diversità si sapranno trasformare in interessanti novità e curiosità.
Io credo che i due poli estremi, per quanto diversi, finiscano per sfiorarsi...per questo...

...Miluji te! - Ti amo! (Parola del giorno)

sabato 13 marzo 2010

Cosa è la democrazia?

Grazie ad una personcina, ho potuto vedere questo interessante video

E' in spagnolo, sottotitolato in inglese ed ha scatenato una seria discussione, tra un italiano stanco del sistema capitalista occidentale ed una ceka cresciuta nel dopo comunismo.

Chi avrà ragione tra i due?
Non lo si saprà mai :)

Parola del giorno: demokracie neexistuje - non esiste la democrazia