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lunedì 14 maggio 2012

Le prime cose da fare quando si arriva a Brno

Il blog sta andando versa la fine della sua 'vita', quindi mi concentrerò su alcuni consigli per quelli che decideranno di trasferirsi a Brno.
Essendo alla fine di questa esperienza, mi lancio anch'io in una sorta di 'decalogo', che però si ferma a cinque punti.
Le famose liste che hanno sancito la fine del giornalismo professionistico facendolo diventare la buffonata attuale.

Sottolineo, inoltre, che 'grazie' alle ondate di italioti che ultimamente vivono in città, la simpatia della popolazione, specialmente femminile, nei nostri confronti, è calata vistosamente.

Ma si sa, gli italiani dopo essere stati un popolo di santi, poeti e navigatori, ora sono il popolo dei ruffiani, viscidi e approfittatori.

Polemica a parte, ecco cosa consiglio di fare, subito dopo il vostro arrivo:

1)La ricerca della casa, se non è stata fatta prima della partenza, potrebbe richiedere molto tempo, se si intende pagare i prezzi di mercato. Se invece si preferisce far campare delle pseudo agenzie, che offrono prezzi molto più alti giustificandoli con il loro 'servizio', allora fate pure. Ma non lamentatevi quando farete paragoni con gli altri affitti!
La città è giovane ed universitaria, non è facile trovare posto nei periodi da agosto a ottobre, bisogna armarsi di sana pazienza!
Passaparola, agenzie immobiliari e questi siti, possono aiutare:
http://www.chcispolubydlici.cz/podnajem-v-Brne.html
http://espolubydlici.cz/podnajem-spolubydlici/jihomoravsky-kraj
http://www.byty-pronajem-podnajem.cz/
http://www.spolubydlici.cz/cz/nabidka.php?action=go&oblast=2&druh=0
http://nemovitosti.brno.slando.cz/brno/podnajem_spolubydlici_nabidka_5190_1.html

Si consiglia di avere a disposizione:dizionario, online translator o...amici ceki... ;)

Agli annunci privati, si risponde telefonando o mandando anche sms.
La risposta non è garantita, visto che molti contattano chi pubblica l'annuncio.
Trattandosi molto spesso di studenti, l'inglese è usato tranquillamente.
Negli annunci privati non ci sono regole predominanti, "chi prima arriva meglio alloggia" va alla pari con "il miglior candidato viene contattato".
Una buona dose di fortuna e buona impressione servono.

2)Acquisto di una sim card locale.
Pretendere di mantenere il numero italiano, anche per i primi giorni, è una vera FOLLIA!
Di regola non costa nulla, si acquista e si riceve lo stesso ammontare pagato.
Anche i dati personali sono esclusivamente irrilevanti, non serve presentazione di documenti e codice fiscale, come mi ricordo era in italia, almeno qualche anno fa.
Il mio consiglio è usare voda.one, si possono mandare anche sms gratuiti via internet.

3)Acquiso della 'Salina karta', abbonamento per l'uso dei mezzi pubblici.
Non fate i 'soliti italiani', cercando di non pagare il biglietto quando usate i mezzi.
Qui funzionano a meraviglia e non pagarlo è un'offesa alla vostra dignità!
Inoltre i prezzi degli abbonamenti mensili sono ridicoli, con 550 czk, praticamente 22€, si può viaggiare tutto il mese, anche sui bus notturni.
Per fare la carta, bisogna andare all'ufficio centrale e presentare una foto tessera, viene rilasciata al momento.
Per maggiori informazioni, leggere qui.

4)Imparare un minimo di frasi di saluto e di circostanza.
Ricordate che siete in un altro paese, è buona norma rispettarne gli usi, costumi e la popolazione.
I cechi apprezzano chiunque provi a parlare la loro lingua, che non è facile.
Molti dicono che i cechi non parlano inglese, lamentandosene...bene, gli italiani non dovrebbero nemmeno partecipare a questa discussione, visto che pur essendo tra i paesi più visitati dai turisti, l'uso dell'inglese è raramente conosciuto da larghissima parte della popolazione italiota.
I cechi di vecchia generazione parlano russo, vista la precedente situazione politica, e tedesco, vista la vicinanza con austria e germania.
I giovani stanno iniziando da un paio d'anni a parlare inglese.
Molti parlano francese, spagnolo ed anche italiano.
Se non vogliono parlarvi in inglese potrebbero essere timidi o anche non avere intenzione di parlarvi.
Comunque, le prime parole e frasi che consiglio sono:

-Ahoj: ciao; informale, da usare con giovani o persone che si conoscono
-Dobry den: buongiorno; formale, i cechi tengono molto alla formalità, all'uso del 'VOI', del signore e signora
-Dobry vecer: buona sera; formale, vedi sopra
-Na shledanou: arrivederci
-Jak se mas (da pronunciare: iak se masc)? come stai? informale; Jak se mate? come state? formale
-Pivo: birra; una delle prime parole da imparare insime alla frase: 'jedna pivo, prosim': una birra, per favore.
-Dekuji (da pronunciare diecugli): grazie

5)Andare all'ufficio informazioni e prendere la guida della città o comunque cercare info su internet.
Conoscere Brno vi aiuterà a viverla al meglio. Ci sono discrete cose da fare e vedere, per essere una città di media grandezza.
Oltre al centro, la vera bellezza sta nei dintorni, se vi piace esplorare, passeggiare, stare nel verde.

Infine, chiaramente, prendetevi una birra!
Le birre ceche sono tra le migliori in europa, almeno le pilsner (il nome deriva da una città ceca), le famose 'bionde', fresche e dal gusto leggero.
Da provare quella del Pegas, piccolo birrificio e ristorante in centro, oltre alla birra della città, la Starobrno, preferibilmente da provare direttamente alla fabbrica che la produce, dove sorge un ottimo ristorante e pub.
Mio consiglio, la Dalesicka, che si può assaggiare in un noto ristorante del centro, il Zelena kocka.

Buona vita a Brno!
Se dimenticherete le paranoie e le cattive abitudini italiane (mentire, apparire e non essere, l'ipocrisia, il falso pudore, ostentare per farsi notare...) potreste vivere una bellissima esperienza.

domenica 8 aprile 2012

In vino veritas

Brno è la 'capitale' della Moravia, la Moravia è la regione del vino.
Gli italiani potranno storcere il naso, sicuramente i vini italici sono riconosciuti come tra i migliori al mondo, ma vale la pena provare anche altro.
I vini bianchi moravi non sono male (Müller Thurgau, Rulandské bílé, Veltlínské zelené, Sauvignon blanc, Ryzlink rýnský...), i rossi no, meglio non assaggiarli nemmeno.
Ieri sono stato invitato ad un wine tasting da un amico ceco.
Insieme a suo fratello ed alla mamma, siamo andati in macchina, nel primo pomeriggio, verso un piccolo villaggio della Moravia del sud, Zaječí, quasi al confine con l'austria.
I cechi sono così, onesti, non hanno bisogno di essere amichevoli dal primo minuto in cui ti conoscono, hanno bisogno del loro tempo, ma una volta che capiscono chi sei, ti aprono le porte e sei benvenuto in famiglia.
Ultimamente mi riconosco molto in loro.
Durante il mio viaggio 'in solitaria', negli ostelli ad esempio, ho notato che non faccio per forza gruppo, non sorrido a tutti.
Ho conosciuto chi volevo conoscere, ho salutato chi volevo salutare, ho sorriso a chi volevo sorridere.
Questo atteggiamento è visto male, a molti sono sembrato 'asociale', ho evitato di stare in gruppo, di uscire insieme alla massa.
La sincerità non è più un valore.
Ora è il tempo dell'ipocrisia.
Ma io rimango così, in vino veritas.
Come la gente dei villaggi cechi, ma soprattutto moravi.
Gente semplice, accogliente, ospitale, curiosa e felice di vedere persone nuove, se le persone risultano interessanti, meritevoli e rispettose.
Per fortuna mi trovo sempre a mio agio ed in simpatica compagnia quando visito questi villaggi.

Il piano era di partecipare a questo assaggio di vino, organizzato in una bella struttura, trascorrere la notte li (divertendosi in una vicina discoteca e pernottando nella struttura del wine tasting) e ripartire il primo pomeriggio di domenica.
Oggi sono invitato a pranzo da una ex collega, quindi ho dovuto rinunciare alla parte più 'interessante', quella notturna.
Una volta arrivati ho cercato subito informazioni sui treni per il ritorno, nel vicino ufficio turistico, è sempre divertente osservare l'atteggiamento dei cechi verso gli stranieri.
Inizialmente sono molto timidi, fanno fatica a parlare inglese, ma se si dimostra di parlare qualche parola di ceco, si rilassano, capiscono che anche tu vuoi fare qualche sforzo per farti capire e diventa tutto più semplice.
Alcune volte esagerano, dalle poche parole che maldestramente pronuncio, loro rispondono sparandomi a raffica milioni di sillabe che non ho la minima idea di cosa significhino.
In tutti questi anni ho imparato, colpevolmente, poco, so le basi grammaticali, i verbi e le parole che possono risultarmi utili, ma poc'altro.
Certo alcune volte mi sono addentrato in discorsi profondi, guidato anche dall'alcool e mi è stato detto che il mio ceco non era male, ma i cechi sono un popolo mite e gentile, forse fin troppo...
Comunque ho raccolto le informazioni necessarie e con il mio amico e la sua famiglia abbiamo iniziato a divertirci.
Inserisci link
All'ingresso viene chiesto di acquistare il pass per le degustazioni di vino, con 200 czk (8€) abbiamo ricevuto un bracciale che permetteva di bere quanto vino si voleva.
In più ci hanno dato un piccolo bicchiere.
Ci siamo diretti nella bella cantina, piena di gente sorridente, chissà perchè...
Insieme al bicchiere si riceve una piccola guida che permette di scegliere tra le centinaia di bottiglie di vino disponibili, divise e classificate per tipologia di vino e produttore.
Musica folk dal vivo, di sottofondo, canti, odore ottimo, simpatiche fanciulle, buon vino...
Un paradiso!
Tutto molto ben organizzato, pulito, nessuna ressa ai tavoli, macchinari per sciacquare i bicchieri.

Io mi concentro solo sui bianchi, come detto i rossi non mi piacciono per niente (qui in moravia, in italia bevo solo vino rosso).
Ne assaggio un paio, di solito preferisco i dolci e delicati.
Poi trovo il mio preferito, un vino della regione di Palava.
Mi soffermo su questo, facendomi riempire il bicchiere svariate volte :)
Sorridiamo del fatto che a me ed al mio amico Stanco (è il suo nome si pronuncia stancio) i bicchieri vengono riempiti generosamente, mentre al fratello no, chissà perchè?
La compagnia è ottima, parliamo tanto, visto che Stanco abita e lavora a budapest (si è lui a cui avevo scritto il messaggio per ricevere info sulle partenze dei bus, nel post precedente) e ci vediamo ogni paio di mesi.
Notiamo come le signorine ci sorridono e questo fa piacere ancora di più.
Veniamo invitati ad andare alla discoteca locale, il retrò, per un oldies party.
Per favore date un'occhiata alla prima foto.
Ma anche dalla seconda capirete come ci si diverte in rep ceca.
Un ragazzo (orrendo) senza maglietta su un pianoforte insieme a due ragazze bellissime...
Come non si può AMARE questo paese?
Dimenticatevi l'italia, con i suoi posti fighetti, dove bisogna vestirsi come ad un matrimonio, vedere le ragazze atteggiarsi a dive del cinema ed i ragazzi col grugno in cerca di risse.
Qui ci si diverte, veramente, ed è per tutti, senza distinzione di età e appartenenza sociale.

Mi mangio le mani, visto che devo ritornare a Brno!
Alle 21 ho il treno, chiamo il taxi per farmi accompagnare alla stazione, per me la bella serata è finita, per il mio amico Stanco sta appena per cominciare e sono sicuro avrà degli ottimi ricordi...

lunedì 1 novembre 2010

Uno sconosciuto accanto a me

Con questo post vorrei raccontare alcune sensazioni e descrivere cio’ che i miei occhi vedono e cercano di elaborare ogni qualvolta mi trovo a contatto con uno 'sconosciuto'.
Settimana scorsa ho assistito ad un episodio molto poco piacevole, mi va di raccontare o cercare di farlo, qualche impressione in merito.
Parto dunque da quanto accaduto lunedi’ scorso, in una fredda e piovosa mattinata.
Ero sul solito tram che mi accompagna diligentemente a lavoro, quando ad una fermata una coppia di persone anziane, con fatica cerca di salire il pur basso gradino del mezzo pubblico.
Purtroppo la donna scivola sul pavimento bagnato e cade, cercando comunque un appiglio, arranca, con molta difficoltà cerca di tirarsi su, lo fa, mostrando sul viso gli eccessivi sforzi.
Quando poi esce, a terra, c’è una pozza di sangue, la vedo dolorante, toccarsi la gamba, evidentemente feritasi durante la caduta.
In tutto questo, nel tram trapieno ho notato tanta indifferenza, nessuno si è mosso per aiutare la povera donna.
Nemmeno io!
Di solito non è così, appena qualche anziano entra nel tram, prontamente gli viene ceduto il posto.
Non questa volta, quella mattina nessuno ha prestato aiuto.
Per quanto mi riguarda non cerco scuse, posso solo dire che il gap linguistico e generazionale, mi ha bloccato e di questo mi sento molto in colpa.
Ecco, la lingua, mi rendo conto che è ormai un ostacolo che sta segnando la mia esistenza in questo paese che amo.
Mi appresto a raggiungere, tra 30 giorni, i 18 mesi di permanenza a Brno, eppure so che non saro’ mai integrato e questo mi sta facendo (insieme ad altri avvenimenti) ragionare sul mio futuro qui.
Non essere in grado di comunicare, mi ha bloccato nel prestare soccorso alla persona anziana, mi crea non pochi problemi nell’integrazione, nel leggere un documento ufficiale, un giornale, nel capire veramente chi sono i miei amici.
Ma soprattutto ascoltare chi mi sta attorno, tutto questo mi manca e non voglio vivere senza capire quello che mi capita.
Se con un giovane la barriera linguistica si puo’ aggirare, con i ‘non giovani’ irrimediabilmente ogni contatto è precluso.
Ma anche i rapporti tra giovani e anziani locali non è dei migliori.
In un mondo che cambia vorticosamente, le distanze tra le generazioni si allungano, la reciproca comprensione diventa difficoltosa.

Cosi’ io non li conoscero’ mai e loro non potranno fare altrettanto (non che perdano granchè).
Quando vivevo in irlanda ho trascorso quasi cinque mesi in due famiglie irish, mi bastava entrare in un pub e conversare o chiedere un informazione alla fermata del bus e ricevevo risposte, che mi hanno permesso di avere un’idea generale e tutta personale sulla popolazione non giovane dell’isola verde.
Qui non sarà mai possibile.
La mia ex mi aveva introdotto nella sua famiglia, conoscevo tutti e loro conoscevano me.
Ricordo ancora la prima volta che incontrai i suoi nonni.
Pur essendo persone che avevano viaggiato e che potevano ritenersi ‘fortunati’ ed emancipati (la nonna era una maestra in pensione), non mi nascosero che quando seppero che ero italiano, si preoccuparono.
‘Mafiano’ ecco cosa sarei stato prima di conoscermi.
Tra pregiudizi, mancanza di esperienze dirette, ignoranza, generalizzazioni facili, gli anziani cechi non brillano certo per idee progressiste.
Come biasimarli?
Per 40 anni sono stati imprigionati dalla dittatura comunista, vivendo di stenti, senza la possibilità di viaggiare e di conoscere altre culture.
Hanno avuto una vita difficile, è quello che penso ogni volta che ne incontro qualcuno.
I loro visi, occhi, espressioni lo dicono chiaramente, quando li vedo in strada, nei negozi, sui mezzi pubblici.
Questo è l’unico contatto che ho con loro.
Eppure vorrei tanto conoscerli, farmi raccontare il loro passato, dirgli chi sono io, spiegargli che anche ho una carta d’identità della republica italiana, non significa che io mi senta italiano, ma soprattutto non vuol dire che sono un ‘mafiano’ e soprattutto ‘cigano’...
Già, mica solo i vecchi, vedendomi scuro di carnagione, mi associano spesso alla ‘minoranza’ poco gradita in cechia.
In questo modo nè io, nè loro entreremo facilmente in contatto.
Io colpevolmente non parlo ceco, ma se anche lo facessi, sentirei qualche pregiudizio.

Questo fa si che mi senta sempre uno straniero, ma soprattutto uno sconosciuto che vive in casa di sconosciuti.

Parola del giorno: ne znam stary lidi – non conosco le persone anziane

martedì 15 giugno 2010

Ecchisenefrega!

La blogsfera è l’ambiente perfetto per scambiarsi idee ed opinioni, per trovare la vera informazione, che (almeno in italia) manca.
Se i media italiani hanno fatto passare il ‘messia di arcore’ come il salvatore della vita di un cittadino svizzero bloccato in libia per circa 700 giorni (come ‘rappresaglia’ per aver pubblicato le foto di uno dei figliocci del dittatore libico in atteggiamenti poco ortodossi, mentre era in svizzera), i media svizzeri hanno raccontato la loro versione:

Per lo stesso motivo, grazie alla blogsfera, ho letto con interesse un post di ‘andima’ che mi ha convinto ancora di piu' per una presa di posizione (quasi) eroica, che spero possa entrare nel libro del guinness dei primati:
Voglio resistere senza guardare nemmeno una partita di calcio di questi mondiali 2010!!!!
Altro che l’impresa della ragazzina di 16 anni che sta navigando in solitaria gli oceani del mondo!

A rafforzare la mia eroica scelta, oltre al fatto che sono italiano (già basterebbe), sono anche un ultras...
Già, un terribile ultras, uno di quelli che i media descrivono come individui dalla capacità comunicativa e dall’aspetto di un tricheco in calore, interessati solo alla violenza e criminalità, oltre ad essere l’unico problema del calcio.
Devo dire che non ho seguito alcuna preparazione fisica e/o psicologica particolare, l’idea mi è venuta sul momento, quindi la riuscita dell’impresa è altamente a rischio, ma faro’ del mio meglio per portarla a termine.
Fino ad oggi, non ho riscontrato grosse difficoltà, la prima prova di spessore è stata ieri sera, con l’esordio degli ‘azzurri’.
Ebbene, con scioltezza, ho frequentato il corso di ceko, dalle 18 alle 20, poi insieme all’insegnante ad agli altri ‘allievi’, siamo andati a bere una birra, proprio sotto la sede della scuola.
A dire la verità, su un maxi schermo mostravano immagini sportive, ma ho dato le spalle.
Simpatica chiacchierata tra una giapponese, un argentino, un indiano ed il professore ceko, dove sono venute fuori tante usanze e modi di fare, molto piu’ interessanti di un cross di ‘camorranesi’.

Verso le 21 mi sono diretto verso il centro, dove Jana, con le sue amiche ed i loro rispettivi ragazzi, dopo una serata a teatro (usanza molto popolare anche tra i giovani italiani...), mi aspettava in un caffè.
Anche li, senza tv o radio, abbiamo intavolato qualche discussione, tra un bicchiere di buon vino bianco moravo, che eludevano dalla capacità realizzativa sotto rete di ‘gilerino’ o dalla marcatura stretta di ‘canavaccio’.
Si è parlato, o almeno si è provato a farlo in ceko, di cosa ci piace fare, cosa si fa nella vita, di Brno, di Napoli, fino al ciclo produttivo della plastica, del riciclaggio dei rifiuti (ah ecco devo fare un post su come si ricicla a brno!!!)...
Verso le 2330 sono rientrato a casa, ancora ignaro del risultato della ‘squadra fortissimi’.
Mi sono collegato in rete e...sono andato a scrivere qualcosa nel mio forum preferito, fino all’una circa di notte.
Aprendo il sito del ei fu, ‘corriere’, ho scoperto il risultato della ‘mia’ nazionale.
Non so come abbiano giocato, ne mi interessa, semplicemente non voglio far parte di questo carrozzone.
Scendo e penso...”Ci sono i mondiali? Ecchisenefrega!!!!”

Parola del giorno: proti moderního fotbalu – contro il calcio moderno!

lunedì 26 aprile 2010

In attesa.

Negli ultimi tempi, ho come la sensazione di aver perso il contatto con la città, la vivo quasi passivamente, mi pareva di essere dentro il tessuto quotidiano, ambientato o forse abituato al nuovo contesto eppure, se mi fermo a riflettere sono ancora lontano dall’obiettivo.
Il vortice degli impegni lavorativi, che volenti o nolenti tengono incollati per quasi dieci ore (tra spostamenti, pause pranzo e le effettive otto ore di ‘fatica’), ad un ambiente troppo asettico e fuori dal contesto reale, potrebbe essere una causa.
Lavorare in una multinazionale, parlare inglese (o nel mio caso, pretendere di farlo), incontrare colleghi europei o extraeuropei, fa scivolare via l’essenza del vivere in un luogo diverso da quello d'origine.
Non è reale quello che sto vivendo, non mi sento integrato come vorrei.
La barriera linguistica mi pare un ostacolo enorme da affrontare e superare, se il mio inglese, che pure pratico ormai quotidianamente, ha ancora lacune equiparabili a LAGUNE, dove affondo ad ogni chiamata di clienti madrelingua, che mettono alla luce i miei limiti, figurarsi il ceko, lingua ostica anche per persone più predisposte all’apprendimento di me.
Con questa giustificazione, mi abbandono ad un timido approccio con lo ‘studio’ del ceko.
Non lo pratico, non lo leggo, non mi sforzo, sono svogliato, pigro, come sempre lo sono stato quando si è trattato di imparare qualcosa.
Eppure avrei la possibilità di esercitarmi, ho amici che mi accolgono sempre a braccia aperte e non biasimano i miei tentativi goffi ed impacciati nel ‘parlare’.
Anzi, tutte le persone che conosco e con le quali approccio uno scambio di battute nella loro lingua, sono sempre entusiasti, seppur delle mie rituali frasi.
Sembra quasi che per un ceko sia un onore che uno straniero, un italiano, provi a parlare, o forse dovrei dire storpiare le loro parole.
Ridono educatamente davanti agli evidenti errori e limiti, profondendo riconoscenza per quegli sforzi, ormai nemmeno tanto ardui, visto che da sei anni dico sempre le stesse cose:
Ahoj/Dobry den, jak se mas/jak se mate? Ciao/Buon giorno, come stai/sta?

Non si aspettano che qualcuno provi ad interagire con loro usando i loro codici, storicamente il ceko è sempre stato stroncato dagli austriaci, poi dai russi, ora dai nuovi padroni, le potenze ‘ricche’ e capitaliste dell’occidente.

Tra gli amici corre la battuta che qualsiasi cosa mi dicano, io sorrida ed annuisca, con un mugolio tipicamente locale che ho, questo si, assimilato, ‘hhmmhhh’.
Come a dire ‘capisco’ anche se non è affatto cosi’, eppure mi fa piacere ascoltarli, cerco di concentrarmi su una parola per capire il senso di una frase, spesso non ci riesco, eppure sto li.
Una volta un amico, incontrato per strada si fermo’ a parlarmi, in ceko, lui è un tipo simpatico, la faccia mi ispira ed io ero contento di vederlo, per cui sorridevo sinceramente mentre cercava di informarmi che alcuni conoscenti erano stati arrestati per motivi politici.
Io ridevo di una notizia non piacevole...
Nessuno mi ha mai fatto pesare questa mia deficenza, gli amici di Brno, sono sempre i primi a salutarmi, ad offrirmi da bere, a provare a raccontarsi.
Io come un muro di gomma, non faccio filtrare quasi niente e ormai mi rendo conto di soffrirne.

Come aggravante a tutto ciò, oltre agli amici, ho anche la fortuna ed il piacere di ‘passare’ del piacevole tempo con J.
Tutto volge, teoricamente a mio favore.
Ma la realtà è ben diversa e questa città (e la sua gente), seppur restando stabilmente nel mio cuore, da ormai diversi anni, per come mi ha accolto, per come mi regala benessere (ma anche malessere), continua ad essere un’isola che non c’è.
Una metafora della mia voglia di fuggire, di lasciarmi alle spalle il ricordo di una vita che non volevo vivere in italia.
Ora mi chiedo se sarò mai capace di trasformare concretamente i giorni trascorsi, in giorni vissuti.
Se sarò capace di riconoscermi in questa scelta, vivendola appieno, andando oltre questa coltre di fumo che non mi fa vedere nitidamente la realtà.
Perchè ai miei occhi, alle mie orecchie mancano tanti codici, manca la chiave della comprensione delle parole in strada, su un giornale, nelle informazioni, in un cartellone degli avvisi.

Quando riuscirò a leggerli, a decodificare questi segnali, mi sentiro’ a casa, libero di poter giudicare quanto sto vivendo.
Fino ad allora l’alone del turista mi accompagnerà.

Parola del giorno: žáby jíst hmyz – le rane mangiano gli insetti