mercoledì 24 agosto 2011
Meeting italiano
Chi mi conosce e/o mi ha seguito fino ad ora attraverso il blog, potrebbe pensare '...Pedro sta male? è impazzito? com'è possibile che dopo aver lasciato l'italia, perchè stanco degli italiani, ora si preoccupa di organizzare un meeting d'italiano?!'...o qualcosa di questo tipo.
No, non preoccupatevi, il bello di Brno è proprio che tali 'eventi' catalizzano l'attenzione di tutti tranne che degli italiani, che devo dire ultimamente si stanno facendo pericolosamente numerosi, anche qui.
Si sa l'economia del belpaese non va benissimo (eufemismo), lo sanno un po' di persone tranne i politici, che ancora devono decidersi ed accordarsi sui tagli da fare, se alle pensioni, alla scuola, ai benefits sociali, alle ferie e festività...a tutto che interessi e colpisca le persone comuni, insomma tranne che ai loro innegabili sprechi.
Quindi gli italiani qui aumentano, ma non è di questo che voglio parlare.
Ieri sera, come dicevo, ho organizzato questo meeting, mettendomi a disposizione di chi ha voglia di parlare, conversare in italiano, liberamente.
Devo dire che ci avevo già provato in passato, con risultati altalenanti, qualche volta con un discreto numero, qualche volta senza nemmeno un partecipante...
Ormai il peso della nostra cultura va scemando, rimangono in pochi a studiare l'italiano, mentre in passato c'era molto interesse per 'noi'.
I cechi, in generale, apprezzano l'italia per l'arte, i film, la musica classica, per le bellezze storiche e artistiche.
Ieri sera abbiamo raggiunto un discreto numero di persone.
C'era Dariel, un ragazzo cubano, ex collega, che parla spagnolo, portoghese, inglese ed un poco di russo e ceco ed a cui piace parlare anche in italiano
C'era Juande, un simpatico spagnolo, che organizza i meeting nella sua lingua e che oltre all'inglese, parla anche un discreto ceco.
C'era Dorota, una ragazza ceca, appena rientrata in patria, dopo 7 anni vissuti in italia, vicino terni.
C'era Eva, una slovacca che ha studiato a venezia e poi è vissuta a vicenza per quasi 11 anni, facendosi una famiglia, con figli, finchè ha deciso di rientrare a casa.
C'era Olga, una simpatica sessantenne, innamorata di Napoli, dove ha degli amici che parlano solo italiano e quindi lei a 60 anni, dopo aver imparato il russo a scuola, il tedesco per lavoro, l'inglese per la sua passione per i viaggi, ora si diletta ad imparare l'italiano, da autodidatta.
C'erano Hana e Ivana, che partecipavano già ai precedenti meeting, la prima innamorata della musica classica che la vede andare all'arena di verona per i concerti, appena puo', l'altra che lavora con un team d'italiani e cerca di perfezionare la sua conversazione.
C'era un ragazzo messicano, di cui non ricordo il nome, venuto a Brno per studiare veterinaria, ma accortosi che il ceco richiesto è ad un livello troppo alto per poter esercitare la professione ed ora sta cercando un lavoro.
Per finire c'era anche Antonio, italiano questa volta, che anche in passato ha aiutato e presenziato a questi meeting.
Insomma non una di quelle serate che potrebbero organizzarsi a dublino o londra, piene di italioti in cerca di una carriera, o in germania e austria a rimpiangere la soppressata e toto cutugno, parlando di com'è bello il sole italiano e come si mangia bene solo da noi.
Nella calura cittadina che finalmente è arrivata a Brno e ci ha fatto sentire un poco piu' vicini all'italia ma ancora felici di essere qui, tra boccali di birra fresca, musica dal vivo e teatro sperimentale nella stanza accanto alla nostra.
Basta poco per essere felici e trascorrere una serata in compagnia.
venerdì 19 agosto 2011
Ecco come si fa
Come si fa
Anche l’amore nel tempo precario/ è diventato una cosa per vecchi,/ un privilegio di anziani amanti/ che hanno del tempo da dedicarsi/ Noi eredi di un secolo feroce/ che rispettava soltanto il futuro,/ siamo il futuro promesso,/ l’ultimo forse però, perché il profitto/ non rispetta né il domani né l’adesso.
Il patto è stato cancellato/ perché la regola non vale nulla/ quando non c’è la forza per imporla./ Ora ciascuno è privato,/ e solitario elabora segnali/ sullo schermo mutevole che irradia/ intima luce ipnotica. Riceve/ ordini telefonici, e risponde/ con voce allegra perché non è concesso/ ch’altri conosca l’intima afflizione/ che ci opprime./ Talvolta sul contratto di assunzione/ è compresa una norma che ti impegna/ a non suicidarti./ Questo non ferma certo l’espansione/ dell’esercito immenso di coloro/ che levano la mano su se stessi./
Nel solo mese di maggio/ all’azienda trasporti di Bologna/ si sono uccisi tre lavoratori./ Dieci anni fa erano tremila/ i conducenti degli autobus cittadini,/ oggi sono soltanto milleduecento/ e il traffico non è certo meno intenso./ Alle officine Foxsson/ si danno fuoco giovani operai./ A migliaia s’immolano/ i contadini indiani,/ alla Telecom France/ si ammazzano a decine per il mobbing./ In molte fabbriche italiane/ minacciano di buttarsi giù dal tetto./ E’ un sistema perfetto/ razionale, efficiente, produttivo./ Chi s’ammazza è un cattivo/ cittadino che non ha capito bene/ come funziona il nuovo ordinamento./ Devi essere contento,/ partecipi allo sforzo collettivo/ che rilancia la crescita e impedisce/ che il deficit sorpassi il tre per cento.
Brucia ragazzo brucia/ brucia la banca centrale/ e quella periferica./ A poco servirà, purtroppo/ Perché i numeri che ti rovinano l’esistenza/ Non sono conservati in nessuna banca,/ neppure in quella centrale./ Vagano nell’infosfera/ E nessuno li può cancellare./ I nemici nascosti sono numeri/ Null’altro che astratte funzioni,/ integrali, algoritmi e deduzioni/ della scienza economica./ Ma come puoi chiamare scienza/ questo sapere che non sa niente/ questo assurdo sistema di assiomi/ di tecniche che spengono la vita/ per non uscire dalle previsioni/ di spesa?/ Non è una scienza, è una superstizione/ che trasforma le cose in astrazione/ la ricchezza in miseria/ e il tempo in ossessione./
Meglio andarsene di qui, ecco come si fa./ Meglio lasciare vuoto/ il luogo dell’obbedienza e del sacrificio./ Meglio dir grazie no a chi ti propone/ sopravvivenza in cambio di lavoro./ Impariamo a essere asceti/ che non rinunciano al piacere né alla ricchezza/ ma conoscono il piacere e la ricchezza/ e perciò non li cercano al mercato./ Come gli uccelli nel cielo/ e come i gigli nei campi/ non abbiamo bisogno di lavoro/ né di salario, ma di acqua e di carezze,/ di aria, di pane, e dell’infinita ricchezza/ che nasce dall’intelligenza collettiva/ quando è al nostro servizio, non al servizio/ dell’ignoranza economica.
Se vuoi sapere come si fa/ io posso dirti soltanto/ quello che abbiamo imparato dall’esperienza./ Non obbedire a chi vuole la tua vita/ per farne carcassa di tempo vuoto./ Se devi vendere il tempo in cambio di danaro/ sappi che non c’è somma di danaro/ che valga il tuo tempo./
E’ comprensibile che qualcuno pensi/ Che solo con la violenza/ Possiamo avere indietro/ Quello che ci han sottratto./ Invece non è così,/ - dispongono di armate professionali/ che la gara della violenza la vincerebbero/ in pochi istanti./ Quel che puoi fare è sottrargli il tempo della tua vita./ Occorre diventare ciechi e sordi e muti/ quando il potere ti chiede/ di vedere ascoltare e parlare./
L’esodo inizia adesso/ andiamocene via/ ciascuno col suo mezzo di trasporto./ Meglio morto/ che schiavo dell’astratto padrone/ che non conosce/ dolore né sentimento né ragione./ Ma meglio ancora vivo/ senza pagare né il mutuo né l’affitto./ Quel che ci occorre non è nostro/ se non nel breve tempo di un tragitto./ Quando arrivi parcheggi,/ lasci le chiavi e lo sportello aperto/ per qualcun altro che deve spostarsi/ nella città, sui monti o nel deserto./
Ecco come si fa./ Si smette di lavorare/ ché di lavoro non ce n’è più bisogno./ Occorre svegliarsi dal sogno/ malato della crescita infinita/ per veder chiaramente/ che c’è una bolla immensa di lavoro inutile/ che si gonfia col nostro tempo./ Inventiamo una vita che non pesa,/ Che non costa./ Una vita leggera./
E poi sai che ti dico?/ Non ti preoccupare del tuo futuro/ Che tanto non ce l’hai. E’ tutto destinato/ A pagare l’immenso debito accumulato/ Per ripianare il debito delle banche./ Il futuro di cui parlano gli esperti/ è sempre più tetro ogni giorno/ che passa. E’ meglio che diserti/ e comunichi intorno/ il lento piacere dell’essere altrove./ Ecco come si fa.
venerdì 12 agosto 2011
Italianiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!
Zombie, morti viventi, nella vita, davanti alla televisione, ai media, scatole vuote che assorbono tutto quello che dall'alto viene gettato su di loro, riempiendoli di propaganda e notizie manipolate.
Trovare un italiano LIBERO, capace di pensare con la propria testa?
Come trovare un ago in un pagliaio.
Nei giorni della crisi, è divenuta moda scandalizzarsi, indignarsi come hanno fatto gli spagnoli, ma solo a parole.
L'italiano raramente fa seguire i fatti alle parole e mentre in spagna si sono impossessati delle piazze, venendo sfollati dopo decine di giorni dai servi del potere, in italia si fa la voce grossa seduti sulla sedia e sulla poltrona, in rete.
Oggi si scopre che esiste la 'casta'...oggi, mentre per i precedenti 50-60 anni, cosa si stava facendo?
Nemmeno un film popolare come quello di Toto', 'onorevoli', visto da tutti, avrebbe creato un sospetto nella testa di qualcuno?
Possibile!!!???
Oggi ci si scandalizza degli stipendi di deputati e senatori, dei costi, dei loro benefici e si alzano i pugni al cielo...
Oggi si piangono lacrime di coccodrillo perchè si apprende che i senatori pranzano con pochi spiccioli...
Oggi!
Eppure nemmeno 2 mesi fa, si invitava ad andare a votare i sindaci, i referendum...decisi dagli stessi politici, gli stessi membri della casta!
Qualcuno festeggiava in piazza per la vittoria di tizio o di caio, manco si fosse vinta una rivoluzione.
CAPRONI che non siete altro!
La vostra indignazione è semplicemente frutto d'invidia.
Molti che vanno a votare sono consapevoli di quello che fanno, di chi votano e perchè lo votano.
Per fanatismo qualcuno, ma la maggiorparte della gente in quel voto ci vede un possibile tornaconto, da poter girare a proprio vantaggio, per chiedere un favore, per entrare da uno spiraglio.
Questi politici vi meritate, perchè vi rappresentano perfettamente!
Siete voi che li avete messi in quel posto ed ora la casta vi ripaga, mettendovelo a 'quel posto'.
Italiani, che strano popolo che siamo, campioni mondiali nella lamentela, nel salire sul carro del vincitore, nel voltar bandiera, tutti fascisti e tutti partigiani, all'evenienza.
Io non sono da meno, non sto facendo una morale perbenista, mi ci metto anche io nel calderone, pur sapendo di aver la coscienza politica pulita.
La mia scheda elettorale è SEMPRE rimasta intatta, ma oggi conta poco, siamo tutti sulla stessa barca che sta affondando inesorabilmente, mentre io, come voi, mi indigno mentre sto seduto sulla sedia...
Faccio solo un piccolo sforzo e riporto alcune parole di Toto':
"...Se io vi dicessi che una volta eletto farei costruire scuole, strade, acquedotti, case...voi mi credereste???...e allora sapete cosa vi dico? che siete degli ingenui, dei fessacchiotti, dei deficenti, degli incoscenti!!!! perche' questi 'signori' appena saranno eletti poseranno i loro sporchi deretani alla camera...penseranno soltano ai loro sporchi affari, vi faranno fessi, perchè sono PAPPONI!!!!!"
martedì 9 agosto 2011
...e io vado VIA!
Questo weekend lascio la città, vado via da Brno!
...
Forse qualcuno saprà che nei prossimi giorni il circuito di Brno ospita il gp (volutamente in piccolo) di motociclismo.
Come ogni anno quasi tutti gli abitanti di Brno vengono colti dalla stessa domanda: 'Dove trascorreremo questo weekend?'
Sicuramente non in città, presa d'assalto da orde di motomaniaci che in serata diventano anche maniaci sessuali, a caccia di prede, inebriati dalla velocità e dall'alcool.
Come sempre accade quando al termine turismo si associa un significato negativo, ci sono di mezzo gli italiani, che arrivano in nutrito numero.
Ma ad essere sincero, la palma di peggior elemento spetta al tipico tetesko, baffo biondo, boccale di birra da una parte e hot-dog dall'altro.
Tutta questa gentaglia, dicono che sia un grosso business per la città.
Sicuramente per ristoranti, hotel e locali, lo è.
Sicuramente per i night club, lo è.
Ah! è vero, i night club!
Non ne ho mai parlato, eppure se vado a leggere le statistiche del blog, scopro che una delle parole di ricerca che indirizza al blog è 'bordelli brno' !!!!!!!!!!???????????
Non sono un esperto d'informatica e non riesco a capirne il motivo.
Comunque, la città nei prossimi giorni si riempirà di centauri in sgargianti tute di pelle di ogni colore e forma.
Quest'anno gli dice anche bene, l'estate non è mai arrivata, non pervenuta, ma gli anni scorsi a vederli in giro, le prime avanguardie, avevo un misto di compassione e sgomento.
Non oso pensare quali sconosciute specie di funghi e licheni si possano formare al contatto tra la pelle umana sudata e la pelle (sintetica) di queste tute iperattillate.
I miei preparativi procedono abbastanza speditamente, a meno di grossi imprevisti, andrò nella dolce regione della vysocina.
Colline e laghetti, foreste e boschi, a rilassarmi un poco.
Speriamo qualcuno avvisi il sole che siamo a metà agosto e che sarebbe il caso di venire a fare una visita anche da queste parti!
martedì 2 agosto 2011
'B' holiday - part 2
...
Giorno 6, Giovedi.
in mattinata decidiamo di raggiungere in barca l'isoletta che sta proprio di fronte a budva e viene chiamata 'hawaii'.
Ecco, io non sono mai stato alle hawaii e forse mai ci andro' ma mi immagino sia qualcosa di diverso da spiaggiette di dimensioni liguri di sassi di fianco al molo dove attracca la barchetta che ci accompagna li.
Il costo è di 3€ and-rit, partenza dalla spiaggia di budva (e viceversa) ogni 30 minuti.
Appena arrivati, da buoni sportivi ci avventuriamo in una spedizione su un puntone di roccia dove si ammira la vista della città e della parte sud dell'isola.

Sarei tentato a tuffarmi da questi 5-6 mt, ma desisto.

Ci spostiamo in una zona tranquilla, dove si accede al mare senza bisogno di un corso da fachiri.
Appena arriviamo ci accorgiamo di disturbare l'unica signora presente che stava prendendo il sole in topless, coprendosi.
La mentalità balcanica non è molto aperta in questo, difficile vedere in spiaggia solo 1 pezzo di costume, anche se poi nelle discoteche le tante cubiste si vestono in maniera succinta e provocante.
L'influenza della religione ortodossa si sente e come, pare di essere in italia, tanta ipocrisia, si fa ma non si dice...
Molti, anche giovani, indossano le tipiche catenine con la croce ortodossa, anche negozi specializzati vicino il lungomare, qualcuno con tatuaggi a sfondo religioso, soprattutto i serbi sono fanatici e molto credenti-praticanti.
Chiusa la parentesi sociologica da pane e salame, la permanenza sull'isola è gradevole, facciamo conoscenza con un polacco, tifoso di una squadra che non ricordo con piacevole chiacchierata.
Nel primo pomeriggio decidiamo di fare ritorno in centro, per mangiare qualcosa.
Verso le 17 faccio un massaggio rilassante, in spiaggia, sono molti che offrono questo servizio.
30 minuti per 15€
In serata decidiamo di visitare una cittadina a sud, Petrovac, ad una ventina di km di distanza, non sappiamo cosa ci aspetta, prendiamo il bus che con 2€ in 20 minuti ci porta a destinazione dove scopriamo non esserci niente di particolare, se non la pioggia, giro sul lungomare per trovare un ristorante, la località è per famiglie, pochi divertimenti.
Da notare che le due ragazze conosciute sull'aereo sono nella nostra stessa struttura turistica, al piano di sotto, secondo me le due sorelle meriterebbero una conoscenza approfondita, ma Spud decide che solo la piu' giovane merita (in effetti la biondina raggiunge il 7 in pagella), mentre la 'vecchia' (in effetti aveva piu' capelli bianchi di me) no, quindi per non litigarcela, lasciamo stare.
Anche perchè le due trascorrono i 7 giorni di vacanza nella piscina di 7 metri quadri dell'hotel, con acqua dal colore grigio topo.
Quella sera eravamo stati invitati a bere qualcosa con loro...al bar dell'hotel...!!!!
Va da se' che abbiamo preferito rifiutare e provare ad esplorare la zona.
Dopo un pranzo senza infamie e senza lode, almeno per me (mentre Spud si gusta il suo mezzo kilo di carne alla brace), antipasto funghi alla brace con del buon formaggio locale, primo risotto ai frutti di mare che è palesemente di quelli preparati in buste congelate e con una buona birra alla spina, spendiamo in totale una 30ina di €
Visto che non c'è niente da fare rientriamo in bus, una volta a budva percorriamo la solita strada ultrapiena di gente, giovani bellezze, famiglie fino alla meta che tanto desideravamo!!!!
"Diskoteka...Kairos...Budva...Festa granda"
Si trattava di un annuncio che avevamo sentito qualche giorno prima lanciato attraverso un megafono mentre eravamo in spiaggia.
Entriamo entusiasti veniamo accolti da un 'buttadentro' che ci prepara subito un tavolo e dalla cameriera che corre a prendere l'ordinazione, io chiedo un cocktail 'capricozza' e non vengo capito, inizio ad aggregarmi ad un altro tavolo dove ci sono ragazzi che ascoltano l'esibizione di un gruppo di cantanti alla ribalta, qualcosa come quei 'fenomeni' che escono da programmi culto, tipo 'ami.i'.
Chiaramente il genere che spopola è il turbo-folk, qualcosa che paragonerei al genere neo-melodico napoletano.
Guadagniamo l'uscita e scopriamo che non era 'festa granda' ma zvezda granda (grande stella), a spiegarci come funziona sono un gruppo di serbi che incontriamo e ci accompagna al centro.
Di cosa si parla con un serbo?
Di calcio!
'Zvezda o partizan?' questa è la domanda da fare, chiaramente per me ogni sostenitore della stella rossa è un fratello.
Noto come Napoli ed il sud italia venga molto apprezzato, in effetti lo spirito balkano è molto simile a quello tradizionale meridionale.
Voglia di festa, socializzare, scarsa propensione alle istituzioni, alle regole.
Giorno 7, venerdi.
Mattina di pioggia, cielo coperto, solo verso la tarda mattinata migliora e ci catapultiamo alla spiaggia di becici, 2 km distante da budva, ovviamente a piedi ed ovviamente scegliamo la strada trafficata, respirando a pieni polmoni i gas di scarico, quanto mi ricordano milano...
La spiaggia è carina, grande abbastanza, lunga, ben gestita, poco confusionaria.
Non riuscendo a star fermo, dopo una nuotata e due lanci di friesbie, si va a vedere dove finisce la spiaggia, percorrendo almeno altri 3 km, attraverso un tunnel pedonale si raggiunge un'altra località.

Nel pomeriggio i giovani si fanno vedere in numero consistente, rimpiazzando gli spazi lasciati dalle famiglie.
La musica dei bar è sparata al massimo, in molti di questi lidi si beve e balla.
Noi si rientra in centro, questa volta decidendo di fare la stradina interna, lungo costa, bello il primo tratto, poi entriamo in una zona cantiere, dove grossi scheletri di residence la fanno da padrona.
Non sapendo dove andare seguiamo l'istinto e qualche cartello che indica una spiaggia nelle vicinanze, ma si cammina tra buste di cemento, chiodi, mattoni...finche' non raggiungiamo il percorso pedonale.
Salvi?
Neanche per idea!
Dobbiamo arrampicarci, scavalcare recinti e reti metalliche arrugginite.
Ma si! le cose facili le lasciamo agli altri! :)
Ritorniamo verso il centro, mi merito un burek come premio per l'avventura.
La preparazione per il 'concerto' di david guetta sembra terminata ed è un miracolo vista la propensione al lavoro dei montenegrini, famosi per impiegare il numero piu' alto di persone per fare ogni cosa.
Al bar? uno da da bere, uno prende i soldi e li comunica al 'supervisore' che segna sul libro quanto incassato e venduto.
In cantiere? uno martella e uno controlla.
C'è da spostare qualcosa, da trasportarla? uno lo fa, altri lo guardano.
Nel bus? l'autista guida, una donna passa dai pochi viaggiatori per il biglietto...
In serata si va ad un ristorante, a budva, per provare il mix di carne alla brace, risultato sufficente, niente di piu'.
Stanchi per la lunga camminata, stanchi della solita budva notturna, facciamo un giro nella zona del concerto, pieno di gente che da fuori ascolta la musica, verso l'una rientriamo in camera, sveglia in tre ore, alle 4.40 autobus per podgorica.
Fine della vacanza :(
In breve:
Budva non vale la pena di essere visitata per piu' di 2 giorni, il mare e la spiaggia non meritano, c'è tanta confusione, locali strapieni, tante auto in giro ed aria che non è delle migliori.
Il montenegro merita una visita, girandolo, la costa è bella, scenografica per la presenza di massicce montagne a picco, tanta vegetazione, ma a livello di mare non regge il confronto con la vicina croazia o il dirimpettaio basso adriatico italiano (salento).
Divertimenti per chi ama il casino.
Per fortuna a luglio pochissimi italiani ma ad agosto ci è stato detto che arrivano le solite vagonate di connazionali, non so come si integrino e non voglio giudicare cosa non ho visto.
Ragazze, russe e serbe, bellissime, non saprei dire quanto amichevoli, sicuramente non le russe.
Costi:
- per mangiare in ristorante si spende relativamente poco ma anche la qualità non raggiunge le aspettative, mentre per uno spuntino ai vari baracchini si mangia bene e si spende poco;
- negozi alimentari e supermercati abbastanza cari, consiglio il mercato della verdura e frutta;
- divertimento, ingressi spesso gratuiti nei locali, ma le bevande si pagano abbastanza (forse sono abituato troppo bene in cechia), pochi bevono molto per questo
domenica 31 luglio 2011
The 'B' holiday: Budva, Balkan, Burek, Beer, Beaches
Intanto vi comunico che a Brno ci sono qualcosa come 20 gradi, il cielo è coperto, grigio e ieri pioveva.
Dove ca..o è finita la teoria del 'global warming'?????!!!!!
Aggiungo che come da tradizione fantozziana la nuvoletta ci (sono andato in vacanza con il buon Spud) ha coompagnato anche in vacanza, in montenegro, dove su 7 giorni solo 2 di questi non ha piovuto...'tacci sui'!!!
Discorsi alla giuliacci a parte, eccomi a raccontarvi come, ho trascorso questa settimana di meritatissimo riposo.
Comincio col dire che essendo un amante dei balkani e della sua gente, avevamo deciso fin da subito di andare in montenegro, ma poi, avendo conosciuto una ragazza che ora lavora a creta, avevamo cambiato piani.
Per una serie di avvicendamenti, calcoli astrali con luna in ariete, congetture, crisi finanziarie, la supercazzola et varie, il destino ha voluto farci prenotare una vacanza a Budva, la capitale turistica del piccolo stato montenegrino.
Vi tralascio le difficoltà burocratiche con le agenzie ceche, i problemi di natura tecnica incontrati (farò un post a parte per il mio ritorno in aereo, che non è avvenuto...) ed inizio:
Giorno 1, sabato mattina.
Doveva essere una vacanza all'insegna degli eccessi, volevo fare pazzie (sulla scia del weekend a krakow) e cose che non faccio quotidianamente.
All'arrivo all'aeroporto di Brno, verso le 10, ho iniziato a bere birra per 'riscaldarmi'.
Brno credo sia l'unico posto al mondo dove si possa bere ottima birra, alla spina, al bar dell'aeroporto, per 35 czk, meno di 1,5€.
In attesa del volo da praga dove avrei trovato Spud, per podgorica, ne ingurgito due mentre osservo il tiepido cielo ceco.
Al duty free compro altre 2 lattine di starobrno ed una bottiglia da 1 L di vodka ed una volta entrato e sedutomi di fianco al compagno di viaggio, brindiamo al decollo ed alla vacanza, attirando gli sguardi dei restanti passeggeri cechi.
Dietro di noi ci sono due ragazze ed inizio a 'pasturare', invitandole a bere con noi ma guadagno solo qualche sorriso, di fianco c'è un buon padre di famiglia che ci guarda divertito fino a quando Spud decide di versargli della vodka sui pantaloni facendolo risentire non poco.
All'arrivo a podgorica si sale sul bus, direzione mare.
Ad accoglierci un'inaspettata pioggia che diventa tempesta tropicale quando scendiamo dal bus per farci 300 metri fino all'hotel.
Non perdendo entusiasmo improvviso dei cori da stadio mentre ci inzuppiamo da capo a piedi.
La prima cosa che facciamo, una volta arrivati è cercare qualcosa da mettere sotto i denti, sono le 16 circa.
Come in un miraggio nel deserto, vedo una 'pekara'-panificio e ricordando lo squisito burek che mangiavo a Belgrado, lo propongo come soluzione al nostro problema, risultato: OTTIMO!
Facciamo il bis ed io per il resto della vacanza mangerò almeno una volta al giorno questa specialità, inaugurando questa tradizione.
Intanto il sole inizia a fare capolino e ci dirigiamo verso il centro storico, un antico borgo marinaro, molto grazioso se non fosse per il deturpamento generato dai milioni di negozietti con relative insegne che distruggono il bello stile medioevale delle mura e delle casette.
In serata ritorniamo verso il centro, seguiamo il consiglio di alcune ragazze serbe-bosniache che ci dicono di:
-andare alla spiaggia di jaz, per il miglior mare
-andare al 'trocadero', per la miglior discoteca-locale
Il primo consiglio lo rimandiamo alla seguente giornata, provando subito un pò di night-life, per cui Budva è tanto famosa, essendo paragonabile ad una rimini locale.
In effetti il mare e la spiaggia cittadina fanno ca.are, ricordando la triste liguria, dove in un fazzoletto e metro quadro si ritrovano decine di persone.
Sul lungo mare, oltre agli yaght dei miliardari in bella mostra, ci sono ogni tipo di ristorante, pizzerie che offrono la speciale pizza 'capricozza' (diventerà un tormentone per me ordinare una capricozza, ovunque) bar e locali aperti dove la musica è letteralmente sparata ad altissimi decibel, credo che chi ci lavori perda l'udito molto velocemente.
Gli ingressi sono gratuiti, ma le bevande sono abbastanza care, per essere in montenegro.
Beviamo un paio di drinks ed ammiriamo le ragazze.
Sono tutte BELLISSIME!
Russe e serbe, le donne più belle d'europa concentrate in una cittadina.
Davvero difficile focalizzarsi su una sola, ogni secondo ne passa un'altra piu' bella.
La musica del trocadero è balcanica, serba, la popolarissima turbo-folk.
Tutti ballano e cantano, atmosfera unica, ma che mi stanca dopo una mezz'oretta.
La prima notte si conclude con un lauto pasto in uno dei tanti fast-food che offrono ottimo gyros, hamburger ed ogni tipo di carne alla brace.
Da provare!
Carne vera, non plastificata ed artificiale come siamo abituati a comprare, faccio uno strappo alla mia dieta 'vegetariana'.
Giorno 2, domenica.
Colazione in terrazza e pronti per seguire il consiglio delle ragazze, direzione Jaz, distante 2 km, secondo la mappa che abbiamo recuperato.
Chiaramente decidiamo di andarci a piedi.
Dopo aver camminato fuori dalla città per alcuni minuti incrociamo due turisti a cui chiediamo informazioni, sono russi e l'unica cosa che ci dicono è 'tunnel'.
Quando noi diciamo se dobbiamo girare s sinistra 'do leva' loro ci fanno capire che dobbiamo fare ancora altra strada...ed hanno ragione!
Ci tocca entrare in un tunnel con le auto che sfrecciano alla nostra destra e proseguire per molti, molti km...altro che 2!
La strada è trafficata, senza marciapiede, tutta curve, ci rendiamo conto della boiata fatta ma non vogliamo tornare indietro, finalmente arriviamo a Jaz verso le 1030, almeno 1h e 30 minuti dopo la nostra partenza.
Il posto è carino ma niente di speciale.
Trascorriamo un paio d'ore a goderci il sole e poi cerchiamo qualcosa da mangiare, per Spud è il solito hamburger, senza verdure, per me un gelato per placare la fame, vorrei qualcosa di buono al rientro in città, il burek al formaggio è diventato già il mio amore estivo.
Non mi astengo però dal bere l'ottima Jelen pivo, birra che avevo già gustato a belgrado.
Il sole diventa alto e caldo, dopo qualche ora in spiaggia, qualche tuffo dalle rocce e dopo aver danneggiato i nostri piedi camminando sui ciottoli in una passeggiata nei dintorni, decidiamo di rientrare alla base.
Questa volta proviamo a fare autostop, ma visto lo scarso successo, arriviamo al compromesso di un taxi, che con 5€ ci riporta vicino la mia pekara.
In effetti ci sarebbero stati anche i bus, ma a seguito di un'incomprensione con un ragazzo a cui abbiamo chiesto l'ora, scopriamo che i serbi hanno 1 ora avanti (ed i russi 2), non volendo cambiare le usanze e nemmeno spostare le lancette indietro all'ora locale, ci causa qualche problema organizzativo-logistico.
Dopo una sana pennica, in serata, sul balcone-terrazza facciamo conoscenza con le nostre vicine, tre ragazze ceche.
Come rompere il ghiaccio con le ragazze ceche?
Alcool!
Prendo la bottiglia di vodka, mi avvicino mentre sono sedute e la sventolo con un sorriso complice.
In un minuto la tavola si imbandisce di bicchieri da riempire.
Le tre sono di ostrava, iniziamo a parlare ma sorge il primo problema, non parlano inglese ma solo tedesco, quindi tocca noi fare lo sforzo con il nostro ceco.
Risultato finale?
Dopo aver finito 1 L di vodka, qualche birra e della bekerovka, decidiamo di uscire ed andare in centro, oltre ad aver pattuito una serata italiana, con cena, per il giorno seguente.
Non male, una di loro è molto graziosa, piace ad entrambi, ci toccherà litigare per provare a conquistarla?
La serata prosegue nel piccolo luna park sul lungomare, dove le ragazze si 'divertono' così...
Purtroppo devo dire che non avevo mai visto tanto ammasso di luci, suoni, bancarelle, venditori...nel modo più kitch possibile.
Budva non mi è piaciuta, troppo casino, troppo turistica nel senso negativo del termine, mare non bello, spiaggie troppo affollate e piccole.
Ritorniamo in camera un pò delusi e stanchi dall'infinita camminata della mattina e dal tanto alcool della serata.
Giorno 3, lunedi'.
Il tempo non è dei migliori, un sms (servizio gratuito della compagnia di telefonia locale) ci avvisa che oggi pioverà.
Non andando al mare inizio a fare qualche foto di Budva.
-Spiaggia 'ligure'

-Veduta del borgo antico, con in primo piano uno dei ragazzi più belli che abbiamo incontrato :)

-Spud di spalle verso la spiaggietta di mogren

-Mogren plaza

Facciamo appena in tempo a rientrare verso il centro e trovare riparo in un ristorante quando l'ennesimo diluvio universale ci ricorda che la nuvoletta fantozziana è sempre con noi.
Mai provata la sensazione di sentire la pioggia che si avvicina così rumorosamente!
Sarà che siamo al riparo in un ristorante, sarà che sono le 13 passate, sarà che piove come nemmeno noè aveva visto, sarà che non abbiamo altro da fare, sarà che ci viene fame e decidiamo di provarlo questo ristorante!
Peccato che io ero uscito senza maglietta (per me in estate, in vacanza, andrebbero abolite) ed essendo un posto con un minimo di decoro, mi fanno capire che non sono benvenuto.
La temperatura si è abbassta di brutto, ho fame, ma devo rientrare in camera a coprirmi.
Fatto pace con la maglietta ed il clima che decide di fare un break, convinco Spud che il burek sarebbe l'ideale, anche stavolta :)
Ritorniamo in camera ed organizziamo la cena per la serata, facendo un pò di spesa, pasta, tonno, passata di pomodori, del formaggio, pomodori locali, olive.
Io preparo un antipasto 'italiano': piatto scenografico con pomodori tagliati ai bordi, formaggio ovino bianco ed al centro le olive verdi, come lo scudetto della coppa italia.
Mai stato più nazionalista di così! :)
Spud si occupa della pasta, che per un problema tecnico, non avendo lo scolapasta, finisce ovunue tranne che nella padella...
La cena va abbastanza bene, le ragazze portano del vino bianco, incassiamo i complimenti per i piatti, ma la difficoltà a comunicare si fa sentire e la conoscenza reciproca non decolla.
In questo modo evitiamo di dover arrivare ad un duello rusticano per la ragazza contesa e Spud puo' ancora raccontare qualcosa della vacanza ;)
Nessuno dei due ci prova e praticamente la conoscenza con le tre, nei giorni a seguire si stabilizza in un cordiale rapporto di vicinato.
Buongiorno, buonasera.
Giorno 4, martedi
Il sole ci da il buongiorno e sappiamo di dover cogliere l'occasione.
Ritorniamo alla spiaggia mogren che avevamo visitato il giorno prima ma che, causa maltempo, non avevamo vissuto appieno.
Sono appena le 10 ma già è piena di gente, essendo piccola, graziosa e vicina alla città, tutti vogliono trascorrerci la giornata di mare.
Troviamo un buon posto libero ed assistiamo a quello che verrà ricordato come il primo furto di pedalò a cui ho mai assistito.
Due ragazze ceche, pagano 5€ per fare i canonici 30 minuti, caricano i loro averi sul pattino e vanno via, senza fare più ritorno.
Mitiche!
Noi invece ci avventuriamo su una vicina roccia a picco sul mare, dove riesco a fotografare il solito bellissimo ragazzo :)

Ammiriamo il panorama ed il mare circostante, per concludere il tutto decido di tuffarmi e ritornare a nuoto.
Giornata di mare e sole, finalmente e fino al primo pomeriggio ce la godiamo tutta, decidendo di ritornare all'appartamento, solo quando la fame chiama disperatamente.
Dopo 3 giorni di burek, preferisco visitare il mercato della frutta e verdura, dove ho una incomprensibile conversazione con una signora sulla sessantina, lei parla montenegrino, io napoletano e ci capiamo, oppure no, ma torno a casa con pomodori locali profumatissimi e gustosissimi, un melone giallo ed un paio di bellissime pagnotte.
Pane e pomodoro e quello che ci vuole per un sano pranzo, alle 16!
Il cielo torna a farsi coperto e qualche goccia a cadere, mentre noi facciamo un riposino defaticante.
In serata usciamo e decidiamo di prenotare un escursione al fiordo di kotor, l'unico fiordo nel mediterraneo.
Con 20€ si fa un giro in barca lungo quasi tutta la costa nord del paese, entrando poi nel fiordo, rientro in autobus da una cittadina ad una 30ina di km da Budva.
Giro in centro, ad ammirare le bellezze, ma senza fare molto tardi visto che il mattino dopo dobbiamo svegliarci presto.
Giorno 5, mercoledi ore 7
Che mazzata!
Svegliarsi al suono della sveglia pure in vacanza è un incubo, ma per fortuna c'è il sole e ci aspetta la giornata che rimarrà nella memoria, come simbolo della vacanza.
Eppure era iniziata male, alle 8, alla fermata del bus non c'è nessuno e quando finalmente arriva l'organizzatore, ci porta all'imbarcazione e ci informa che partiremo alle 930, 1 ora e mezza dopo l'orario concordato, ma soprattutto 90 minuti di sonno in meno! Son of a b.tch!
Trascorriamo il tempo facendo qualche foto e chiacchiera

Fino a quando non incontriamo il nostro eroe dell'anno 2011.
Un mito!
Davanti a noi si sono seduti in 7-8 persone, al tavolo poggiano diverse buste di plastica e bottiglie, ma soprattutto notiamo come a tenere banco sia questo uomo, che non è solo un uomo, ha la stoffa del leader, conduce la conversazione, impartisce ordini e riceve rispetto.
Ad un certo punto si gira verso di noi e ci offre delle birre, noi rifiutiamo, sono le 9 del mattino, in fondo siamo bravi ragazzi, salutisti...ma quando ci sventola la bottiglia di vodka ukraina, non riusciamo a dire di no!
Lo conquistiamo in questo modo, rifiutando la birra ed accettando la vodka, da uomini veri, con i quali lui è abituato a trattare.
Beviamo a canna, poi dopo qualche minuto ci viene offerto un bicchiere a testa, inizia la danza...
Spud non regge il terzo bicchiere, io continuo, e continuo, finchè la bottiglia finisce e si passa al cognac ukraino.
Ad ogni bicchiere ci viene offerto qualcosa da mangiare, come da tradizione russo-ukraina.
Peperoni, poi pane, poi prosciutto.
Poco prima di arrivare alla prima fermata prevista, una bellissima spiaggia, immortaliamo l'incontro e la formazione dell'affiatato gruppo con una foto ricordo che rimarrà nella storia:

Da sinistra a destra, l'immancabile bellissimo ragazzo, l'oligarca e business man credo cognato del mito, il figlio tredicenne del nostro mito che brinda con noi con birre e LUI, Sergej, il quale decide e proclama ufficialmente che italia, ukraina e montenegro debbano unirsi a formare un solo paese, una sola famiglia.
Accettiamo, sentendoci di rappresentare tutti gli italiani, entusiasti.
Nessuno può distruggere questa santa alleanza nata sulla base della vodka ukraina, del sole montenegrino e dell'opportunismo italiano!
Vengo eletto presidente onorario, la capitale viene nominata Lviv, mentre Sergej fa capire che si accontenta di fare il ministro delle finanze, sottolineando il ruolo con una mimica che non lascia adito a fraintendimenti su quanto tenga a questa posizione.
Grazie ad una giovane coppia ukraina, reclutata sul posto, possiamo finalmente tradurre le frasi incomprensibili che fino a quel momento ci stavamo scambiando, ora abbiamo notizie piu' certe e non dobbiamo sforzarci nella nostra fantasia e nello scarnissimo russo 'cechizzato'.
Sergej, quando arriviamo al piccolo attracco, ci lascia con una promessa, comprerà altra vodka...
Con lo stomaco quasi pieno, la testa leggera, ci godiamo lo spettacolo di questa spiaggetta raggiungibile quasi esclusivamente via mare, Zanic (ma non sono sicuro del nome...come non ero sicuro del mio in quello stato d'animo...).

Circondata da montagne rocciose e copiosa vegetazione, con un sottofondo di cicale e grilli, verdi ulivi dai tronchi nerboruti e dalle fantasie intrecciate, mi lascio rinfrescare dal mare, finalmente bellissimo e rapire dalla semplice bellezza del posto, uno spettacolo!
Tempo 1 ora e dobbiamo rientrare sull'imbarcazione per raggiungere la prossima tappa, Hercev novi, una bella cittadina quasi al confine con la croazia.
Al rientro notiamo che Sergej è stato di parola, che la vodka sia con noi!
Per fortuna la nuotata mi ha ridato energie per affrontare un altro giro, ma soprattutto, per fortuna il tragitto verso la seconda meta è breve.
Hercev novi è una bella località marina, mi piace molto, la giriamo per una trentina di minuti, nel centro storico, fino a quando la fame e la voglia di burek non chiama.
Anche qui abbiamo solo 1 ora a disposizione, per poter poi proseguire in barca.
Questa volta il viaggio è lungo e Sergej da il meglio di se, intavolando una discussione altamente filosofica con la coppietta ukraina, intervallando con bicchieri di vodka e sigarette ogni 10 minuti.
Forte del mio ruolo di presidente, vengo coinvolto nella discussione, baciato ed accarezzato.
Io e Spud veniamo finanche imboccati, dopo ogni bicchiere di alcool, prima con del fritto misto, poi con del pane tipo piadina.
Da notare che mi viene anche offerta in dono la sorella di Sergej, che non ha il fidanzato ed a cui piacciono gli italiani, anche se mi viene fatto capire che dovrei riconoscere al ministro delle finanze una percentuale dell'affare :)
Eh si! ormai l'alcool ha preso possesso del buon Sergej, che ora indossa una indecente magliettina in stile retino da pescatore, ma soprattutto ha uno sguardo meno profondo e stabile rispetto alla mattinata.
Devo aggiungere, per dovere di cronaca, che i nostri assaggi di vodka sono diventati sempre più radi, mentre il nostro eroe ha continuato a bere vino, birra e quant'altro.
Quando raggiungiamo una piccolissima isola come penultima tappa, siamo quasi contenti di allontanarci dall'uomo che stava lasciando il passo all'ubriaco, come questa foto può dimostrare.

Breve sosta nell'isoletta artificiale, dove sorge una chiesetta e ritorno in barca.
La giovane coppia ukraina decide di abbandonarci, Sergej 'cattura' un'altra vittima, un serbo che vive in australia, offrendogli l'ennesima vodka e non ascoltando ragioni e rifiuto dell'offerta.
Si deve bere!
Per farla breve, il mito è completamente ubriaco, bacia la ragazza del serbo, chiamandola amore e cose di questo tipo, mentre vicino a lui c'è la sua seconda moglie, che non apprezza e lo cazzia di brutto.
La giornata si conclude all'arrivo a Kotor, il mito è da solo, il re è stato abbandonato da tutti, i capelli sono spettinati, la faccia stanca e segnata dagli abusi dell'alcool e non combacia con il ruolo di mattatore di poche ore fa, che era rispettato da tutti.
Il mito è l'ultimo a scendere dall'imbarcazione e sulla stretta passarella traballante che credevamo essergli fatale, da un'ultima dimostrazione della sua forza, borbottando qualcosa al personale di bordo, rifiutando l'aiuto offertoglie e scendendo sulla terra ferma, senza non poche difficoltà, come solo pochi sanno esserlo, si piega ma non si spezza.
Kotor è una bella cittadina, frequentata dai turisti delle navi da crociera, il centro storico è circondato da una scenografica muraglia che si arrampica sulla ripida roccia della montagna alle sue spalle (la foto non riesce a riprenderla bene, per cui vi postoanche questo esempio)

Giro nella cittadina e rientro a Budva in autobus, verso le 18.
Escursione che consiglio.
Stanchi ma ben contenti, ritorniamo in camera per una doccia e per uscire nuovamente, ma la solita proposta serale di budva non ci interessa granchè, mangiamo qualcosa, ci lustriamo gli occhi con milioni di belle ragazze e ritorniamo alla base.
...
La seconda parte a breve.