Provo a cambiare rotta.
Nei prossimi post, invece di criticare, fare polemiche o paragoni con le realtà in cui ho precedentemente vissuto, mi limitero’ a raccontare le esperienze vissute al presente (o passato prossimo, visto che scrivo/ero’ su qualcosa già accaduto).
Descrivo i fatti, asetticamente, lasciando agli attuali pochi lettori la volontà di trarre, ognuno, le sue conclusioni.
Provo a mettere in pratica le basilari nozioni di giornalismo ricevute, da autodidatta.
Eh si da piccolo mentre tutti volevano fare calciatori (e capirai, ‘uscire’ con una velina...beati loro!) o astronauti, io sognavo di scrivere...
Il risveglio è stato duro e la realtà è ben lontana dalle speranze, comunque, seppure in questo piccolissimo spazio, provo a dire la mia, conscio dei miei evidenti limiti qualitativi.
Svolgimento:
Io (who), accusando da un paio di settimane un fastidio all’orecchio destro, ripeto fastidio e non dolore (what), Martedi mattina, alle 11, dopo aver fatto prenotare telefonicamente (a J.), il giorno precedente (when), mi sono recato al ‘poliklinica’ di Brno, nei pressi di Konecneho namesti (where), per ricorrere a cure mediche e farmi visitare da uno specialista (why).
Soddisfatta la regola delle 5 W, mi appresto a fornire ulteriori dettagli sull’accaduto.
Arrivato con 10 minuti di anticipo, una volta entrato nell’atrio del policlinico, ho inserito (dietro indicazione di J.) 30czk (poco piu’ di 1€) nell’apposita macchientta automatica per il pagamento del ‘ticket’ ospedaliero.
Nessuna fila, quindi, nessun impiegato allo sportello ad espletare questa pratica amministrativa.
Salendo al terzo piano, mi sono accomodato nella sala d’attesa dello specialista.
Alle 11 è apparsa alla porta l’infermiera (giovane e carina, della quale ho notato il tanga arancione sotto l’uniforme...eh già anche un rispettabile giornalista mancato puo’ contnuare ad essere un inguaribile porco).
Ha raccolto le ricevute dei tickets dei presenti (in totale 3 persone) e le tessere dell’assicurazione medica, che ogni ceko ha.
Dopo un paio di minuti sono stato invitato ad entrare nello studio, il dottore mi ha visitato, con uno strumento (tipo endoscopio) mi ha fatto vedere che non avevo niente in entrambi gli orecchi, se non una leggera infiammazione all’orecchio destro, che gli conferiva un colore rosastro, interno, piu’ marcato, poi ha provato l’udito con altri due macchinari che emettevano suoni a bassa frequenza.
I sintomi da me descritti e gli esiti negativi dei test effettuati non hanno permesso una diagnosi dettagliata.
Il mio inglese claudicante, nello spiegare il mio disturbo e quello altrettanto poco oxfordiano del dottore, che comunque ci ha messo ottima volontà, non hanno agevolato la risoluzione del problema.
Il dottore mi ha prescritto delle pillole per curare il raffreddore che potrebbe aver causato un sedimento di catarro tra il canale di collegamento del naso alle orecchie.
Se non dovessero avere effetto, dovro’ tornare lunedi mattina.
Alle 11.25 ero fuori, alle 11.45 in ufficio (dopo aver acquistato i medicinali), dove ho consegnato una giustificazione firmata dal dottore, che attesta l’avvenuta visita medica e copre la mia assenza temporanea dal lavoro.
Totale spesa per cura: 30 czk per visita, 90 czk per confezione di medicinali
Totale tempo di attesa: da 0 a 5 minuti
Parola del giorno: Nemocny – non sto bene
mercoledì 19 maggio 2010
martedì 18 maggio 2010
United colors of czech republic
Breve post di carattere fotografico, in attesa di trovare l'ispirazione e le parole giuste per un pst sull'educazione scolastica.
Un omaggio ai bei colori della primavera ceka (che ultimamente sembra averci abbandonato), al verde sempre presente, dei boschi, dei prati, delle dolci colline.


Parola del giorno: v pohode!
Un omaggio ai bei colori della primavera ceka (che ultimamente sembra averci abbandonato), al verde sempre presente, dei boschi, dei prati, delle dolci colline.


Parola del giorno: v pohode!
lunedì 10 maggio 2010
Siate maledetti!
Avevo deciso di parlare sempre più spesso di Brno e della rep ceka, di dimenticare l'italia, di lasciarla al suo triste destino.
Faccio un'eccezione, per quanto successo qualche giorno fa.
Il video spiega tutto.
http://www.youtube.com/watch?v=RynNAFx_o9k&feature=player_embedded#
Il video spiega come dei bastardi continuino a dare sfogo alla loro brutalità, coperti dai loro distintivi, gradi ed uniformi, che garantiscono immunità.
Come quella dei parlamentari, dei politici, dei ricchi e dei potenti, uniche personalità, in italia, a poter fare tutto, senza conseguenze, senza pagare.
Ormai la realtà nella republica delle banane è questa.
La gente comune, semplice, da una parte, i vip, i famosi, i ricchi dall'altra.
Le istituzioni schierate con i più forti, talvolta a difesa, talvolta all'attacco e viceversa.
Se da una parte c'è chi ruba, riceve mazzette, specula, falsifica, corrompe...dall'altra c'è un ragazzo pestato e arrestato per...NIENTE!
Guardando il video mi sento inutile, il sangue mi ribolle, vorrei giustizia, ma so che non esiste, che anche quella sta dall'altra parte.
Che non è la mia.
L'unica cosa che posso fare è esprimere sostegno e solidarietà, all'ennesima VITTIMA dell'infame sistema italiano.
Repressivo verso la gente comune, indulgente verso chi 'conta'.
Oppressivo contro gli oppressi, permissivo verso gli influenti.
L'unica speranza è che prima o poi qualcosa cambierà e verrà quel giorno in cui..."pagheranno caro, pagheranno tutto!"
Come dice Semproni..."lo stato è il tuo primo nemico!"
Faccio un'eccezione, per quanto successo qualche giorno fa.
Il video spiega tutto.
http://www.youtube.com/watch?v=RynNAFx_o9k&feature=player_embedded#
Il video spiega come dei bastardi continuino a dare sfogo alla loro brutalità, coperti dai loro distintivi, gradi ed uniformi, che garantiscono immunità.
Come quella dei parlamentari, dei politici, dei ricchi e dei potenti, uniche personalità, in italia, a poter fare tutto, senza conseguenze, senza pagare.
Ormai la realtà nella republica delle banane è questa.
La gente comune, semplice, da una parte, i vip, i famosi, i ricchi dall'altra.
Le istituzioni schierate con i più forti, talvolta a difesa, talvolta all'attacco e viceversa.
Se da una parte c'è chi ruba, riceve mazzette, specula, falsifica, corrompe...dall'altra c'è un ragazzo pestato e arrestato per...NIENTE!
Guardando il video mi sento inutile, il sangue mi ribolle, vorrei giustizia, ma so che non esiste, che anche quella sta dall'altra parte.
Che non è la mia.
L'unica cosa che posso fare è esprimere sostegno e solidarietà, all'ennesima VITTIMA dell'infame sistema italiano.
Repressivo verso la gente comune, indulgente verso chi 'conta'.
Oppressivo contro gli oppressi, permissivo verso gli influenti.
L'unica speranza è che prima o poi qualcosa cambierà e verrà quel giorno in cui..."pagheranno caro, pagheranno tutto!"
Come dice Semproni..."lo stato è il tuo primo nemico!"
domenica 9 maggio 2010
Si parte, in carrozzaaaaaa!

Non so se vi è mai capitato di lasciar organizzare un fine settimana alla vostra ragazza.
Se si ha a che fare con una ragazza ceka, può capitare di doversi svegliare, il sabato mattina alle 7, per prendere un treno storico...
Così, tra uno sguardo al tempo non clemente, con un occhio chiuso ed uno appena aperto, bocca impastata di sonno, dopo una doccia veloce, ci ritroviamo a salire su un treno sbuffante vapore.

Destinazione Lednice, al confine con l'austria.
Il treno storico, ha sedili scomodi, tanta gente ed un simpatico vagone 'pub' dive si può bere birra e vino.
Si sa i ceki senza alcool non possono resistere.
In carrozza i bambini schiamazzano mentre si affacciano dal finestrino, mentre i padri con macchine fotografiche e videocamere, riprendono tutto il viaggio.
Immagino la tortura che dovrà essere rivedere il video della gita.
Per un pò mi godo il bellissimo panorama, verde dei boschi, prati in fiore, lepri selvatiche che corrono libere.
Ad ogni stazione tanta gente aspetta il treno e fa foto, i ceki credo abbiano una discreta passione per le cose antiche.
Il viaggio è trascorso tra il fumo del carbone che ci ha tenuto compagnia, così come una animata discussione sulla situazione greca, con i nostri vicini di scompartimento in religioso silenzio per cercare di capire qualcosa...
Jana ed io siamo fatti così ;)
Arrivati a Lednice, dopo una visita al bel castello con parco, ci siamo concessi un meritato pranzo, in un ristorante del piccolo centro turistico.
Purtroppo essendo direttamente al confine con l'austria, il rapporto qualità prezzo non è stato dei migliori.
Indecisi sul da farsi, visto il tempo incerto e le distanze da coprire a piedi, fatto rifornimento di una 'starobrno', necessaria al mio benessere psicofisico, ci siamo incamminati nel bellissimo parco che circonda il castello.

Passo dopo passo, parola dopo parola...senza quasi accorgercene siamo arrivati ad un altro castello, nel bel mezzo del nulla, dopo aver attraversato una palude popolata di rumorose (e numerose) rane.
Un tuffo nel passato, in sintonia con la giornata

Purtroppo l'ora di tornare alla stazione è arrivata in fretta, consigliandoci di accellerare il passo, seppur ostacolati dai cavalli e dalle carrozze per i turisti.
Una volta sul treno, in perfetto stile ceko, visto che l'organizzazione della giornata non era mia, abbiamo addentato la tipica cotoletta tra due fette di pane e bevuto kofola.
Due 'must' per i viaggiatori ceki, che riescono a divertirsi e godersi la vita con poco.

Parola del giorno: cestovani s historicky vlakem - viaggio con treno storico
venerdì 7 maggio 2010
Se lo dice l'economist...
Chiaramente berlusconi avrebbe qualcosa da ridire...

"The stolid, well-organised Czechs would get on splendidly with their new Dutch neighbours, and vice versa."
"La Repubblica Ceca cambierebbe il posto con il Belgio, finendo vicina ai Paesi Bassi: le due nazioni, a maggioranza protestante, non avrebbero difficoltà ad interagire e andare d'accordo. "
Poi un'altra verità:
"The rest of Italy, from Rome downwards, would separate and join with Sicily to form a new country, officially called the Kingdom of Two Sicilies (but nicknamed Bordello). It could form a currency union with Greece, but nobody else."
Qui merdusconi e la sua cricca di marjuoli, si troverebbe a suo agio.
giovedì 6 maggio 2010
Pensieri sparsi
Avvertenza: la lettura di questo testo è sconsigliata a minori di 16 anni, puo’ nuocere gravemente alla salute (mentale).
Somministrazione: una lettura veloce e distratta, non abusare della dose consigliata.
Controindicazioni: vomito e diarrea potrebbero comparire durante la lettura, nausea e perdita dell’equilibrio (mentale), possono verificarsi anche dopo diverse ore, raramente è capitato che le idee esternate trovino consenso in chi le legge.
Rimedi: commenti svaforevoli ed insulti, alleviano immediatamente i fastidi, in caso di nausea, si consiglia di accendere la tv e/o leggere un quotidiano, per fare il pieno di notizie conformiste; in casi estremi, si consiglia di fare propaganda ed attivismo in un qualsiasi partito politico e votarlo, credendo di aver contribuito al sistema democratico.
Capitolo 1 - Sul tram
Stanco e sovrappensiero, leggendo un libro di Edward Bunker, questa mattina incontro, casualmente, il mio team leader, un ragazzo molto in gamba, con cui scambio quattro chiacchiere volentieri.
Parliamo della grecia ed il suo pensiero in sintesi è questo: per anni hanno falsificato i dati, i lavoratori ricevono in media 3000€ al mese, la 13esima e 14esima, vanno in pensione presto, quindi di cosa si lamentano, perchè dovrebbe ripagare i loro debiti un cittadino della vicina slovakia, che per coprire gli sprechi dei greci (della gente greca), deve indebitarsi?
Rimango in silenzio, mi siedo, una volta arrivati in ufficio capisco che non è colpa sua.
Lui ha letto queste informazioni.
Questo è quanto si passa, la crisi è dovuta ai lavoratori greci che, udite udite...si permettono di ricevere 13esima e 14esima!
Immagino che l’informazione locale faccia leva su questo.
Qui non esiste questo ‘spreco’, si lavora 12 mesi e si prendono 12 stipendi. Stop!
Qui si va in pensione a quasi 70 anni, non capisco come fanno, ma cosi’ è.
Qui entri in un ufficio e trovi una povera anziana, che ne ha le palle piene di lavorare e ti risponde di conseguenza.
Il livello del servizio è allineato alle motivazioni che puo’ avere un lavoratore che rimane per quasi 50 anni a servizio del datore di lavoro...
Nei prossimi mesi mi aspetto volantini con la faccia del pensionato Anastoupulos e la dicitura ‘Wanted – dead or alive’.
E’ colpa sua se la grecia, e l’eu tutta, è in crisi...
Capitolo 2 - In cucina (aziendale)
Dopo le operazioni base che ogni singolo robot, come me, compie ogni mattina: raggiungere la propria scrivania, salutare con sorriso (falso o sincero ad ognuno la libertà) colleghi e capi, appoggiare la giacca sull’apposito sostegno, accendere il pc, cntl+alt+canc, inserire login e password...mi reco nella cucina del piano.
Con la mia tazza del Fc Brno in mano e la bottiglietta d’acqua da riempire.
Incontro un collega, cubano e inizio uno scambio di convenevoli:
P-Hola, que tal (ciao, come va?)
C-hmmm...estoy cansado...estoy trabajando desde las 6 de la manana (hmmm sono stanco, sto lavorando dalle 6 di stamattina)
P-entiendo, el trabajo nunca es bueno! (capisco, il lavoro non è mai bello)
C-pero se ganan dinero... (pero’ si guadagnano i soldi)
P- y que es el dinero se no esta feliz? (cosa sono i soldi se non sei felice)
C- el dinero suelve mucha problema (i soldi risolvono molti problemi)
Lo saluto, lui va via e penso che abbia ragione, esco dalla cucina, percorro il corridoio, ascolto qualche telefonata, guardo i testi delle email (di lavoro) ricevute e mi rendo conto che il denaro è l’unica causa di molti problemi.
Mi scuso per il mio spagnolo.
Capitolo 3 - Internet ed informazione
“Allarme banche, a rischio anche le italiane”
“berl.sconi blablabla...” – qualsiasi cosa abbia detto, whatever...
“Nuovi sospetti su 15 vendite di case”
...
Sorseggio il caffè, solubile, uno dei pochi benefit che ancora la potente multinazionale offre ai suoi robot...ops...schiavi...ops dipendenti, e penso che forse, ma forse, questo bel sistema, economico, politico, forse non sta in un bella forma.
Le banche che falliscono, l’istituzione che dovrebbe salvare i risparmi, com’è possibile?
Un mafioso, truffatore, corruttore... che è a capo di un paese, che fa la morale, com’è possibile?
Corruzione ad altissimi livelli, sotto gli occhi di tutti, senza freni, senza condanne, com’è possibile?
Non ho la risposta, sono contro questo sistema, ma ne faccio parte, sono quel cricetino che gira nella ruota, perennemente, la ruota aziona un circuito, che procede in un cavo, che attraversa un canale che contine altri milioni di cavi, azionati da altri milioni di ruote, in cui sgambettano altri milioni di cricetini.
Ora mentre scrivo, sono in un break di 15 minuti, consentito ogni due ore di corsa sulla ruota.
Mi balena per la testa che se tutti i cricetini smettessero in questo istante stesso di correre sulla ruota, forse, ma forse, il sistema si potrebbe arrestare...
Capitolo 4 – la propaganda
“Se voti x lo stato va in bancarotta”
“Se voti z l’assistenza medica sara’ a pagamento”
In questi giorni, appaiono questi enormi tabelloni, in giro per la città.
Colorati prevalentemente di azzurro e arancione.
Non capisco i contenuti di molti, ma non me ne rammarico, si tratta dei soliti slogan, con i quali, i politici di questo o quell’altro schieramento, prendono in giro la gente comune, con promesse (quasi mai mantenute) e programmi (spesso disattesi).
La rep ceka, è senza un governo legittimato, da piu’ di un anno, dopo la caduta del precedente governo, ora andranno al voto.
Le previsioni dicono che la sinistra (gli arancioni) vinceranno, il che è perfetto.
I servizi saranno garantiti alla gente comune, fino a che qualcuno dira’ che per via di questi ‘sprechi’ la situazione è critica e bisognera' tagliare tutto.
Lo stesso è accaduto con la ‘crisi’, la commedia del secolo, molto meglio di quella storica, via radio di orson wells e degli alieni atterrati negli us.
Preparatevi cari ceki, tra poco farete parte della grande commedia, attori inconsapevoli e non pagati.
Mi chiedo anche che senso abbia una campagna elettorale che evidenzi gli errori altrui, la sfida è al migliore che deve essere eletto o al meno peggiore?
Con che livello di astensione, i ceki risponderanno?
Io sono un fautore dell’astensionismo, quando non credo in chi si presenta, tra un ipotetico h.tler ed un ipotetico st.lin, preferisco essere contro entrambi e rimanere con la coscienza a posto.
Il voto è una scelta di fiducia, si autorizza una persona, un partito a rappresentarti.
Non voglio uno stato in bancarotta, non voglio l’assistenza medica a pagamento, NON VOTO!
Capitolo 5 – il kaos totale
Come il titolo di un bel noir di J.C. Izzo, mi guardo intorno e ne vedo molto.
Di Kaos.
Cui prodest? (no, non è la parola del giorno in ceco J, è latino, la lingua morta che gli antichi romani esportarono al mondo conosciuto di allora, primo esempio di globalizzazione, positiva) A chi giova?
Non a chi, con molotov ad esempio, lo genera, anzi...
La situazione, l’immagine che si materializza in me è questa:
Il mondo, anzi diciamo l’europa, sta andando in una direzione, il vecchio continente è saturo, è un mercato completo e visto che il denaro è il dio moderno, che da potere, l’europa, è morta.
Cina, india, brasile, sono le future potenze.
Dopo due guerre che hanno distrutto le nazioni europee, una nuova distruzione ci attende, restiamone consapevoli.
Per distruzione non intendo per forza bombe, il kaos puo’ avere risvolti numerosi.
Intanto il kaos non veste di nero o di rosso, non ha il viso coperto da un fazzoletto, non impugna pietre e bastoni.
Quelli sono la polvere che si libera da ogni movimento del sistema.
Chi siede in alto, pilota tutto ed anche chi crede di essere contro il potere (come me), ha un forte guinzaglio al collo, in ogni modo ed ogni direzione mi muova, il guinzaglio mi stringe e riporta a ‘giudizio’.
Se anche dovessi abbaiare, ringhiare, sarei sempre legato.
Il kaos, fa bene al potere.
Chi lo detiene, da secoli opera con la semplice legge del ‘dividi et impera’.
Quello che vediamo oggi, chi ha soldi e potere, si puo’ permettere la distruzione di tutto, mentre chi non ha molto, dopo avra’ ancora meno, e torneremo allo stato primitivo, a combattere per brandelli di carne, per la sopravvivenza.
Capitolo 6 – lavoro
Se doveste ricevere una cartolina da auschwitz con su scritta la frase “Il lavoro rende liberi” forse iniziereste a preoccuparvi.
Senza riceverla, invece, ognuno di noi, ogni giorno della sua vita, si sveglia, si veste, si sposta verso ufficio, fabbrica, negozio, scuola, svolge le sue 8 ore di ‘fatica’, esce dal luogo di lavoro, si sposta verso casa, mangia, si spoglia e va a dormire (se è fortunato fa sesso), pronto per la seguente giornata.
Tutto questo per una media di 40/45 anni, forse di piu’.
Si certo, c’è il weekend, le ferie estive, natale, ci sono le partite in tv, le disco, i pub, i viaggi...
Edward Bunker, racconta del mito del lavoro, nato dall’etica protestante, in america, da quella cristiana, in eu, dal comunismo, nell’est eu.
Il buon Eddie, racconta di come il lavoro, come lo intendiamo oggi, il lavoro salariato, altro non è che una forzatura, un evoluzione dello schiavismo.
Dietro la ricompensa del salario, crediamo di vivere una vita libera, benestante, perchè possiamo permetterci i nostri vizi e piaceri.
Il prezzo che paghiamo?
8 ore al giorno, 40/50 anni della nostra vita (senza considerare gli anni della scuola, che è la palestra della vita lavorativa, ci insegnano ad obbedire, a fare i compiti, a rispondere alle loro domande...).
Mi sono convinto, il lavoro ci rende liberi.
Da cosa?
Epilogo - dopo pranzo (prestabilito)
Liberamente ogni 4 ore, per 30 minuti, i criceti si recano in un locale prestabilito, dove ricevono un pranzo prestabilito ad un prezzo prestabilito, siedono su sedie prestabilite, mangiano e chiacchierano di argomenti prestabiliti (programmi tv prestabiliti, moda prestabilita, auto prestabilite, donne ed uomini dai canoni di bellezza prestabiliti, musica prestabilita, tempo libero e divertimento prestabiliti...).
Il cricetino pedro, incontra il cricetino (un po’ piu’ grosso di lui) team leader, ha in mano il giornale prestabilito, che offre informazione prestabilita.
L’immagine, prestabilita, di un poliziotto, prestabilito, greco e delle fiamme (di una molotov?), attira la mia attenzione.
Lancio una battuta: “In greece is already summer, as I can see, it’s getting warm” “E’ già estate in grecia, inizia a far caldo”.
Si torna a parlare della situazione, prestabilita e dei suoi punti di vista, prestabiliti.
A me viene in mente un’altra immagine, ho la mia visione, NON prestabilita, di una famiglia in cui il padre si da a spese folli, acquistando macchine sportive e costose, la mamma, non da meno si impegna nello sport preferito di molte donne, acquisto di scarpe e vestiti costosi, gioielli e pellicce.
I genitori, sono brave persone e non fanno mancare niente ai figli, gelati, giochi, vacanze...
Vicini e parenti sanno della situazione, ma non intervengono, anzi, se possono godono di qualche beneficio.
La famiglia un giorno si ritrova senza soldi, in bancarotta.
Compravano a credito, falsificando le proprie garanzie, i propri bilanci familiari, fino a che non sono riusciti piu’ a far fronte agli impegni finanziari.
Il papa e la mamma, come soluzione, si rivolgono agli strozzini per un prestito che copre tutto il debito e comunicano ai figli che da oggi, non ci saranno piu’ gelati, giochi e vacanze costose per loro.
Punto (prestabilito).
Somministrazione: una lettura veloce e distratta, non abusare della dose consigliata.
Controindicazioni: vomito e diarrea potrebbero comparire durante la lettura, nausea e perdita dell’equilibrio (mentale), possono verificarsi anche dopo diverse ore, raramente è capitato che le idee esternate trovino consenso in chi le legge.
Rimedi: commenti svaforevoli ed insulti, alleviano immediatamente i fastidi, in caso di nausea, si consiglia di accendere la tv e/o leggere un quotidiano, per fare il pieno di notizie conformiste; in casi estremi, si consiglia di fare propaganda ed attivismo in un qualsiasi partito politico e votarlo, credendo di aver contribuito al sistema democratico.
Capitolo 1 - Sul tram
Stanco e sovrappensiero, leggendo un libro di Edward Bunker, questa mattina incontro, casualmente, il mio team leader, un ragazzo molto in gamba, con cui scambio quattro chiacchiere volentieri.
Parliamo della grecia ed il suo pensiero in sintesi è questo: per anni hanno falsificato i dati, i lavoratori ricevono in media 3000€ al mese, la 13esima e 14esima, vanno in pensione presto, quindi di cosa si lamentano, perchè dovrebbe ripagare i loro debiti un cittadino della vicina slovakia, che per coprire gli sprechi dei greci (della gente greca), deve indebitarsi?
Rimango in silenzio, mi siedo, una volta arrivati in ufficio capisco che non è colpa sua.
Lui ha letto queste informazioni.
Questo è quanto si passa, la crisi è dovuta ai lavoratori greci che, udite udite...si permettono di ricevere 13esima e 14esima!
Immagino che l’informazione locale faccia leva su questo.
Qui non esiste questo ‘spreco’, si lavora 12 mesi e si prendono 12 stipendi. Stop!
Qui si va in pensione a quasi 70 anni, non capisco come fanno, ma cosi’ è.
Qui entri in un ufficio e trovi una povera anziana, che ne ha le palle piene di lavorare e ti risponde di conseguenza.
Il livello del servizio è allineato alle motivazioni che puo’ avere un lavoratore che rimane per quasi 50 anni a servizio del datore di lavoro...
Nei prossimi mesi mi aspetto volantini con la faccia del pensionato Anastoupulos e la dicitura ‘Wanted – dead or alive’.
E’ colpa sua se la grecia, e l’eu tutta, è in crisi...
Capitolo 2 - In cucina (aziendale)
Dopo le operazioni base che ogni singolo robot, come me, compie ogni mattina: raggiungere la propria scrivania, salutare con sorriso (falso o sincero ad ognuno la libertà) colleghi e capi, appoggiare la giacca sull’apposito sostegno, accendere il pc, cntl+alt+canc, inserire login e password...mi reco nella cucina del piano.
Con la mia tazza del Fc Brno in mano e la bottiglietta d’acqua da riempire.
Incontro un collega, cubano e inizio uno scambio di convenevoli:
P-Hola, que tal (ciao, come va?)
C-hmmm...estoy cansado...estoy trabajando desde las 6 de la manana (hmmm sono stanco, sto lavorando dalle 6 di stamattina)
P-entiendo, el trabajo nunca es bueno! (capisco, il lavoro non è mai bello)
C-pero se ganan dinero... (pero’ si guadagnano i soldi)
P- y que es el dinero se no esta feliz? (cosa sono i soldi se non sei felice)
C- el dinero suelve mucha problema (i soldi risolvono molti problemi)
Lo saluto, lui va via e penso che abbia ragione, esco dalla cucina, percorro il corridoio, ascolto qualche telefonata, guardo i testi delle email (di lavoro) ricevute e mi rendo conto che il denaro è l’unica causa di molti problemi.
Mi scuso per il mio spagnolo.
Capitolo 3 - Internet ed informazione
“Allarme banche, a rischio anche le italiane”
“berl.sconi blablabla...” – qualsiasi cosa abbia detto, whatever...
“Nuovi sospetti su 15 vendite di case”
...
Sorseggio il caffè, solubile, uno dei pochi benefit che ancora la potente multinazionale offre ai suoi robot...ops...schiavi...ops dipendenti, e penso che forse, ma forse, questo bel sistema, economico, politico, forse non sta in un bella forma.
Le banche che falliscono, l’istituzione che dovrebbe salvare i risparmi, com’è possibile?
Un mafioso, truffatore, corruttore... che è a capo di un paese, che fa la morale, com’è possibile?
Corruzione ad altissimi livelli, sotto gli occhi di tutti, senza freni, senza condanne, com’è possibile?
Non ho la risposta, sono contro questo sistema, ma ne faccio parte, sono quel cricetino che gira nella ruota, perennemente, la ruota aziona un circuito, che procede in un cavo, che attraversa un canale che contine altri milioni di cavi, azionati da altri milioni di ruote, in cui sgambettano altri milioni di cricetini.
Ora mentre scrivo, sono in un break di 15 minuti, consentito ogni due ore di corsa sulla ruota.
Mi balena per la testa che se tutti i cricetini smettessero in questo istante stesso di correre sulla ruota, forse, ma forse, il sistema si potrebbe arrestare...
Capitolo 4 – la propaganda
“Se voti x lo stato va in bancarotta”
“Se voti z l’assistenza medica sara’ a pagamento”
In questi giorni, appaiono questi enormi tabelloni, in giro per la città.
Colorati prevalentemente di azzurro e arancione.
Non capisco i contenuti di molti, ma non me ne rammarico, si tratta dei soliti slogan, con i quali, i politici di questo o quell’altro schieramento, prendono in giro la gente comune, con promesse (quasi mai mantenute) e programmi (spesso disattesi).
La rep ceka, è senza un governo legittimato, da piu’ di un anno, dopo la caduta del precedente governo, ora andranno al voto.
Le previsioni dicono che la sinistra (gli arancioni) vinceranno, il che è perfetto.
I servizi saranno garantiti alla gente comune, fino a che qualcuno dira’ che per via di questi ‘sprechi’ la situazione è critica e bisognera' tagliare tutto.
Lo stesso è accaduto con la ‘crisi’, la commedia del secolo, molto meglio di quella storica, via radio di orson wells e degli alieni atterrati negli us.
Preparatevi cari ceki, tra poco farete parte della grande commedia, attori inconsapevoli e non pagati.
Mi chiedo anche che senso abbia una campagna elettorale che evidenzi gli errori altrui, la sfida è al migliore che deve essere eletto o al meno peggiore?
Con che livello di astensione, i ceki risponderanno?
Io sono un fautore dell’astensionismo, quando non credo in chi si presenta, tra un ipotetico h.tler ed un ipotetico st.lin, preferisco essere contro entrambi e rimanere con la coscienza a posto.
Il voto è una scelta di fiducia, si autorizza una persona, un partito a rappresentarti.
Non voglio uno stato in bancarotta, non voglio l’assistenza medica a pagamento, NON VOTO!
Capitolo 5 – il kaos totale
Come il titolo di un bel noir di J.C. Izzo, mi guardo intorno e ne vedo molto.
Di Kaos.
Cui prodest? (no, non è la parola del giorno in ceco J, è latino, la lingua morta che gli antichi romani esportarono al mondo conosciuto di allora, primo esempio di globalizzazione, positiva) A chi giova?
Non a chi, con molotov ad esempio, lo genera, anzi...
La situazione, l’immagine che si materializza in me è questa:
Il mondo, anzi diciamo l’europa, sta andando in una direzione, il vecchio continente è saturo, è un mercato completo e visto che il denaro è il dio moderno, che da potere, l’europa, è morta.
Cina, india, brasile, sono le future potenze.
Dopo due guerre che hanno distrutto le nazioni europee, una nuova distruzione ci attende, restiamone consapevoli.
Per distruzione non intendo per forza bombe, il kaos puo’ avere risvolti numerosi.
Intanto il kaos non veste di nero o di rosso, non ha il viso coperto da un fazzoletto, non impugna pietre e bastoni.
Quelli sono la polvere che si libera da ogni movimento del sistema.
Chi siede in alto, pilota tutto ed anche chi crede di essere contro il potere (come me), ha un forte guinzaglio al collo, in ogni modo ed ogni direzione mi muova, il guinzaglio mi stringe e riporta a ‘giudizio’.
Se anche dovessi abbaiare, ringhiare, sarei sempre legato.
Il kaos, fa bene al potere.
Chi lo detiene, da secoli opera con la semplice legge del ‘dividi et impera’.
Quello che vediamo oggi, chi ha soldi e potere, si puo’ permettere la distruzione di tutto, mentre chi non ha molto, dopo avra’ ancora meno, e torneremo allo stato primitivo, a combattere per brandelli di carne, per la sopravvivenza.
Capitolo 6 – lavoro
Se doveste ricevere una cartolina da auschwitz con su scritta la frase “Il lavoro rende liberi” forse iniziereste a preoccuparvi.
Senza riceverla, invece, ognuno di noi, ogni giorno della sua vita, si sveglia, si veste, si sposta verso ufficio, fabbrica, negozio, scuola, svolge le sue 8 ore di ‘fatica’, esce dal luogo di lavoro, si sposta verso casa, mangia, si spoglia e va a dormire (se è fortunato fa sesso), pronto per la seguente giornata.
Tutto questo per una media di 40/45 anni, forse di piu’.
Si certo, c’è il weekend, le ferie estive, natale, ci sono le partite in tv, le disco, i pub, i viaggi...
Edward Bunker, racconta del mito del lavoro, nato dall’etica protestante, in america, da quella cristiana, in eu, dal comunismo, nell’est eu.
Il buon Eddie, racconta di come il lavoro, come lo intendiamo oggi, il lavoro salariato, altro non è che una forzatura, un evoluzione dello schiavismo.
Dietro la ricompensa del salario, crediamo di vivere una vita libera, benestante, perchè possiamo permetterci i nostri vizi e piaceri.
Il prezzo che paghiamo?
8 ore al giorno, 40/50 anni della nostra vita (senza considerare gli anni della scuola, che è la palestra della vita lavorativa, ci insegnano ad obbedire, a fare i compiti, a rispondere alle loro domande...).
Mi sono convinto, il lavoro ci rende liberi.
Da cosa?
Epilogo - dopo pranzo (prestabilito)
Liberamente ogni 4 ore, per 30 minuti, i criceti si recano in un locale prestabilito, dove ricevono un pranzo prestabilito ad un prezzo prestabilito, siedono su sedie prestabilite, mangiano e chiacchierano di argomenti prestabiliti (programmi tv prestabiliti, moda prestabilita, auto prestabilite, donne ed uomini dai canoni di bellezza prestabiliti, musica prestabilita, tempo libero e divertimento prestabiliti...).
Il cricetino pedro, incontra il cricetino (un po’ piu’ grosso di lui) team leader, ha in mano il giornale prestabilito, che offre informazione prestabilita.
L’immagine, prestabilita, di un poliziotto, prestabilito, greco e delle fiamme (di una molotov?), attira la mia attenzione.
Lancio una battuta: “In greece is already summer, as I can see, it’s getting warm” “E’ già estate in grecia, inizia a far caldo”.
Si torna a parlare della situazione, prestabilita e dei suoi punti di vista, prestabiliti.
A me viene in mente un’altra immagine, ho la mia visione, NON prestabilita, di una famiglia in cui il padre si da a spese folli, acquistando macchine sportive e costose, la mamma, non da meno si impegna nello sport preferito di molte donne, acquisto di scarpe e vestiti costosi, gioielli e pellicce.
I genitori, sono brave persone e non fanno mancare niente ai figli, gelati, giochi, vacanze...
Vicini e parenti sanno della situazione, ma non intervengono, anzi, se possono godono di qualche beneficio.
La famiglia un giorno si ritrova senza soldi, in bancarotta.
Compravano a credito, falsificando le proprie garanzie, i propri bilanci familiari, fino a che non sono riusciti piu’ a far fronte agli impegni finanziari.
Il papa e la mamma, come soluzione, si rivolgono agli strozzini per un prestito che copre tutto il debito e comunicano ai figli che da oggi, non ci saranno piu’ gelati, giochi e vacanze costose per loro.
Punto (prestabilito).
lunedì 3 maggio 2010
Futbalova fabrika
Con sommo piacere, grazie ad una serie di commenti di ‘Spud’, mi appresto a parlare di calcio ceko, scendendo, per quanto mi è possibile, nei particolari.
In qualche modo avevo già trattato l’argomento, per celebrare la fine del lungo break invernale, in un post di febbraio.
Da allora, il campionato, come quasi tutti in europa, sta volgendo al termine, per dare spazio al grande circo della coppa del mondo.
Clown e pagliacci, vestiti con sgargianti colori sugli spalti, ad incitarne altri 22 in campo, per somma gioia di ricchi sponsor.
Non amo il calcio moderno, troppo influenzato da cifre enormi che gli girano attorno, tornaconti e business troppo evidenti.
Per questo mi sono calato nella realtà locale, dove si respira un’aria molto piu’ ruspante (chiaramente anche qui circolano cifre che per un comune mortale sono inimmaginabili).
Partiamo da un dato di fatto, la qualità del calcio ceko è scadente.
Non si discute.
Eppure nel passato non era cosi’, il calcio dell’europa dell’est, ha sempre avuto una ottima scuola, dall’ungheria di puskas, alla cecoslovacchia che credo abbia giocato una finale contro l’italia in una coppa del mondo o forse d’europa, mi scuso, ma cito a memoria, non mi voglio avvalere dei vari wikipedia, per cui nomi e dati possono essere errati.
Senza andare ad immagini in bianco e nero, anche nel recente passato, giocatori come nedved, jankulovsky, skuravy del genoa con le sue capriole, poborsky...rendevano la vita difficile a qualsiasi squadra blasonata.
Ricordo anche un sigma olomouc-juventus in coppa (uefa?), con juve sconfitta in terra ceka.
Chi ancora mantiene una dignità e si è appassionato a questo sport da piccolo, vedendo nello spettacolo, nell’agonismo e nella sofferenza sportiva, le armi migliori che una squadra possa mettere in campo, non puo’ dimenticare il ‘boemo’ zdenek zeman.
Esempio di un calcio pulito contro il doping e le ruberie, nemmeno sottobanco, delle avide squadre ‘blasonate’.
Fatto questo lungo preambolo, torno alla realtà, cruda e nuda.
Quest’anno ho visto tutte le partite, in casa (meno una perchè ero in italia) della mia squadra, il 1.FC Brno 1913.
Freddo (tantissimo), pioggia, sole, mi hanno accompagnato in questi mesi (cosi’ come tanta birra e ‘klobasa’, salsiccia alla brace, che si vendono negli stadi ceki).
Tecnicamente, dicevo, non ci sono molti motivi per seguire una partita, eppure i tanti amici, che ritrovo sui gradoni dello stadio, mi permettono di trascorrre del gradevole tempo in loro compagnia.
Le squadre piu’ importanti di questo campionato sono lo sparta e slavia praga, seguite dal banik ostrava, teplice e jablonec, che si contendono il titolo (eccetto lo slavia che lo ha vinto lo scorso anno).
Le squadre piu’ seguite sono le due squadre della capitale ed il banik, alle quali si aggiungono la terza squadra di praga, il bohemians e lo slovacko.
Il bohemians, fallito circa 5 anni fa, è stato ‘acquistato’ dai propri tifosi, ripartendo da categorie inferiori, per poi ritornare nella prima divisione.
Nel paese, anchele squadre di opava e zlin, seppur in seconda divisione, hanno buon seguito.
Il Brno, dopo un buon inizio, ha fatto il solito campionato loffio, arrivando a giocare per la salvezza.
I numeri degli spettatori presenti allo stadio è davvero basso.
Fatta esclusione per le squadre citate, per le restanti, ci aggiriamo sull’ordine di poche migliaia, roba da serie c del nord italia.
Questo link, che si riferisce ad ogni nazione ed anche agli anni passati, copre la mia mancanza di dati statistici ufficiali e se consultato, puo’ essere interessante:
http://www.european-football-statistics.co.uk/attn.htm
Un discreto calcio l’ho visto durante incontri contro lo sparta, il banik, il teplice, il sigma olomouc ed l'ultimo con il plzen, ma generalmente quello che manca è la foga e l’agonismo, mi pare un gioco molto lento e senza fantasia.
Assistere ad una partita di calcio, costa poco, a Brno il settore popolare si paga 60czk (meno di 3€), in media, direi che nella nazione, siamo sotto le 150czk (meno di 6€).
La sicurezza negli stadi è elevata, per due fattori.
1- generalemente i ceki sono un popolo pacifico e non rischierebbero di incorrere in problemi per una partita di calcio, visto che la polizia mantiene bene l’ordine e gode di un discreto rispetto.
2- Chi potrebbe procurarne, di problemi, da anni ha deciso di darsi appuntamenti lontano da occhi indiscreti, in boschi e campi fuori città, dandosi schiaffi e pugni e poi salutandosi fino alla prossima occasione.
Qualche episodio di violenza puo’ esserci, ma è molto limitato e riconducibile piu’ all’abuso di alcool (ne so qualcosa...) che non ad intemperanze collettive.
Per questo motivo, le misure di sicurezza sono blande, non esiste tensione, non si ha la sensazione di andare in guerra, con tornelli, controlli capillari e corporali.
In questi giorni è in discussione l’idea di riunire la federazione ceka e slovaka, in un campionato unico, per cercare di renderlo piu’ interessante e competitivo.
L’idea è molto bella e fa capire ancora i buoni rapporti tra i due popoli vicini.
Francamente sconsiglio di andare a vedere una partita di calcio ceko, si deve essere dei ‘malati di calcio’ o avere degli amici che ti spingono a farlo :)
Parola del giorno: Jedeme Brno jedeme – dai (andiamo) Brno Dai (andiamo)!
ps: il titolo è una dedica ai tanti amici ed allo storico ritrovo, ormai tristemente chiuso
In qualche modo avevo già trattato l’argomento, per celebrare la fine del lungo break invernale, in un post di febbraio.
Da allora, il campionato, come quasi tutti in europa, sta volgendo al termine, per dare spazio al grande circo della coppa del mondo.
Clown e pagliacci, vestiti con sgargianti colori sugli spalti, ad incitarne altri 22 in campo, per somma gioia di ricchi sponsor.
Non amo il calcio moderno, troppo influenzato da cifre enormi che gli girano attorno, tornaconti e business troppo evidenti.
Per questo mi sono calato nella realtà locale, dove si respira un’aria molto piu’ ruspante (chiaramente anche qui circolano cifre che per un comune mortale sono inimmaginabili).
Partiamo da un dato di fatto, la qualità del calcio ceko è scadente.
Non si discute.
Eppure nel passato non era cosi’, il calcio dell’europa dell’est, ha sempre avuto una ottima scuola, dall’ungheria di puskas, alla cecoslovacchia che credo abbia giocato una finale contro l’italia in una coppa del mondo o forse d’europa, mi scuso, ma cito a memoria, non mi voglio avvalere dei vari wikipedia, per cui nomi e dati possono essere errati.
Senza andare ad immagini in bianco e nero, anche nel recente passato, giocatori come nedved, jankulovsky, skuravy del genoa con le sue capriole, poborsky...rendevano la vita difficile a qualsiasi squadra blasonata.
Ricordo anche un sigma olomouc-juventus in coppa (uefa?), con juve sconfitta in terra ceka.
Chi ancora mantiene una dignità e si è appassionato a questo sport da piccolo, vedendo nello spettacolo, nell’agonismo e nella sofferenza sportiva, le armi migliori che una squadra possa mettere in campo, non puo’ dimenticare il ‘boemo’ zdenek zeman.
Esempio di un calcio pulito contro il doping e le ruberie, nemmeno sottobanco, delle avide squadre ‘blasonate’.
Fatto questo lungo preambolo, torno alla realtà, cruda e nuda.
Quest’anno ho visto tutte le partite, in casa (meno una perchè ero in italia) della mia squadra, il 1.FC Brno 1913.
Freddo (tantissimo), pioggia, sole, mi hanno accompagnato in questi mesi (cosi’ come tanta birra e ‘klobasa’, salsiccia alla brace, che si vendono negli stadi ceki).
Tecnicamente, dicevo, non ci sono molti motivi per seguire una partita, eppure i tanti amici, che ritrovo sui gradoni dello stadio, mi permettono di trascorrre del gradevole tempo in loro compagnia.
Le squadre piu’ importanti di questo campionato sono lo sparta e slavia praga, seguite dal banik ostrava, teplice e jablonec, che si contendono il titolo (eccetto lo slavia che lo ha vinto lo scorso anno).
Le squadre piu’ seguite sono le due squadre della capitale ed il banik, alle quali si aggiungono la terza squadra di praga, il bohemians e lo slovacko.
Il bohemians, fallito circa 5 anni fa, è stato ‘acquistato’ dai propri tifosi, ripartendo da categorie inferiori, per poi ritornare nella prima divisione.
Nel paese, anchele squadre di opava e zlin, seppur in seconda divisione, hanno buon seguito.
Il Brno, dopo un buon inizio, ha fatto il solito campionato loffio, arrivando a giocare per la salvezza.
I numeri degli spettatori presenti allo stadio è davvero basso.
Fatta esclusione per le squadre citate, per le restanti, ci aggiriamo sull’ordine di poche migliaia, roba da serie c del nord italia.
Questo link, che si riferisce ad ogni nazione ed anche agli anni passati, copre la mia mancanza di dati statistici ufficiali e se consultato, puo’ essere interessante:
http://www.european-football-statistics.co.uk/attn.htm
Un discreto calcio l’ho visto durante incontri contro lo sparta, il banik, il teplice, il sigma olomouc ed l'ultimo con il plzen, ma generalmente quello che manca è la foga e l’agonismo, mi pare un gioco molto lento e senza fantasia.
Assistere ad una partita di calcio, costa poco, a Brno il settore popolare si paga 60czk (meno di 3€), in media, direi che nella nazione, siamo sotto le 150czk (meno di 6€).
La sicurezza negli stadi è elevata, per due fattori.
1- generalemente i ceki sono un popolo pacifico e non rischierebbero di incorrere in problemi per una partita di calcio, visto che la polizia mantiene bene l’ordine e gode di un discreto rispetto.
2- Chi potrebbe procurarne, di problemi, da anni ha deciso di darsi appuntamenti lontano da occhi indiscreti, in boschi e campi fuori città, dandosi schiaffi e pugni e poi salutandosi fino alla prossima occasione.
Qualche episodio di violenza puo’ esserci, ma è molto limitato e riconducibile piu’ all’abuso di alcool (ne so qualcosa...) che non ad intemperanze collettive.
Per questo motivo, le misure di sicurezza sono blande, non esiste tensione, non si ha la sensazione di andare in guerra, con tornelli, controlli capillari e corporali.
In questi giorni è in discussione l’idea di riunire la federazione ceka e slovaka, in un campionato unico, per cercare di renderlo piu’ interessante e competitivo.
L’idea è molto bella e fa capire ancora i buoni rapporti tra i due popoli vicini.
Francamente sconsiglio di andare a vedere una partita di calcio ceko, si deve essere dei ‘malati di calcio’ o avere degli amici che ti spingono a farlo :)
Parola del giorno: Jedeme Brno jedeme – dai (andiamo) Brno Dai (andiamo)!
ps: il titolo è una dedica ai tanti amici ed allo storico ritrovo, ormai tristemente chiuso
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