sabato 13 marzo 2010

Cosa è la democrazia?

Grazie ad una personcina, ho potuto vedere questo interessante video

E' in spagnolo, sottotitolato in inglese ed ha scatenato una seria discussione, tra un italiano stanco del sistema capitalista occidentale ed una ceka cresciuta nel dopo comunismo.

Chi avrà ragione tra i due?
Non lo si saprà mai :)

Parola del giorno: demokracie neexistuje - non esiste la democrazia


martedì 9 marzo 2010

Velocemente, un blog da consigliare.

http://brnonow.com/

Il blog in questione, in lingua inglese, è sicuramente il migliore in circolazione.
Sempre aggiornato su eventi, concerti e suggerimenti interessanti su Brno.

Un ottimo servizio.

ps ed OT (off topic) ieri era la festa della donna, qui non credo si celebri, almeno non con le mimose e con la voracità commerciale e consumista, tipica italiana.
In ritardo, anche se credo che ogni giorno dell'anno sia valido, vorrei augurare alle donne di tutto il mondo, tutto il meglio e di raggiungere quanto realmente desiderano.

Parola del giorno: Nejlepší blog - il miglior blog

lunedì 8 marzo 2010

Una giornata indimenticabile...dimenticata...

Per la serie come arrivare ad ubricarsi, talmente tanto, da non ricordare niente e svegliarsi il giorno dopo con un terribile hangover (mal di testa da sbornia).
Questo è uno di quei racconti che ripetero' ai nipotini (se mai ne avro'), davanti al focolare del camino.
Non tanto per raccontare un episodio, ma per rimarcare che gli amici sinceri sono quelli che ti aiutano quando hai realmente bisogno.
I fatti: sabato pomeriggio, con il collega di lavoro, italiano, decidiamo di avventurarci seguendo la squadra di calcio del Brno, in trasferta ad Huderske Hradiste, 80 km circa di distanza, cuore della regione folkloristica della Moravia.
Si tratta del derby regionale.
In mattinata, alle 11, ci incontriamo e prendiamo il bus per la cittadina.
Un'ora circa di viaggio, appena arrivati cerchiamo il centro storico, abbastanza deludente, ed un ristorante dove gustare qualche bontà locale.
Dopo pranzo ci muoviamo in un pub del centro, apro la porta e...trovo tanti amici che sono arrivati con anticipo e stanno già bevendo.
L'atmosfera è allegra, come sempre molti mi salutano e iniziano ad offrirmi giri di rum, chiacchiere che comprendo poco, ma una pacca sulle spalle ed un sorriso sincero, abbatte ogni difficoltà linguistica.
Si canta e beve, tutto sembra far presagire una bella giornata, di sano divertimento, ma...
Ma lo slivovice, una grappa locale (sui 40 gradi) a base di prugna, è in agguato!
Accompagna troppi giri di bevute, si mischia alla birra, al vino ed al rum, che continuo a bere.
Dall'euforia iniziale, dai cori dedicati ai 'maccaroni' presenti, ad un certo punto arriva il 'black out'.
Di quelli totali!
Dalle 15 circa, non ricordo piu' niente, ogni tanto ho aperto gli occhi, vedevo ombre, rumori che rimbombavano nella testa, il collega italiano sdraiato al suolo di chissa' quale parte della cittadina visitata...
E poi il treno, il vomito sul giubotto ormai da buttare, una cara amica che mi viene a prendere alla stazione e mi accompagna a casa, io che striscio alla ricerca del letto...
Il resto non lo ricordo.
Un peccato.
Ero partito per divertirmi, per vedere la mia seconda squadra del cuore (che ha vinto, per fortuna), per trascorrere una bella giornata con gli amici, invece...
Invece ho causato sicuramente qualche problema a chi si è preso, per tutta la giornata, cura di me, a chi per non lasciarmi solo, ha rinunciato a vedere la partita e magari, anche rischiato qualche problema con la police, visto che il mio stato d'animo, non credo sia stato di quelli piu' pacifici.
Se sono tornato a casa, non con le mie gambe, lo devo ai tanti amici che non mi hanno lasciato solo.
Cosa mi rimane della giornata 'gettata alle ortiche'?
La certezza che le 'amicizie' interessate, quelle che si fanno a lavoro, non reggono il confronto con quelle VERE, quelle fatte in strada o sui gradoni di uno stadio.

Parola del giorno: Promin te - scusate

venerdì 5 marzo 2010

uhm eah...book...ehm uhm...ceska gramatika...hhmm...

Questo è stato il mio approccio di conversazione alle ore 18 di stasera, alla biblioteca cittadina.

Avrei potuto dar sfogo a tanto stress accumulato in questi giorni (dopo appena due settimane dal rientro dalla vacanza...), provando ad emulare una sublime lamentatio del 'direttore'.
Le premesse c'erano tutte, da qualche giorno a lavoro, mi sento più come un cinese che concia pelli in uno scantinato abusivo per 20 ore al giorno ad 1 dollaro/ora, piuttosto che un napoletano scansafatiche e perdi tempo che prende il sole a mergellina invece di 'faticare'.
Lavoro per una miserabile multinazionale americana, che piange miseria da quando stanno recitando la farsa della crisi economica.
Piange talmente tanto, che, dopo avermi assicurato, da contratto, come benefit aziendale, due corsi business di lingue straniere, a gennaio, hanno pensato bene di dimezzare il benefit (per tutti i dipendenti), ma non solo...
Dopo aver iniziato il corso di ceko, con cinque mesi di ritardo, per cattiva organizzazione, ed averlo richiesto espressamente in serata, dopo sole 3 lezioni, hanno pensato bene di spostarlo alle 7.30 del mattino, un ora e mezza, alla settimana.
Lavorando una settimana si ed una no, alle 10...praticamente mi hanno spinto a rinunciare.

Simpaticissimi figli di una capitalista!
Che questa 'crisi' gli vada tutta di traverso!

Con questi pensieri mi sono incamminato verso la biblioteca, per cercare di porre rimedio, programmando di studiare da solo una lingua abbastanza ostica.
L'esordio davanti ad una 'babicka' (nonnina) al banco delle informazioni, è descritto nel titolo del post.
Ho balbettato nel mio ceco zoppo, senza molta convinzione, qualcosa che voleva intendere 'avete un libro di grammatica ceka, in inglese?'.
I ceki di vecchia generazione, non sono certo famosi per la loro cortesia ed elasticità mentale.
Il comunismo gli ha negato allegria, fantasia e spensieratezza, forgiandoli come persone dure e profondamente tristi.

Non mi aspettavo, nè pretendevo, che la signora parlasse inglese, visto che sono io a vivere nel suo paese e sono io in torto per non saper parlare la sua lingua.
Con somma sorpresa, mi ha sorriso, mi ha chiesto 'Karta' ed ho capito che voleva la tessera.
Poi ha digitato qualcosa sul terminale vecchio stampo, scrivendo dei numeri su un foglietto di carta.
Si è alzata e mi ha fatto segno di seguirla.
Siamo saliti al piano superiore, dove è possibile scegliere i libri esposti.
Dopo una lunga ricerca mi ha dato un libro di grammatica inglese, in ceko.
Praticamente inutile.
Le ho sorriso, ringraziato ma cercando di far capire che non era quello che volevo.
Ho provato con i gesti e le poche parole a disposizione nel mio vocabolario, è arrivata un'altra donna, più vecchia e più grossa ed insieme abbiamo rovistato, metaforicamente, tra gli scaffali.
Ho aggiunto 'cestina' (lingua ceka) e loro hanno sorriso e annuito col capo.
Mi hanno offerto un vocabolario ceko-inglese, ma ancora non era quello che mi serviva...
Siamo andati in un altro ufficio, dove c'era una donna, più magra ma sempre non giovane, con grossi occhiali da bibliotecaria.
Le tre hanno confabulato tra loro.
Non capivo niente, chiaramente.
Hanno interrogato nuovamente il terminale, senza alcuna espressione visiva che suggerisse qualcosa sull'andamento della ricerca.
Mi hanno chiesto la data di nascita, per una ragione che ancora non so darmi, non credo fossero interessate ad un eventuale relazione con me.
Dopo un pò, mi hanno ridato la tessera e mi hanno indicato una finestra sul ballatoio, dicendomi '10 minuti'...i numeri fino a dieci li conosco, quindi non è stato un problema immaginare di aspettare dove mi avevano chiesto.
Dopo 9 minuti una delle tre donne, quella grossa, mi ha 'spiegato' che i libri sarebbero stati 2.
Bene.
Dopo 11 minuti, una signora si è affacciata dalla finestra, mi ha chiesto la tessera e mi ha dato un libro.
Le ho fatto capire che ne aspettavo due.
E' ritornata e mi ha consegnato due libri.
Uno di questi, era quello che cercavo!

'Cestina pro cizince' - 'czech for english speaking students'
!!!
Un libro di Milan Sara, pubblicato nel 1979 (credo), cito dalla prefazione "This book has been written to meet the needs from abroad who begin their stay in Czechoslovakia..."
Wow! un tuffo nel passato.

Sono tornato nell'ufficio dove c'erano le signore, ho mostrato i libri, ho sorriso ed ho esclamato 'Perfectni! ...Dekuji moc...Na schledanou' (Perfetto, grazie molto, arrivederci).
Hanno sorriso, forse del mio pessimo ceko, forse contente di aver aiutato uno straniero.

Stasera resto a casa a leggermi un pò di grammatica ceka, sono contento così.

La genuina semplicità delle persone comuni è milioni di volte meglio del viscido sorriso a denti stretti di un ricco e rispettabile uomo d'affari.

domenica 28 febbraio 2010

Ricomincio da tre...

Sottotitolo del post: punti.

Continuo il filone sportivo del blog, parlando della giornata di sabato, trascorsa allo stadio di Brno.
Finalmente, infatti, dopo il lungo break invernale (da inizio dicembre) il campionato di calcio ceko, ha ripreso l'attività.
Vivendo a Brno ed essendo quasi tutti i miei amici, tifosi della squadra locale, anche io seguo con passione le sorti del 1.FC BRNO.
La posizione in classifica della squadra, non è delle migliori, dopo un buon avvio di stagione, alla pausa invernale, si era tra le ultime 5 squadre, in piena lotta per non retrocedere.
Con queste aspettative, ieri, 2500 persone circa (con una cinquantina di tifosi ospiti dello slovan liberec), si apprestavano ad assistere all'ennesima scadente prestazione dei propri beniamini.

Per fortuna così non è stato, ed i tre punti sono arrivati, dopo molto tempo (a memoria direi dalla vittoria in casa per 1-0 contro il pribram).

Vorrei anche parlare dello spirito e della diversa atmosfera che si respira in uno stadio ceko.
Non ci sono grandi masse di appassionati, non c'è l'esasperazione dei media, che in italia presentano ogni partita come una battaglia ed una sfida all'ultimo sangue.
Il calcio ceko è lontano dal business milionario che gira e fa girare tanti soldi in molti paesi eu.
Il livello tecnico è altrettanto basso, bisogna ammetterlo.

Da quando sono a Brno, ho seguito tutte le partite casalinghe, anche per cogliere l'occasione di trascorrere tempo con i ragazzi che conosco.
Ho imparato a supportare i colori sociali, ad esultare per un goal segnato e rammaricarmi per uno subito.
Con spensieratezza.

Andare allo stadio a Brno vuol dire anche gustarsi una buona birra e salsiccia, avere una chiacchiera con chi si conosce.

Parola del giorno: Uultras Brno pijou pivo!! pijou rum!!!! smrt spartanum jude banicek... - ultras Brno, bevono birra, bevono rum, a morte i tifosi dello sparta, jude quelli del banik...

mercoledì 24 febbraio 2010

Lo sport nazionale

Per un italiano è impensabile, ma dopo aver vissuto in irlanda, dove il rugby la fa da padrone, la Rep ceka è un'altra testimonianza di come il pallone e quei 22 milionari in mutande, non siano la prima passione nazional popolare.

A dire il vero, in cechia, l'hockey è solo di poco lo sport più seguito,ma quello che fa la differenza, sono le donne, che quando ci sono grossi avvenimenti sportivi, si schierano e seguono molto interessate, le vicende della squadra nazionale.
La cecoslovacchia ed ora la rep ceka, è sempre stata una delle migliori a livello mondiale.
Se la qualità del calcio ceko è scadente, il campionato di hockey su ghiaccio è tra i migliori in europa.

In questi giorni si disputano le olimpiadi invernali, in canada, e domani mattina andrà di scena un delicato incontro, per i quarti, contro la finlandia.

L'hockey ha anche sfiorato e collegato vicende politiche, come nel caso degli incontri con la ex urss, russia, ai tempi del regime comunista.
Cito da un sito:
"...Le sfide tra Cecoslovacchia e Unione Sovietica furono davvero intense, cariche di pathos ed emozioni, e raggiunsero il culmine nel 1968, quando l'Esercito Sovietico entrò nel territorio cecoslovacco: l'Invasione dei carri armati russi influenzò anche le vicende sportive, tanto che ogni partita tra URSS e Cecoslovacchia era contraddistinta da grandissima tensione.

L'incontro più sentito avvenne nel
1969 durante i Mondiali organizzati in Svezia: in quella sfida, i giocatori della Cecoslovacchia furono trascinati dall'orgoglio e dal cuore di tutta la loro nazione, ancora ferita dai tragici eventi. Grazie alle splendide parate del portiere Vladimir Dzurilla e le reti di Jan Suchy e Jozef Cerny, la Cecoslovacchia si guadagnò un successo per 2-0 che fu salutato da dimostrazioni di gioia in tutto il paese, in particolare a Praga; purtroppo, i sogni mondiali furono rovinati dalla sconfitta nell'ultima giornata contro gli svedesi...."

Tratto da wikipedia:
"...In 1969, the Soviet Union and Czechoslovakia played "the most emotionally charged games in the history of international hockey..."

A me personalmente l'hockey non piace.
Sono stato una sola volta nel palazzetto, a vedere una partita del Brno, una finale playoff (persa).
A parte il gran freddo dovuto al ghiaccio, devo anche dire che l'atmosfera interna è troppo "americana", falsa, artefatta.
Lo speaker che "suggerisce" canzoni e cori, musica ad ogni break, qualcosa che si vede anche nel basket moderno, ed in tutte quelle discipline da poco alla ribalta, spettacolari, ma poco genuine, qualcosa che ancora non digerisco.

Nonostante tutto, domani mattina spero riescano a vincere.

Parola del giorno: Brno do toho! - Forza Brno!

La neve che scompare

La neve che in questi giorni inizia a ritirarsi, sembra restituire alla città un nuovo volto.
La neve che ha sommerso, come uno tsunami bianco, case, strade, auto, spazi aperti, ora ritirandosi lentamente, lascia a terra i resti colorati di mesi trascorsi in un monologo cromatico.
Il bianco.
Ciuffi verdi fanno timidamente capolino, qua e la, gialle sigarette abbandonate, chissà quando, formano cumuli fastidiosi da vedere, ma che saranno prontamente rimossi, ora che la coltre bianca ha restituito alla luce quanto aveva nascosto per lunghi giorni, tetti di rosso laterizio prendono coraggio abbandonando il velo bianco che li copriva.
La lunga stagione invernale sembra concludersi, dando finalmente spazio alla tanto auspicata primavera, che farà rifiorire alberi, emozioni e umori.
Non è facile, per me, resistere tanto a lungo senza sole, proteggermi pesantemente dal freddo, in una metamorfosi interna che porta a chiudermi, difendermi, invece di aprirmi, spogliarmi degli abiti (metaforicamente, non voglio finire in prigione per atti osceni in luogo pubblico) per accogliere meglio la nuova aria fresca.
Presto il sole regalerà la città ai suoi abitanti, le ore di luce regaleranno piu' sorrisi ai timidi ceki.
Le belle ragazze mi faranno, presto, dono di cm scoperti, sempre benvoluti ai miei occhi ;)
Devo dire che Brno offre la possibilità di godere di tutte le 4 stagioni, il trascorrere dei 365 giorni è scandito maggiormente, oltre l'inverno, la primavera esiste davvero e non è solo un veloce passaggio alla calda estate, così come l'autunno, avra' occasione di regalarmi la gioia dei suoi profumi, delle sue sfumature di rosso.
Anche in questo la città, mi piace, lascia vivere e trascorrere il tempo, piu' lentamente.
In questo sembra che il consumismo climatico, a cui ero abituato in italia ed irlanda, non abbia ancora attecchito da queste parti.

Parola del giorno: jařo Přicházì - la primavera sta arrivando